Delegazione presso l'UE: sede di Bruxelles

Il Piano per la ripresa dell'Europa e il Consiglio Europeo di Luglio (17-21 luglio)

Con un vertice straordinario, durato eccezionalmente cinque giorni, Capi di Stato e di Governo dell’UE hanno raggiunto l'accordo sul pacchetto recovery. Sul tavolo, in particolare, l’ammontare e la governance del piano composto da Next Generation EU e da un nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) proposto dalla Commissione Europea

Con il Consiglio Europeo Straordinario, durato eccezionalmente cinque giorni dal 17 al 21 luglio 2020, è stato raggiunto l’accordo tra Capi di Stato e di Governo dei paesi dell’UE sul pacchetto recovery. Sul tavolo, in particolare, l’ammontare e la governance del Recovery Plan, il piano proposto lo scorso 27 maggio dalla Commissione Europea, composto dallo strumento Next Generation EU e da un nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il 2021-2027.

Il compromesso raggiunto prevede un pacchetto complessivo di €1824.3 miliardi per il Recovery Plan, nello specifico, una dotazione finanziaria di €1074.3 miliardi per il QFP e di €750 miliardi per Next Generation EU. Per quest’ultimo, è stato confermato il budget complessivo originale, ma ne è modificata la composizione: €390 miliardi in sussidi e €360 miliardi in prestiti (a fronte dei €500 miliardi in sussidi e €250 miliardi in prestiti proposti dalla Commissione).

Nell’ambito di questo difficile e lungo summit – che ha visto forti contrapposizioni tra paesi membri dell’UE - l’Italia è stata tra quelli che maggiormente hanno difeso l'approccio comunitario dal rischio di un negoziato esclusivamente a carattere intergovernativo. Con il compromesso raggiunto, per l’Italia si delinea una quota di Next Generation EU corrispondente a €81.4 miliardi di sussidi e €127 miliardi di prestiti. Per la prima volta, a seguito dell’emergenza coronavirus e delle drammatiche conseguenze che ha avuto sul nostro paese, l’Italia passa da contributore netto a beneficiario netto al bilancio europeo.

Il vertice di luglio è stato il primo Consiglio Europeo sotto la Presidenza di turno della Germania del Consiglio dell’Unione Europea (1° luglio – 31 dicembre).


Dalla risposta all’emergenza al piano per la ripresa dell’Europa
 

Fin dalla fase dell’emergenza, l’UE ha introdotto una serie di strumenti e misure senza precedenti per far fronte alla crisi che con la pandemia si è abbattuta sull’Europa, come nel resto del mondo. La risposta dell’UE ha previsto interventi su vari fronti: sanità, economia, ricerca e innovazione, trasporti, digitale, gestione della crisi e dell’emergenza, lotta alla disinformazione. Tra le principali misure economiche rientrano:  

Su mandato del Consiglio Europeo, il 27 maggio, la Commissione Europea ha presentato una proposta per un Piano per la ripresa dell’Europa.  Con l’obiettivo di concentrare tutte le risorse dell’UE verso la ripresa e verso un’Europa più verde, pronta per l’era digitale, resiliente e pronta ad assumere una leadership responsabile nel mondo, la Commissione Von der Leyen ha proposto:

  • Next Generation EU, strumento interamente dedicato alla ripresa dell’economia europea e strutturato su tre pilastri:
  1. Primo pilastro indirizzato al supporto agli Stati membri nella ripresa dalla crisi. Comprende il Dispositivo per la ripresa e la resilienza Recovery and Resilience Facility  (un supporto finanziario per investimenti e riforme, in linea con le priorità UE su economia verde, digitale e resiliente), REACT-EU (un rafforzamento della politica di coesione - fino al 2022 -  basato sull’impatto socio-economico della crisi e a supporto di settori economici cruciali per la ripresa), rafforzamento del FEASR (in primis, in supporto delle aree rurali verso i  cambiamenti strutturali necessari per gli obiettivi del Green Deal e della Strategia Farm to Fork); rafforzamento del Just Transition fund (strumento di assistenza agli Stati membri in vista della transizione verso la neutralità climatica);
  2. Secondo pilastro rivolto al rilancio dell’economia, al sostegno agli investimenti privati in settori, tecnologie e value-chain chiave ed al supporto alla solvibilità delle aziende. In particolare, comprende: strumento di sostegno alla solvibilità (mobilitazione di risorse private, sostegno a imprese europee e alla loro solvibilità), InvestEU (mobilitazione degli investimenti privati in progetti in tutta l’UE), Dispositivo per gli investimenti strategici (generazione di investimenti e resilienza dei settori strategici, transizione verde e digitale);
  3. Terzo pilastro con l’obiettivo di trarre lezioni dalla crisi e di creare capacità di risposta e di resilienza in caso di crisi e shock futuri. In questo ambito la proposta della Commissione ha compreso Programma per la salute - EU4Health (con lo scopo di rafforzare la sicurezza sanitaria in preparazione di future crisi sanitarie); rafforzamento di RescEU (meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea), di Horizon Europe (il programma di ricerca dell’UE), dell’azione esterna dell’UE;
  • Proposta rivista di Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE alla luce dell’urgenza di rilanciare l’economia europea a causa dell’emergenza COVID-19;

L’accordo raggiunto con il Consiglio Europeo Straordinario di luglio

La proposta della Commissione è stata oggetto di negoziato nell’ambito del Consiglio Europeo Straordinario che si è tenuto dal 17 al 21 luglio. Nell’ambito di un vertice insolitamente lungo e molto difficile, l’UE si è dimostrata divisa tra paesi cosiddetti “frugali” (Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia) e paesi sostenitori di una piena solidarietà europea. È stato tuttavia raggiunto un accordo che rappresenta un “momento storico per l’Europa”, come affermato dal Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. 

Questo compromesso, che nelle giornate del summit appariva assolutamente non scontato, rappresenta una mobilitazione di risorse senza precedenti nella storia dell’Unione Europea. La Commissione potrà prendere in prestito dai mercati fino a €750 miliardi che potranno essere utilizzati per prestiti back to back e per spese inquadrate nei programmi del bilancio UE. Il capitale raccolto sui mercati finanziari sarà rimborsato entro il 2058.

Rispetto alla proposta della Commissione Europea, il nuovo QFP disporrà di €1074,3 miliardi a fronte dei €1100 miliardi proposti. Gli importi disponibili nell'ambito di Next Generation EU – nell’ambito del quale è prevalsa la logica dei prestiti rispetto a quella dei sussidi - saranno assegnati a sette singoli programmi: Strumento per il recupero e la resilienza (RFF), ReactEU, Horizon Europe, InvestEU, Sviluppo rurale, Just Transition Fund e RescEU. E’ dunque stato previsto uno “spacchettamento” del programma per la salute EU4Health e una riduzione nel budget del Just Transition Fund e di programmi a gestione diretta come Horizon Europe e InvestEU.

La governance del piano prevede che gli Stati membri elaborino piani nazionali di ripresa e resilienza per il periodo 2021-2023 coerenti con le raccomandazioni del semestre europeo e orientati alle transizioni verdi e digitali.  Tali piani saranno valutati con approvazione del Consiglio a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione. L'erogazione delle sovvenzioni è subordinata al raggiungimento di target e obiettivi stabili e concordati nei piani. Gli Stati membri potranno segnalare al Presidente del Consiglio Europeo eventuali scostamenti nel raggiungimento degli obiettivi dei piani di altri paesi. La questione sarà poi discussa al successivo vertice dei Capi di Stato e di Governo.

Resta ancora aperta la questione delle risorse proprie. Tra le maggiori novità dell’accordo, tuttavia, la previsione di un nuovo prelievo sulla plastica non riciclabile che sarà introdotto nel 2021.

Per l’Italia si prospetterebbero €209 miliardi disponibili a partire dal 2021 ma pronti a finanziare anche interventi attuati nel 2020. Si tratterebbe di €81.4 miliardi di sussidi e €127 miliardi di prestiti.  Per la prima volta, il nostro paese passa dall’essere contributore netto al bilancio dell’UE a beneficiario netto.

