La lotta al tumore oggi: la rete regionale oncologica ed emato-oncologica
“La Rete nasce nel 2022 e rappresenta la naturale evoluzione dell’Oncologia e dell’Emato-Oncologia in Emilia-Romagna: permette equità di accesso alle migliori cure, di valorizzare le risorse professionali ed economiche e di rispondere ai profondi cambiamenti nelle conoscenze e nella società”.
Carmine Pinto, coordinatore tecnico-scientifico della Rete
A fine anni ’70 si sviluppa un vivace dibattito nella comunità medica emiliano-romagnola: si discute se realizzare un unico grande centro oncologico di riferimento regionale, come era accaduto in altri territori. Dopo un lungo confronto, questa ipotesi venne accantonata a favore dello sviluppo di differenti oncologie territoriali. Una scelta vincente che ha permesso, a distanza di oltre 40 anni, di avere una matura rete di strutture vicine alle comunità, pubbliche, dove ancora oggi si fa assistenza e ricerca all’avanguardia.
Senza quella scelta, oggi la rete ematologica e onco-ematologica regionale non sarebbe una realtà. Si tratta di un modello organizzato su tre livelli operativi: il primo, di strutture di prossimità come Ospedali e Case di Comunità; il secondo, composto da ospedali distrettuali che erogano prestazioni diagnostiche, terapeutiche e assistenziali; infine, un terzo livello di ospedali polispecialistici in cui sono presenti tutte le competenze e le dotazioni tecnologiche a elevata complessità, oltre ai programmi di formazione continua e di ricerca.
Il Registro Tumori della Regione Emilia-Romagna stima un numero medio annuo di circa 30mila nuove diagnosi di tumore maligno con un tasso standardizzato di incidenza per 100mila abitanti pari a 697 casi negli uomini e 529 casi nelle donne.
La sopravvivenza a 5 anni per le principali sedi tumorali e per tutti gli stadi di malattia si attesta rispettivamente al 60% nei maschi e al 66,5% nelle femmine, per entrambi tra le più alte in Italia. In base ai dati fino ad oggi disponibili, l’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane con la migliore sopravvivenza a 5 anni per il tumore della mammella (89%), del colon-retto (69%) e del polmone (18%).
Una speranza di vita che nasceva proprio 60 anni fa.
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