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Introduzione

Martedì 21 aprile alla Camera dei Deputati si è tenuta la presentazione della Relazione annuale al Parlamento dell’attività svolta dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nel 2025.

I numeri della Relazione

Nel 2025 il valore complessivo degli appalti pubblici in Italia è stato di 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi dovuti ad appalti effettuati e finanziati con le risorse del Pnrr.
Il numero complessivo degli appalti è, invece, pari a 287.421, in aumento rispetto al 2024 sia per numero di procedure, con +7,6%, che per il loro importo totale con un incremento del +13,9%.

I settori in forte crescita in termini di importo sono il settore delle forniture e quello dei servizi, rispettivamente con +25,2% e +15,9% rispetto al precedente anno. Risulta invece in flessione il settore dei lavori con un -10,6%. Le tipologie di forniture maggiormente acquistate nel 2025 sono quelle relative ai prodotti farmaceutici, la cui spesa aumenta rispetto al precedente anno del 65,4% e quelle relative alle apparecchiature mediche, che fanno registrare un incremento di spesa del 10,1% rispetto al 2024.

Tra i dati emersi vi è l’esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le consulenze), che arrivano al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025); la disparità di genere negli appalti Pnrr (meno dell’8% delle procedure Pnrr hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani, 7.000 procedure su 96.000); la distrazione dei fondi dell’Unione europea (in crescita del 35% lo scorso anno); l’assenza di obbligo di dichiarazione del titolare effettivo, per le imprese che partecipano agli appalti.

I dati più incoraggianti sono quelli che riguardano la digitalizzazione dei contratti: negli ultimi due anni le procedure analogiche sono crollate dal 21% all’1%, mentre con il Fascicolo virtuale dell’operatore economico (Fvoe) sono stati verificati circa 175.000 operatori nel 2025, con oltre 4 milioni di certificazioni rilasciate. Positiva anche la riduzione delle stazioni appaltanti, che in due anni sono passate da oltre 20.000 a circa 4.000.

Le conclusioni di ANAC

Il Presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, ha sottolineato i vuoti lasciati dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ed il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite, e ha auspicato che il recepimento della Direttiva europea anticorruzione sia l’occasione per ripensare almeno alcune delle scelte normative effettuate.

Il Presidente ha anche insistito sulla necessità di una disciplina organica sulle lobby, nonché di tutele stringenti riguardo la sicurezza sul lavoro negli appalti pubblici: controlli rafforzati, responsabilità di filiera, cantieri digitali, tracciabilità dei flussi di manodopera, formazione obbligatoria. I rischi maggiori si annidano nei subappalti, soprattutto quando si moltiplicano a cascata, erodendo trasparenza e responsabilità.

Infine, intervenendo sulle Direttive europee in materia di contratti pubblici, Busìa ha affermato che occorre incentivare gli acquisti di prodotti europei (Buy Europe) in modo da potenziare la forza negoziale dell’Unione e gli acquisti aggregati a livello europeo, a partire da quelli energetici.

Per approfondire

Comunicato Stampa ANAC

Presentazione della Relazione

Relazione annuale ANAC 2026

Video dell'evento

Ultimo aggiornamento: 22-04-2026, 12:10