Introduzione
Mercoledì 21 gennaio 2026 a Roma, presso il CNEL, è stato presentato il 21° Rapporto Sanità, curato da C.R.E.A. Sanità, uno strumento di riferimento per supportare la programmazione e il dibattito pubblico sulle politiche sanitarie.
L’iniziativa ha offerto un quadro aggiornato sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), analizzando criticità e prospettive di sostenibilità del sistema. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i principali indicatori economici, organizzativi e di performance, con particolare attenzione all’evoluzione della spesa sanitaria, ai modelli di governance e alle dinamiche territoriali.
Pressione crescente sulle famiglie
Il rapporto rileva un forte aumento della spesa sanitaria privata: oggi oltre il 70% delle famiglie italiane sostiene di tasca propria costi sanitari, rispetto al 50,8% degli anni Ottanta. L’incidenza media sui bilanci familiari ha superato il 4,3%, con picchi del 6,8% tra i nuclei meno istruiti. Il peso ricade soprattutto sulle fasce più vulnerabili e nelle aree del Centro-Sud, dove il ricorso al privato è spesso obbligato per far fronte alla carenza dell’offerta pubblica.
Accesso alle cure ed equità in peggioramento
Secondo il Rapporto, equità e universalismo, principi fondanti del SSN, risultano sempre più compromessi:
- oltre 2,3 milioni di persone hanno rinunciato a cure per motivi economici;
- oltre 4 milioni di famiglie affrontano spese sanitarie “catastrofiche”, in particolare per odontoiatria e assistenza alla non autosufficienza, settori dove il SSN è strutturalmente carente.
Razionamento implicito e sostenibilità del sistema
Il documento evidenzia che la sostenibilità del SSN negli ultimi anni è stata garantita attraverso forme di razionamento implicito, che hanno aggravato le disuguaglianze di accesso. L’analisi ridimensiona la tesi secondo cui il federalismo avrebbe aumentato la privatizzazione: la crescita della spesa privata è un fenomeno precedente.
Cambiamenti strutturali necessari
Il Rapporto sostiene che il sistema non può più reggersi con interventi di semplice manutenzione: occorre un cambio di paradigma, passando da una logica di “Servizio sanitario” a una di “Sistema Salute”, con integrazione tra sanitario e sociale, governance modernizzata e criteri di allocazione delle risorse più trasparenti.
Demografia e lavoro
Nella presentazione è stato sottolineato il ruolo delle trasformazioni demografiche — invecchiamento della popolazione e aumento della domanda assistenziale — richiamando l’esigenza di ampliare la base occupazionale, soprattutto tra giovani e donne, come condizione per la sostenibilità complessiva del welfare.
Per approfondire
Ultimo aggiornamento: 22-01-2026, 16:27
