Strategie UE in materia di sostanze chimiche: entrano in vigore le nuove norme per semplificare le valutazioni chimiche con l’approccio “One Substance, One Application” (OSOA)
L’obiettivo è migliorare la collaborazione fra le agenzie e centralizzare i dati per garantire valutazioni di sicurezza più rapide e trasparenti.
A cura di Maria Giulia Bonomini, PhD
Le sostanze chimiche sono i costituenti fondamentali di ogni forma di vita e degli alimenti stessi. Sebbene la maggior parte sia innocua o benefica (come i nutrienti e gli aromi), alcune possono presentare rischi tossicologici in caso di esposizione. Per questo motivo, la sicurezza alimentare si basa su rigorosi limiti scientifici che regolano la presenza di composti nella filiera agro-alimentare. Gli esperti scientifici, come l’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti (EFSA), aiutano il consumatore a tutelarsi dagli effetti nocivi stabilendo limiti di sicurezza, e la loro consulenza scientifica aiuta i decisori politici a regolamentare l’uso di sostanze chimiche negli alimenti o a limitarne la presenza nella filiera.
La rivoluzione “una sostanza, una valutazione” (OSOA)
Dal 1° gennaio 2026, l’Unione Europea ha introdotto il pacchetto legislativo “una sostanza, una valutazione” (“One Substance, One Assessment” – OSOA). L’iniziativa è parte del Green Deal europeo e punta a rendere le valutazioni chimiche più omogenee ed efficienti tra i vari settori (alimenti, cosmetici, medicinali, pesticidi).
Oltre all'EFSA, l'iniziativa vede coinvolti l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA), l'Agenzia europea per i medicinali (EMA), l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OHSA) e la Commissione Europea. Gli esperti dell’EFSA e dell’ECHA hanno recentemente pubblicato un documento di posizione sul pacchetto legislativo OSOA nel quale analizzano la situazione esistente e propongono soluzioni a sostegno della semplificazione, della riduzione dei costi e di una maggiore prevedibilità normativa.
Le principali novità includono:
- Una piattaforma comune di dati (EU-CDPC): Un centro nevralgico operativo entro il 2028 che centralizzerà i dati chimici raccolti dalle diverse agenzie, facilitando la trasparenza e il riutilizzo delle informazioni (Regolamento (UE) 2025/2455 del 26 novembre 2025).
- Il rafforzamento della cooperazione fra agenzie europee: Una migliore ripartizione dei compiti scientifici e tecnici tra le agenzie UE per eliminare sovrapposizioni e ridurre i costi (Regolamento (UE) 2025/2457 del 26 novembre 2025)
- Il monitoraggio precoce: Strumenti di allerta per individuare tempestivamente i rischi chimici emergenti e intervenire rapidamente.
Grazie a queste riforme e a nuovi studi di biomonitoraggio umano, svolti dall’ECHA e dall’EFSA in collaborazione con l’AEA, che coinvolgeranno tutti gli Stati membri, l’UE mira ad una protezione della salute pubblica e dell’ambiente più coordinata e tecnologicamente avanzata.
Link utili
- Fonte
- Regolamento (UE) 2025/2455 del 26 novembre 2025
- Regolamento (UE) 2025/2457 del 26 novembre 2025
