Delegazione presso l'UE: sede di Bruxelles

Una risposta comune al Covid-19: confronto tra i PNRR di cinque Paesi dell'UE

Nell’ambito della ripresa europea dalla crisi da Covid-19, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno presentato alla Commissione Europea i propri PNRR, grazie ai quali potranno beneficiare delle risorse messe a disposizione dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza (RRF). In un’ottica comparata, tutti gli Stati Membri stanno compiendo uno sforzo comune nel cercare di rispettare le direttive della CE. Vengono di seguito presi in considerazione i Piani di Italia, Spagna, Francia, Germania e Danimarca.

Nell’ambito della ripresa europea dalla crisi da Covid-19, a fine aprile, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno presentato alla Commissione Europea (CE) i Piani di Ripresa e Resilienza (PNRR), grazie ai quali potranno beneficiare delle risorse messe a disposizione dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza (RRF).

> Approfondimento: Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza e le opportunità per le Regioni italiane

A luglio 2021, sono 24 gli SM che hanno trasmesso i Piani alla Commissione, con investimenti e riforme da realizzare entro la metà del 2026. L’Italia, con un finanziamento di 191,5 miliardi di euro, risulta il maggiore paese beneficiario del RRF.

> Infografica sul PNRR italiano

In un’ottica comparata, tutti gli Stati Membri stanno compiendo uno sforzo comune nel cercare di rispettare le direttive della CE, rispondendo quindi alle sfide del Semestre europeo e mantenendo un forte focus sulle transizioni verde e digitale.

> Tabella di comparazione tra i diversi Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza dei paesi UE (pdf357.38 KB)

Il 23 giugno 2021, la CE ha valutato positivamente i Piani nazionali di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna. In seguito, il 13 luglio 2021, i Ministri dell’Economia e delle Finanze, riuniti nel Consiglio ECOFIN, hanno dato il via libera ai primi pacchetti di decisioni che permetteranno agli SM di accedere ad un prefinanziamento fino al 13% dell'importo totale, entro la fine di luglio. In seguito al primo anticipo ricevuto al momento dell’approvazione dei Piani, i successivi esborsi si baseranno su una valutazione positiva nell'attuazione dei PNRR e sul raggiungimento di target intermedi (milestones) e degli obiettivi concordati (targets).

A seguito della decisione del Consiglio ECOFIN, risulta importante comprendere  le ricadute sulle varie aree di attuazione dei Piani approvati. Vengono, di seguito, presi in considerazione i Piani dei maggiori beneficiari dei fondi europei - Italia (€191, 5 mld), Spagna (€69,5 mld), Francia (€40,9 mld) e Germania (€27,9 mld) - e della Danimarca che, con sovvenzioni pari ad €1,6 miliardi, si dimostra un esempio da seguire per la transizione verde. I Piani vengono presentati in modo da avere una visione complessiva delle riforme e degli investimenti che i cinque Paesi dovranno attuare in relazione alle priorità per la ripresa europea, quali il digitale, l’ambiente, l’istruzione e la ricerca, l’inclusione e la coesione, la salute e le infrastrutture. Infine, è utile analizzare il modello di governance dei diversi paesi e qual è il coinvolgimento di regioni e enti locali.

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Digitale

  • Digitalizzare la Pubblica Amministrazione

Nel PNRR italiano, si propone di attuare un piano strategico di digitalizzazione del sistema, suddividendo gli interventi in digitalizzazione ed innovazione della PA. Sono previste azioni di cybersecurity e viene data importanza alla migrazione su cloud dei dati. Per l’attuazione, sono previsti 9,75 miliardi di euro.

Anche la Spagna punta ad attuare interventi legati alla cybersecurity, abbinati ad un piano di ammodernamento della pubblica amministrazione, con il fine di migliorarne i servizi.

La Francia prevede servizi di cybersecurity per il pubblico, con anche investimenti per la sicurezza informatica. Tra i PNRR esaminati, quello francese è l’unico con l’obiettivo di implementare l’ambiente di lavoro digitale della PA, così da renderlo più efficace e più adatto alle sfide del futuro. È previsto anche un progetto di legge per avvicinare lo Stato ai processi decisionali regionali e locali, e rendere l’amministrazione pubblica più accessibile.

