All’interno della UOC NPIA Ausl Bologna si è voluto esplorare, attraverso la somministrazione di un questionario qualitativo somministrato ai dirigenti medici e psicologi, i cambiamenti osservati negli ambulatori in termini di sintomatologia clinica post-pandemia, analizzare un eventuale ruolo patogeno dell’uso dei device e la percezione genitoriale riguardo all’esposizione dei figli ai dispositivi digitali e indicare suggerimenti utili per rispondere ai nuovi bisogni emergenti.    

Rispetto alla percezione qualitativa relativamente ad avere osservato cambiamenti dei sintomi di presentazione al Servizio, il 92% dei clinici intervistati ha risposto affermativamente. In particolare, i principali cambiamenti nei sintomi di presentazione sono stati osservati nella fascia d’età tra i 10 e i 14 anni con aumento dei disturbi internalizzanti rispetto al passato e invece nella fascia prescolare O-5 anni con l’osservazione di aumento disturbi di tipo esternalizzante, con crisi di rabbia e oppositività. 

C’è stato un incremento da parte dei piccoli nell’accesso a tablet e televisione che spesso non viene percepito dai genitori come negativo, ma anzi come mezzo per calmare gli stati emotivi dei bambini.  

Sono stati svolti tre incontri nel 2024, presso tre Istituti comprensivi (l’IC17, l’IC7 e l’IC 4) di Bologna con 8 classi di studenti delle classi seconde della secondaria di primo grado e con i loro genitori sull'utilizzo consapevole dello smartphone e di internet. 

Dalle testimonianze raccolte con i questionari dagli alunni è emerso che più del 70% ha riportato di aver avuto un’esperienza negativa sui social (body-shaming, cyberbullismo, minacce) e hanno suggerito che per aiutarsi tra loro servirebbe più confronto per confidarsi e fornirsi supporto oppure rivolgersi ad un adulto. L’incontrò con i genitori ha portato alla luce quanto spesso i ragazzi cerchino di comunicare un maggiore bisogno di ascolto e di comprensione delle loro emozioni che spesso, però, non viene colto da parte degli adulti. Inoltre, ciò che è risultato importante è dare il buon esempio in quanto i ragazzi imparano anche da ciò che vedono.  

Queste due esperienze condotte nel Servizio di NPIA e a scuola confermano come sia centrale la riflessione scientifica sull’utilizzo dei device in età evolutiva che, sebbene non vada demonizzato, tuttavia va regolamentato e supervisionato da parte degli adulti. 

Gli adulti di riferimento devono come prima cosa “dare il buon esempio”, insegnare ai bambini/ragazzi un utilizzo consapevole dei device con regole chiare e anche non dimenticarsi di fornire alternative valide allo schermo che spesso si utilizza per colmare un vuoto relazionale.