Assessment of genetically modified oilseed rape GT73 for placing on the market of isolated seed protein for food under Regulation (EC) No 1829/2003 (application EFSA‐GMO‐RX‐026/2)
Data di pubblicazione | 04/11/2022 |
Ambito sintetico | Organismi Geneticamente Modificati |
Sintesi a cura dell'Università di Parma | Valutazione della sicurezza della colza geneticamente modificata (GT73) per l'immissione sul mercato di proteine ottenute dai semi per uso alimentare La colza geneticamente modificata, siglata GT73, è stata sviluppata per conferire certa tolleranza agli erbicidi a questa coltura. Oltre al già conosciuto olio di semi colza, questi possono essere trasformati anche in altri prodotti alimentari, come proteine in polvere, isolate dalle granaglie della pianta matura. Considerando i precedenti pareri già pubblicati dal gruppo di esperti di EFSA che si occupa degli OGM, i dati di caratterizzazione molecolare non evidenziano problemi che richiedono un'ulteriore valutazione della sicurezza alimentare. Di fatto, non sono state identificate differenze rilevanti nelle caratteristiche compositive, agronomiche e fenotipiche della colza GT73 rispetto alla sua controparte convenzionale. Tuttavia, le proteine rappresentano un’eccezione. Dopo l’analisi delle evidenze presenti nella letteratura scientifica e dai dati forniti, il gruppo di esperti scientifici non ha identificato particolari indicazioni di preoccupazione per la sicurezza in merito a tossicità e potenziale allergenico delle proteine ottenute dalla colza geneticamente modificata, pertanto, il loro consumo non rappresenta alcun problema sia di sicurezza che nutrizionale. Inoltre, non viene ritenuto necessario alcun monitoraggio post-commercializzazione di alimenti o mangimi contenenti tale ingrediente. Anche dal punto di vista ambientale non sono stati individuati problemi di sicurezza, sebbene in questo caso occorra un piano di monitoraggio ambientale post-commercializzazione. In conclusione, il gruppo di esperti scientifici ha stabilito che la colza GT73 e ingredienti a base di proteine isolate da questo vegetale sono sicuri quanto la sua controparte convenzionale. |
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