In Germania, il Piano punta a rafforzare la connettività tramite una strategia specifica per l’ammodernamento della PA, che comprende anche interventi di sicurezza informatica e miglioramenti sull’infrastruttura digitale dello Stato.

Per quanto riguarda la Danimarca, il Piano nazionale prevede una strategia per il settore pubblico digitale, così da rafforzare la connettività della PA e sviluppare al meglio una sua infrastruttura digitale. Si attueranno sinergie tra pubblico e privato, e si punta a migliorare i servizi digitali pubblici.

  • Digitalizzare il settore economico e produttivo

L’Italia si propone di incrementare la competitività del settore produttivo tramite la digitalizzazione, l’innovazione e l’internazionalizzazione dell’economia. Sono previsti interventi mirati per le PMI, investimenti digitali e la creazione di un’infrastruttura di reti ad alta capacità. Sono previsti investimenti pari a 24,30 miliardi. L’Italia, nel piano per la digitalizzazione, ha previsto anche iniziative riguardanti la cultura e il turismo, con investimenti digitali e la modernizzazione dell’infrastruttura turistica.

Tramite una politica industriale mirata, la Spagna punta ad aumentare l’ammodernamento e la produttività del tessuto produttivo del paese. Sono previsti piani d’azione specifici per settore, combinati ad interventi per garantire una transizione sostenibile. Viene data molta attenzione alle PMI e alla loro digitalizzazione, incoraggiando la connettività e l’uso di reti 5G.  È anche prevista una tassa per i servizi digitali.

La Germania punta alla digitalizzazione dell’economia tramite due programmi principali. Il primo si compone di una serie di investimenti nel settore automobilistico, che mirano alla digitalizzazione della produzione e all’innovazione del tessuto industriale. Il secondo è un programma federale che si propone di aumentare la partecipazione delle PMI nel settore tecnologico e di incentivare la cooperazione.

L’obiettivo principale della Francia è garantire la propria indipendenza economica e tecnologica, prevedendo una serie di iniziative ed investimenti centrati sulle tecnologie 5G e sui cloud di dati, oltre a incentivare lo sviluppo di mercati quali cyber, quantum, edtech. È previsto anche un piano di investimenti nelle tecnologie delle PMI, sotto forma di sovvenzioni.

La Danimarca, nel PNRR, sottolinea l’importanza di una transizione digitale che sia giusta e verde. Sono previsti partenariati tra settore pubblico e privato, investimenti per la digitalizzazione delle imprese. Viene data importanza alle professioni del futuro, sostenendole tramite l’implementazione della digitalizzazione nelle aziende.

  • Dati e cloud

L’Italia ha previsto investimenti per favorire la migrazione su cloud del settore pubblico.

La Germania punta sugli IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) e i dati, prevedendo strategie mirate e investimenti per garantire una sovranità nazionale ed europea in materia. Viene proposta una politica dei dati, per la quale sono previsti 516 milioni di euro di finanziamenti. 750 milioni sono invece destinati alla creazione di infrastrutture edge e servizi di cloud.

In modo analogo, la Francia ha deciso di proporre una strategia cloud per rendere competitive le strutture francesi.

Il focus sui dati è condiviso anche dalla Danimarca che ha previsto una strategia per i dati a favore della digitalizzazione delle PMI, dei sistemi sanitari e dei servizi digitali.

Ambiente

  • Transizione energetica, infrastrutture e mobilità

L’Italia punta all’energia prodotta da fonti rinnovabili, che dovrebbe essere accessibile sia a PMI e settore agricolo, sia a città e nuclei familiari. A questo obiettivo, si aggiungono investimenti per migliorare la qualità delle infrastrutture che trasportano l’energia, in particolare quella elettrica.
La Spagna punta a sviluppare un settore energetico completamente decarbonizzato, focalizzandosi sulle fonti energetiche rinnovabili. Sono previsti investimenti e azioni su biogas e energia eolica offshore, oltre ad una strategia per l’autoapprovvigionamento energetico. È previsto un Piano d’azione per il trasporto sostenibile, che comprende la modernizzazione, digitalizzazione e implementazione della sicurezza e della sostenibilità nelle reti di trasporto.

