Episodio 3 – Cara Anna, la casa
Questa poesia doveva essere una e-mail per dare alcuni consigli a un’amica che stava cercando di acquistare una casa. Ma un giorno, mentre continuava a scrivere la lista delle cose importanti da considerare prima di scegliere un’abitazione, si accorge che non era una e-mail, ma era diventata una poesia: Cara Anna, la casa.
Trascrizione
Episodio n. 3
Agata Matteucci (AM) giornalista dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia-Romagna intervista la poetessa e scrittrice Beatrice Zerbini (BZ)
AM:
Ci sono parole che accarezzano, altre che graffiano: quelle di Beatrice Zerbini fanno entrambe le cose. Le spese condominiali, la cassiera del supermercato, i cannelloni surgelati, la vicina sulla terrazza… leggere i versi di Beatrice Zerbini significa viverli. Risuonano dentro con voce sincera, musicale, inevitabile.
“La mia terra è una matrona che sogna” è un podcast realizzato dall'Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia- Romagna, nell'ambito della Giornata internazionale della donna, perché la poesia di Zerbini è, sempre, una poesia declinata al femminile.
Eccoci qui, siamo con Beatrice zerbini che oggi ci introduce e ci legge la poesia Caranna la casa.
BZ:
Ciao Agata e grazie sì vi leggo questa poesia che nasceva come una mail per una mia amica che stava sta tutt'ora cercando di comprare una casa e siccome mi sento molto esperta in materia perché ho cercato per una vita di acquistare una casa e non avendo tante possibilità ho iniziato molto presto, cercando proprio di evitare il benché minimo inghippo per fare questo passo. E quindi avevo promesso a questa mia amica di darle qualche suggerimento e un giorno mentre provavo a scriverle una mail mi sono accorta che stava nascendo dentro di me una poesia e così l'ho scritta e te la leggo e ve la leggo. Cara Anna, la casa devi sceglierla con cura, che tu ti senta sicura che la strada intorno ti sia piacevole alla vista, ti sembri bello attraversarla la sera o quando fai ritorno, ti sia comoda e leggera se decidi invece che vuoi partire. La luce, Anna luminosa che avremo tempo per stare al buio. Non sia troppo umida per le tue ossa, che non sono solo ossa e che non sono solo ora e saranno e sempre ti reggeranno finché sarai verticale. Non fare loro del male. Il tetto Anna che sia fatto e già fatto, controlla che il peso non ti crolli addosso, chiedi, guarda nelle spese condominiali, nelle ultime quattro riunioni non ci siano rogne, controversie e mi raccomando le donazioni. Come ti ho detto, le banche hanno paura di aiutarti. Metti caso arrivi da lontano un erede a dire che c'era lui per primo, non si doveva donare. Noi abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti, qualche volta. Impariamo a farci aiutare e tu non scordarti di domandare. La metratura conta meno di quel che pensi, conta più la statura, ma che sia regolare. Chiedi quello che ti senti, che ti va e che ci sia l'abitabilità. Controlla bene sui campanelli, se ti pare siano sempre quelli, se c'è il nastro adesivo sui cognomi, se c'è l'oro o la targhetta sulla porta, i portoni. Guarda se qualcuno ha curato fuori, guarda se sui davanzali ci sono fiori, guarda se ci hanno messo il cuore, guarda che non ci sia da pagare troppo l'ascensore. E se ti piacciono le altezze perché vuoi stare a 1 mm dal sole, non dimenticare che più sali in alto più ci sarà un rischio di cadere o di calore. La classe energetica chiedile accertati se si possa sempre migliorare e le strutture non abbiano fratture. I muri portanti sono quelli davvero importanti, osserva. Abbi premura, non ti si crepino davanti. Tutto il resto si cambia. Non avere paura, ma le finestre che si affaccino dove vuoi guardare. E attenzione che sotto non ci sia confusione. Accertati il sonno che tu possa sognare. La casa Anna, te la devi sentire, te ne devi innamorare. Ti consiglio di sceglierla da sola perché ci dovrai respirare. Tu sempre, amarti e da dentro, qualunque essere sia la soglia a bussare le persone vanno e vengono, hai voglia, sono inquiline, al massimo vicine, ma la proprietaria della tua casa, sei tu e nessun'altra non fare come me che ho riempito di fantasmi le mie poche stanze e qualche volta mi sento ancora ospite in casa mia.
AM:
Molto bella. La prima domanda che ti faccio è, Anna l'ha trovata la casa?
BZ:
No, Anna no, non l'ha ancora trovata. Sta cercando. Però ogni tanto mi manda qualche foto per darmi la prova di seguire i miei consigli, i miei suggerimenti.
AM:
Ma la casa è molto spesso, e anche qui nella tua poesia, la metafora di un luogo interiore, un luogo dove noi stiamo a proprio agio. Quanto per te è importante questo luogo?
BZ:
Eh, il luogo è tutto, il luogo interiore, è tutto. Bisogna rimanere saldi, salde. È fondamentale. Anche nell'incrinatura c'è qualcosa di vivo, anche quando qualcosa nella struttura sembra incrinarsi o spostarsi, poi si creano nuove opportunità, almeno per me è stato così e non mi sono mai arresa agli accadimenti, anche quelli emotivi interiori. Ai disastri che tutti noi viviamo. E viviamo perché siamo vivi. Quindi siamo costretti, tra virgolette, costrette ad affrontare la realtà, quello che ci viene posto semplicemente dagli accadimenti, no? E quindi sì, è fondamentale, nel bene e nel male, il luogo interiore è fondamentale.
AM:
Quindi anche una casa con una crepa potrebbe essere comunque acquistabile.
BZ:
Sì che non sia strutturale forse sì. Sì.
AM:
Grazie.
Io sono Agata Matteucci e questo è “La mia terra è una matrona che sogna”, un podcast dell'Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia-Romagna
