Introduzione
Si è svolto al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, lo scorso 4 marzo 2026, l’incontro con il Gruppo dei 20, che con il Cnel elabora analisi economiche e studi, per discutere le conclusioni del Libro bianco MIMIT Made in Italy 2030, il documento che delinea la cornice strategica per la politica industriale nazionale a lungo termine.
Elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è il risultato di una consultazione pubblica avviata a partire dal Libro Verde sulle politiche industriali del Paese, che ha coinvolto una pluralità di soggetti e tutti i principali settori produttivi.
Leve della reindustrializzazione dell'Italia
Quale visione per la reindustrializzazione dell’Italia ci propone il documento? In un periodo di transizione demografica, geopolitica, tecnologica ed energetica per rispondere alle sfide sistemiche il Libro Bianco riporta al centro il ruolo delle politiche industriali.
La manifattura, attraverso un’integrazione virtuosa con i servizi avanzati, è la leva - secondo il Centro studi Mimit - per invertire la dinamica di deindustrializzazione degli ultimi trenta anni.
Per l’Italia, sistema caratterizzato dalla conservazione della base produttiva tradizionale, il nuovo ciclo di reindustrializzazione deve far leva su: innovazione, aumento della produttività, crescita salariale ed espansione della domanda interna.
Le raccomandazioni
Le raccomandazioni del Gruppo dei 20 riguardano in particolare il rafforzamento del rapporto Imprese ed Istituti di ricerca e l’investimento nei settori cosiddetti Knowledge Intensive Business Services (Kibs), ovvero in quelle imprese o servizi basati prevalentemente su capitale umano specializzato, competenze tecniche elevate e innovazione. Settore, quest’ultimo, che non ha goduto di adeguati finanziamenti, ma che invece è fondamentale per indirizzare le politiche industriali in una fase di espansione dell’Intelligenza artificiale (AI).
Il legame con la politica industriale europea
Infine, rafforzare il legame con la politica industriale europea ora che – proprio il 4 marzo – il Commissario europeo all’Industria, Stéphane Séjourné, ha presentato l’Industrial Accelerator Act che si rivolge ad alcuni settori strategici (tecnologie pulite, produttori di automobili e le industrie ad alta intensità energetica) ed introduce soglie di Made in Europe, tra cui un requisito del 70 per cento di contenuto Ue per i veicoli elettrici, il 25 per cento per l'alluminio e il 25 per cento per il cemento per contrastare i futuri investimenti della Cina nei paesi europei.
Per approfondire
- Libro Bianco Made in Italy 2030;
- Piano industriale europeo. Made in Europe;
- Portale Imprese Regione Emilia-Romagna.
Ultimo aggiornamento: 11-03-2026, 15:27