Con il PNRR tedesco, si vogliono creare laboratori comunali di transizione energetica, contribuendo allo sviluppo tecnologico e fungendo da modello per il successivo lancio su larga scala di soluzioni integrate. Per la mobilità, la Germania vuole investire sull'approvvigionamento di veicoli elettrici e delle loro infrastrutture di ricarica.

In Francia, è prevista una riforma specifica “Convenzione del cittadino per il clima per il coinvolgimento della popolazione. Per la mobilità, la Francia investe sia sulla transizione del settore automobilistico che sul settore marittimo e dell’aviazione.
La Danimarca investe sull’efficienza energetica di famiglie e industrie, oltre a fornire incentivi sulla mobilità verde.

  • Ecosistemi e tutela del territorio

Per salvaguardare la biodiversità e la qualità dell’aria, l’Italia ha previsto vari programmi contro l’inquinamento e a favore della bonifica e ripristino di ecosistemi. È indicato anche un sistema di monitoraggio per la previsione dei cambiamenti climatici, oltre a iniziative per favorire la resilienza del territorio. L’Italia, per attuare le proposte, investirà circa 16 miliardi di euro.

Tramite investimenti mirati e la creazione di specifiche infrastrutture, la Spagna punta a preservare gli ecosistemi marini e terrestri. Si vogliono promuovere azioni di gestione, monitoraggio e sviluppo, legate agli ecosistemi e alle risorse naturali.

La Germania non sembra dare priorità alla tutela del territorio e dei suoi ecosistemi: è previsto un Piano di ricerca sulla protezione del clima, incentrato su innovazioni sociali e tecnologiche a favore di un ecosistema urbano più verde.

In Francia sono previsti investimenti per il ripopolamento forestale e l'adattamento ai cambiamenti climatici.

La Danimarca ha stabilito piani mirati di investimenti per il recupero di siti industriali e terreni contaminati; a questo, si aggiungono azioni per la riduzione dell'emissione di gas serra dalla produzione su suoli ricchi di carbonio, e l'aumento della superficie agricola biologica per l'esportazione di prodotti biologici entro il 2030.

  • Idrogeno e decarbonizzazione

L’idrogeno è al centro di tutti i Piani nazionali dei paesi presi in analisi.

L’Italia punta  anche sullo sviluppo del biometano e di altre fonti d’energia rinnovabili per favorire una decarbonizzazione più efficace e veloce.

Anche la Spagna ha organizzato una serie di azioni per la promozione dell’idrogeno rinnovabile e la sua integrazione nei settori energetici; a queste, si aggiungono la promozione di reti per l'immagazzinamento dell’energia e incentivi mirati alle fonti rinnovabili.

Nel finanziare lo sviluppo di tecnologie energetiche e verdi, la Francia ha deciso di investire sull’idrogeno decarbonizzato. Nel Piano nazionale, è prevista anche un’iniziativa di ripopolamento forestale, con il fine di accelerare la decarbonizzazione e migliorare la qualità dell’aria.

Con 3.259 milioni investiti, la Germania è il paese con più interesse verso l’impiego diidrogeno, avendo previsto una strategia nazionale per l'idrogeno con tre azioni: i) H2Giga, per la produzione di elettrolizzatori per acqua; ii) H2Mare, per lo studio dell’idrogeno e dei suoi prodotti secondari in mare; iii) TransHyDE, per valutare le tecnologie mirate al trasporto dell'idrogeno. Progetti incentrati sull’idrogeno rientrano anche nell’ambito dell'IPCEI.

