Oltre il tumore
60 anni di oncologia in Emilia-Romagna

Celebrare 60 anni di oncologia in Emilia-Romagna significa raccontare una storia che va al di là dell’aspetto strettamente medico e sanitario.
Certamente ci sono le cure, la ricerca, le nuove terapie e i nuovi farmaci, e soprattutto le decine di migliaia di vite salvate. Un numero inimmaginabile quando questa avventura iniziò. Ma, in questa storia, c’è molto di più, a cominciare dalle intuizioni di grandi maestri che hanno costruito uno dei sistemi di cura più avanzati del mondo, oggi confluito nella Rete Ematologica e Onco-Ematologica regionale.
C’è il valore di un sistema sanitario che crede fortemente nel suo essere pubblico e sceglie di curare la persona, senza chiedere da dove venga, che nome abbia e di quanti soldi disponga . Uno dei pilastri su cui si fonda la Regione Emilia-Romagna ancora oggi.
C’è un’idea di società basata sulla solidarietà, sullo studio scientifico, sull’idea di comunità: al servizio di cittadine e cittadini.
Persone, non più numeri. Nomi e cognomi, non la loro malattia.
E, poi, c’è un’ossessione, ereditata proprio da quei maestri: far guarire quando è possibile; quando non lo è, fare di tutto perché la vita del malato sia il più possibile serena.
Ecco perché, per raccontare questa storia, bisogna tornare al dicembre del 1965, a Bologna.
L’utopia di Cesare Maltoni: il primo screening in Emilia-Romagna
Come nasce il concetto di prevenzione
Gli screening oggi: Emilia-Romagna al top in Italia
L’intuizione di Cesare Maltoni si è tramutata 60 anni dopo in uno dei programmi regionali di prevenzione più avanzati d’Italia. Attualmente sono tre gli screening attivi in Emilia-Romagna:
- diagnosi precoce dei tumori della mammella: coinvolge 980mila donne residente e domiciliate in Regione tra i 45 e i 79 anni. L’adesione a giugno 2025 era del 73%, il dato più alto di sempre. Sono circa 350mila le donne che si sottopongono alla mammografia, con una cadenza annuale per la fascia d’età 45-49 anni e biennale tra i 50 e i 74 anni; di queste, circa 20mila eseguono approfondimenti diagnostici che permettono di identificare un tumore al seno in oltre 1.800 donne
- prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero: riguarda oltre 1,2 milioni di donne. Ogni anno, circa 160mila eseguono il test effettuato con Pap test triennale e con test HPV quinquennale tra i 30 e i 64 anni. In circa 1.000 casi vengono diagnosticate lesioni precancerose o cancerose. La percentuale di adesione è del 68%
- diagnosi precoce dei tumori del colon retto: coinvolge oltre 1,3 milioni tra uomini e donne fra i 50 ed i 69 anni mediante test per la ricerca del sangue occulto nelle feci biennale e dal 2025 è ampliato alle persone in fascia di età 70- 74 anni. Consente inoltre di diagnosticare un tumore ogni 1.050 persone. L’adesione è al 53% e una nuova campagna di comunicazione punta a rilanciare la necessità di parteciparvi.
Vai al sito del programma di screening
I Maestri dell’oncologia in Emilia-Romagna
In occasione della ricorrenza di questi 60 anni, l’assessorato alla Sanità ha chiesto a sette oncologi di oggi di tracciare un ricordo personale di sette Maestri del passato. Sette figure, sette pionieri che con le loro intuizioni e visioni, non solo sanitarie, ma anche organizzative e sociali, hanno posto le basi per la moderna Oncologia dell’Emilia-Romagna.
I testi sono stati raccolti in un pamphlet (PDF - 1,8 MB).
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"Bisogna raccontare sempre tutta la verità: se il medico racconta delle bugie, il paziente lo percepisce. Si perderebbe quel rapporto di fiducia che è fondamentale perché la paziente deve essere motivata verso le cure".
Anna Myriam Perrone
Dottoressa ginecologia oncologica Sant'Orsola-Malpighi di Bologna
La lotta al tumore oggi: la rete regionale oncologica ed emato-oncologica
In Emilia-Romagna opera una matura rete di strutture vicine alle comunità, pubbliche, dove si fanno assistenza e ricerca all’avanguardia
A cura di Federico Del Prete, Alessandra Ferretti e Cristina Gaddi



