Introduzione
La Conferenza delle Regioni del 5 febbraio 2026 ha espresso l'intesa sul decreto che definisce le condizioni e le modalità di attribuzione e di utilizzo del Marchio Biologico Italiano.
Il marchio, che si affianca al logo del biologico dell'Unione europea, si propone di rendere riconoscibili sul mercato i prodotti biologici italiani, ottenuti da materie prime coltivate o allevate in Italia.
Il Piano di Azione produzione biologica prevede il marchio
Il Piano d’azione nazionale per la produzione biologica 2024–2026 - PAN Bio - approvato dalla Conferenza Stato-Regioni a dicembre 2024 prevede una serie di interventi per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacultura con metodo biologico. Il metodo biologico ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica come concimi, diserbanti, insetticidi, evitando lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.
Il marchio biologico italiano è uno degli interventi contemplati dal PAN Bio. Verrà adottato dagli operatori biologici su base volontaria e sarà concesso a condizione che sia in corso di validità la certificazione biologica attestante la conformità alla normativa europea e nazionale.
Le Regioni, in sede di Conferenza Stato-Regioni, hanno integrato il parere favorevole all'intesa con la richiesta al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste di istituire un gruppo di lavoro incaricato del monitoraggio dell’utilizzo del marchio e della definizione di iniziative di divulgazione, con particolare attenzione ad alcuni mercati target, come quelli del Nord Europa.
Ultimo aggiornamento: 03-03-2026, 17:08