La Danimarca investirà nell’idrogeno green grazie al suo programma Power-to-X, che mira a finanziare programmi di ricerca per combustibili verdi nei trasporti e nell'industria. Nel Piano nazionale danese viene data anche molta rilevanza alla tecnologia Carbon Capture and Storage (CCS), come metodo vincente per la decarbonizzazione: la cattura e lo stoccaggio del carbonio sono al centro di numerosi finanziamenti e programmi di ricerca.

Istruzione, Ricerca, Educazione

  • Modernizzare l’istruzione

Il Piano italiano punta a rafforzare le infrastrutture e gli strumenti tecnologici per la didattica, come anche a  riformare i processi di reclutamento e formazione degli insegnanti.

In Spagna, l’obiettivo è di modernizzare e digitalizzare il sistema educativo, a partire dai più piccoli (0-3 anni) fino all’università, attraverso il Piano nazionale per le competenze digitali e il Piano digitalizzazione dell’università.

All’interno del piano tedesco, invece, l’attenzione per il digitale comincia più tardi nella catena formativa: tramite il Digitalpakt Schule (patto digitale per le scuole), si punta a fornire tutti i licei e le scuole professionali di un’adeguata infrastruttura digitale, aiutando studenti in difficoltà economiche e docenti con strumenti mobili sicuri e professionali. Obiettivo comune, quest’ultimo, con la Francia, il cui piano vuole garantire l’istruzione digitale anche per le famiglie in difficoltà economica. Inoltre, è prevista l’installazione di reti veloci anche nelle zone rurali e l’aggiunta di strumenti come videoproiettori nelle scuole.

La Germania, inoltre, punta alla creazione di una piattaforma educativa online e alle competenze digitali nel programma formativo dell’esercito (Bundeswehr).

  • Formazione per il futuro

Sia Italia che Francia puntano a investire in attività di riqualificazione e apprendimento continuo. In Francia aumenterà l’offerta di formazione per le professioni del futuro (soprattutto nel campo digitale e della transizione verde), mentre l’Italia punta sulle competenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), per sostenere sia l’occupazione giovanile che femminile, e sulla necessità di ampliare le conoscenze tecnologiche e linguistiche di studenti e docenti.

In Spagna, l’obiettivo è sviluppare un piano nazionale di competenze digitali e uno strategico per promuovere la formazione professionale. Quest’ultimo, il Piano di Formazione Professionale Digitale, sarà incentrato sulla creazione di spazi di formazione in competenze 

digitali richieste dai settori produttivi. Grande attenzione viene riservata all'accreditamento delle competenze digitali acquisite: l’obiettivo è una legge sull'organizzazione del sistema integrato di formazione professionale legato al sistema nazionale delle qualifiche.

La Germania punterà sui Kompetenzzentren (centri di competenza) per la formazione digitale dei docenti. Inoltre, applicherà la misura Unterstützung von Schülerinnen und Schülern mit Lernschwächen (sostegno agli alunni con difficoltà di apprendimento) per recuperare i deficit di apprendimento causati dalla pandemia ai gruppi svantaggiati o agli alunni con difficoltà di apprendimento. Saranno organizzate lezioni extra settimanali in piccoli gruppi nelle scuole, guidate da insegnanti junior, in pensione o educatori per adulti. 

In Danimarca, il Patto per la tecnologia, un accordo istituito tra settore pubblico, aziende, istituzioni educative e organizzazioni non governative, punta ad aumentare il numero di persone che lavorano nel settore degli STEM.

  • Sinergie università, ricerca ed imprese e sinergie pubblico-privato

La componente “Dalla ricerca all’impresa” del PNRR italiano vuole rafforzare le sinergie tra i due settori e creare veri e propri “ecosistemi di innovazione”, sostenendo e creando leader territoriali nella ricerca e sviluppo, potenziando i centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria e le infrastrutture di ricerca. Vengono, inoltre, previsti finanziamenti a progetti presentati dai giovani ricercatori e a dottorati innovativi che rispondano ai bisogni delle aziende e promuovano la conseguente assunzione dei giovani ricercatori nelle imprese. Verranno, infine, potenziati ed estesi i centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria.