La ripresa europea

Il Pacchetto Recovery sarà il motore di una ripartenza economica e sociale orientata verso un’Europa più verde, pronta per l’era digitale, inclusiva, giusta e, soprattutto, resiliente alle crisi, in linea con le priorità della Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen.

Una ripresa “verde” 

La Commissione Von der Leyen ha indicato come priorità un ambizioso piano -  il Green Deal  - per dare forma a un nuovo modello di crescita sostenibile, competitivo e caratterizzato da un uso efficiente delle risorse. Il Green Deal ambisce ad un’economia circolare, che tuteli terreni, risorse naturali, clima e biodiversità, e che riduca l’inquinamento. L’accordo raggiunto dal Consiglio Europeo prevede che il 30% della spesa totale del QFP e Next generation UE sia rivolto a progetti relativi al clima, nel rispetto degli obiettivi UE di neutralità climatica entro il 2050, degli obiettivi climatici dell'UE per il 2030 e dell'accordo di Parigi. Nell’ambito della ripresa, giocherà un ruolo centrale una Politica Agricola Comune sostenibile ed attenta alla biodiversità, alla resilienza climatica ed alla salute dei consumatori tramite la strategia “From Farm to Fork”. Un’industria sostenibile nell’utilizzo delle risorse, un settore energetico resiliente, innovativo e rinnovabile, con un ruolo importante dell’idrogeno verde ed un rinnovamento edilizio e dei trasporti dovranno rappresentare punti centrali nella ripresa dalla crisi.  

Una ripresa “digitale”

La crisi ha mostrato l’importanza della trasformazione digitale, del superamento del digital divide, delle competenze digitali dei cittadini e del miglioramento della qualità delle infrastrutture digitali e dei dati. La ripresa dalla crisi COVID-19 rappresenta quindi una importante occasione per promuovere investimenti strategici nel settore e per attuare una vera e propria transizione digitale che possa migliorare connettività e resilienza dell’economia. Le priorità della Commissione riguardo la transizione digitale poggiano sulla creazione di infrastrutture digitali sostenibili, sulla protezione dei dati, sul digitale come motore di crescita e sul miglioramento dell’ambito digitale del mercato interno.

Una ripresa “inclusiva”

Un’Europa più inclusiva, equa e giusta non dovrà lasciare indietro nessun cittadino. Una delle misure principali della risposta UE all’emergenza COVID-19 in ambito sociale è SURE, uno schema europeo di assicurazione contro la disoccupazione che fornisce agli Stati membri fino a 100 miliardi di euro di prestiti a condizioni favorevoli. La Commissione sta inoltre lavorando ad un nuovo Piano d’Azione per l’Educazione Digitale e ha lanciato l’Agenda per le competenze, per garantire le competenze per l’occupazione nell’ottica della sostenibilità, dell’equità sociale e della resilienza.

Una ripresa “resiliente”

I finanziamenti e gli strumenti previsti dal Recovery Plan, in linea generale, puntano a rendere l’Unione più resiliente di fronte alle crisi ed agli shock negativi. Essi prevendono azioni per rafforzare la capacità di previsione, l’indipendenza, l’innovazione e la capacità di una ripresa veloce e sostenibile. L’intero piano per la ripresa è volto a favorire cambiamenti strutturali e ad aumentare la capacità di resilienza. In primis, la Recovery and Resilience Facility, nell’ambito di Next Generation EU, per quanto riguarda la capacità dell’economia e delle infrastrutture di rispondere alle crisi.

L’Unione Europea ha la possibilità di assumere anche un ruolo globale nella lotta al virus, non solamente quale esempio di buone pratiche e di ripresa economica secondo i principi elencati dalla Commissione, ma anche quale promotrice di ricerca e sviluppo a livello mondiale.

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pubblicato il 2020/07/23 14:45:00 GMT+2 ultima modifica 2020-07-24T12:30:48+02:00

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