All’interno del piano francese, i partenariati per la ricerca si concentrano tra attori pubblici e privati attorno a progetti di R&S. Inoltre,  il piano vuole sostenere maggiormente gli istituti di ricerca tecnologica (IRT) e di transizione energetica (ITE).

Nel piano danese, le 4 missioni dedicate alla ricerca verde hanno lo scopo di costruire partenariati verdi pubblico-privato tra istituti di ricerca, imprese, istituzioni pubbliche e attori dell'innovazione, per accelerarne gli effetti.

  • Ricerca e nuove tecnologie

Per quanto riguarda la Spagna, nel settore legato a ricerca e istruzione, verrà presentata una strategia nazionale per l’intelligenza artificiale da 500 milioni di euro.

In Francia, il PNRR punta ad aumentare le risorse per l’Agenzia nazionale della ricerca (ANR) di 420 milioni di euro, ed incrementare il budget fino al 2027 per arrivare dai 671 milioni attuali a 1,674 milioni nel 2027. L'ANR aumenterà il suo sostegno a progetti proposti da giovani ricercatori, così come per le azioni di ricerca tecnologica e di partenariato tra ricerca pubblica ed imprese. Il PNRR francese, inoltre, punta a finanziare laboratori, attrezzature e programmi di ricerca su larga scala che permettano la realizzazione di uno spazio europeo della ricerca e garantire la sua leadership internazionale.

La Germania ha intenzione di investire su progetti focalizzati su innovazioni sociali e tecnologiche. Prevede anche progetti di ricerca all’interno della Strategia nazionale per l'idrogeno, oltre a attuare azioni di innovazione per lo sviluppo e l'applicazione di tecnologie climaticamente neutre.

La Danimarca punta tutto sulla ricerca verde: quasi 2 miliardi di corone danesi verranno investite in sostegno alla R&S privata e in 4 missioni:

1) CCS (cattura e stoccaggio della CO2) e uso di CO2;

2) carburanti verdi;

3) agricoltura sostenibile;

4) economia circolare.

Per la ricerca privata, il governo mette in campo più di 1 miliardo  di corone per incentivare le aziende che fanno ricerca ad aumentare la spesa in questo settore. La base per l'ammortamento e quella per la deduzione saranno estese a tutto il 2022 del 130 per cento, per tutte le spese di R&S (attrezzature, affitto di strutture e infrastrutture, salari).

  • Occupazione giovanile

Nella componente 23 del piano spagnolo, dedicata al mercato del lavoro,  si fa riferimento a un “Piano Occupazione Giovani”.

In Francia spicca il piano “1 giovane, 1 soluzione” che propone di ristrutturare l’offerta di lavoro per i giovani in cerca di lavoro, garantendo loro un supporto rinforzato e personalizzato attraverso i centri per l’impiego (Pôles emploi) e con strumenti come i percorsi di accompagnamento verso l’impiego e l’autonomia (PACEA) e le Garanzie Giovani. Verranno, inoltre, offerti bonus alle aziende che assumono lavoratori sotto i 26 anni e facilitati i contratti di apprendistato e di professionalizzazione specifici per i giovani.

Il programma federale tedesco Ausbildungsplätze sichern  (Garantire i posti di apprendistato) mira a garantire posti di apprendistato, anche nei mesi della pandemia, sostenendo finanziariamente i datori di lavoro. Le aziende che forniscono formazione possono ricevere assistenza finanziaria se mantengono o aumentano l'attuale livello di posti di formazione, ricevendo sussidi se rinunciano al lavoro a tempo ridotto per gli apprendisti o assumono apprendisti da aziende insolventi. Per i tirocinanti che non possono continuare la loro formazione in azienda, le aziende o i centri di formazione interaziendali ricevono un sostegno finanziario se offrono una formazione temporanea su commissione o congiunta; il finanziamento è previsto anche per offrire corsi di preparazione agli esami ai giovani dipendenti.

Inclusione e Coesione

  • Coesione sociale

L’Italia dedica 11,17 miliardi di euro alla componente “Infrastrutture sociali, famiglia, comunità e terzo settore” che, tra i vari interventi, prevede misure per sostenere l’housing sociale, la disponibilità anche temporanea di case pubbliche e private, e la rigenerazione urbana per ridurre l’emarginazione, il degrado sociale e la deprivazione abitativa; a questo scopo, si prevede di rafforzare i servizi sociali territoriali.

La Spagna punta ad un nuovo modello di inclusione, basato sul Reddito Minimo Vitale che permetterà di:

(i) Migliorare il sistema di benefici economici non contributivi dello Stato;

ii) Promuovere l'attivazione lavorativa dei beneficiari del Reddito Minimo Vitale.

iii) Evitare la "trappola della povertà", lo stagnamento delle classi povere in situazioni di povertà, promuovendo il coordinamento tra gli attori della politica di inclusione.

In Germania si punta sui servizi per l’infanzia, per garantire la partecipazione sociale alle donne e a tutte le famiglie: verranno aggiunte 90,000 unità nell’assistenza all’infanzia (bambini in età pre-scolastica) e verranno ampliate e rinnovate le infrastrutture necessarie. Inoltre, tramite la Sozialgarantie (Garanzia sociale), il governo federale fissa i contributi di sicurezza sociale ad un massimo del 40%, così che le esigenze finanziarie siano coperte dal bilancio federale almeno fino al 2021, nell'interesse dei dipendenti e dei datori di lavoro.

  • Settori vulnerabili della società

Nella componente “Infrastrutture sociali, famiglia, comunità e terzo settore” del piano italiano, si prevede di sostenere le persone vulnerabili, creare percorsi di autonomizzazione per persone con disabilità, approvare la legge quadro per le disabilità e favorire interventi verso gli anziani non autosufficienti.

All’interno del PNRR francese verrà erogato un bonus ai datori di lavoro che assumono persone con disabilità. Riguardo le fasce più anziane, il Progetto di legge "Vecchiaia e Autonomia" cerca di trasformare il modo in cui il rischio di perdita di autonomia legato all'invecchiamento è riconosciuto e preso in carico nel settore pubblico. (semplificare le procedure relative ai luoghi di accoglienza per anziani non autonomi, aumentare l’informazione e l’accesso ai diritti per gli anziani e i loro assistenti familiari, ridisegnare le strutture di accoglienza - EHPAD).

Nel piano tedesco, le pensioni si legano al digitale: verrà implementato il Digitale Rentenübersicht, uno strumento informativo digitale sulle pensioni, per catalogare le informazioni sulla previdenza individuale e per i diritti pensionistici. Servirà come base informativa per prendere decisioni relative all’assicurazione o ai diritti per la pensione, puntando ad effetti a lungo termine sul comportamento previdenziale dell'individuo.   

  • Coesione territoriale

L’Italia investe 1,98 miliardi di euro nella componente “Interventi speciali per la coesione territoriale” che prevede di: i) rafforzare la Strategia nazionale per le aree interne, attraverso il miglioramento dei livelli e della qualità dei servizi scolastici, sanitari e sociali; ii) valorizzare in termini economici e sociali i beni confiscati alle mafie; iii) potenziare il contrasto alla dispersione scolastica e i servizi socio-educativi  per i minori; iv) migliorare le infrastrutture di servizio delle Zone Economiche Speciali, per aumentare la competitività delle aziende presenti e attirare investimenti.

La Francia pensa ai divari digitali e sanitari. Il PNRR francese vuole portare la banda larga anche nei territori rurali con il piano France THD (Très Haut debit, ad alta velocità), parte della componente 7 sulla transizione digitale. Per quanto riguarda la salute, si punta a rinnovare le infrastrutture territoriali allocando fondi alle agenzie sanitarie regionali e lasciando i progetti più rischiosi dal punto di vista dei finanziamenti ad uno schema nazionale. Essendo centralizzato il sistema amministrativo e di ripartizione di competenze, il piano prevede inoltre la semplificazione delle procedure per la partecipazione delle entità territoriali tramite il disegno di legge "Differenziazione, decentralizzazione, deconcentrazione e decomplessificazione" (disegno di legge 4D), per permettere agli enti locali e regionali di contribuire a rendere i loro servizi pubblici più efficienti, flessibili e adattabili alle loro specificità.

Diverse componenti del piano danese puntano alla coesione tra differenti aree del paese: nella sezione 2.1 “Creazione di un sistema sanitario più resiliente”, si istituisce una sanità più coerente e vicina al cittadino, usando la telemedicina per i pazienti che vivono in aree meno densamente popolate e più difficili da raggiungere. La sezione 2.2 “Transizione verde dell’agricoltura e dell’ambiente” si occupa di garantire la competitività del settore agricolo, per non sfavorirne i lavoratori ma allo stesso tempo puntando alla sostenibilità ambientale. Le iniziative forniscono incentivi economici per ridurre le emissioni di gas serra e allo stesso tempo garantire la coesione sociale e territoriale, e la convergenza, favorendo la creazione di posti di lavoro di alta qualità. La componente 2.3 “Efficienza energetica” punta a dedicare fondi al rinnovo di edifici ad impatto sociale, come scuole, asili ed ospedali. La componente 2.4 sulla digitalizzazione prevede di estendere la banda larga e la connessione ad altissima velocità anche nelle aree meno densamente popolate.

Salute

Dopo lo stress a cui la pandemia da Covid-19 ha sottoposto i sistemi sanitari nazionali, tutte le nazioni prese in considerazione nella comparazione hanno riservato fondi al settore della sanità, anche se in misura differente. I pilastri comuni, in linea con le esigenze emerse durante il periodo post-pandemico, coinvolgono il rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali, per gestire in modo migliore futuri scenari di crisi sanitaria, la digitalizzazione del settore e il supporto alla ricerca, non solo in ambito vaccino anti Covid-19 ma intesa come innovazione di tecnologie mediche in senso più ampio. Queste tre ‘categorie’ spesso si intersecano in sinergie trasversali, tali per cui ricerca e digitalizzazione concorrono all’obiettivo di resilienza del Sistema Sanitario Nazionale.

  • Resilienza del Sistema Sanitario

Una prima analisi mostra che la Danimarca ha riservato meno risorse rispetto agli altri Stati al settore sanitario, probabilmente grazie all’alto livello qualitativo del sistema danese. Gestione delle emergenze e assicurazione della scorta di medicine sono le priorità della Danimarca in questo campo, per non farsi più cogliere impreparati in futuro.

Spagna e Francia prevedono di riformare il sistema sanitario nazionale, mentre l’Italia agirà per incentivare la telemedicina e l’assistenza sanitaria territoriale. Con il Patto per il servizio sanitario pubblico, la Germania prevede di aumentare il personale e le risorse tecniche a disposizione del SSN.

In particolare, la Spagna ambisce a raggiungere un accesso più universale al sistema nazionale e una copertura sanitaria più inclusiva ed equa. Il paese iberico, inoltre, non dimentica di investire nella formazione continua dei professionisti del settore per una miglior risposta in caso di future crisi e per un continuo apprendimento.

L’Italia pone enfasi sulla necessità di incrementare la diffusione dei servizi domiciliari, la telemedicina e la presenza di strutture di cura alternative agli ospedali, quali Case di Comunità, Centri Operativi Territoriali e Ospedali di Comunità.

Francia e Italia agiranno anche promuovendo investimenti infrastrutturali e la riqualificazione degli edifici ospedalieri, soprattutto a livello antisismico.

  • Digitalizzazione del SSN

La digitalizzazione del sistema sanitario è un pilastro presente nei Piani di Ripresa e Resilienza, reso urgente dalle esigenze emerse durante la pandemia.

Investimenti in infrastrutture e tecnologie digitali sono previsti da tutti i paesi, per creare “ospedali del futuro” più avanzati e offrire servizi migliori ai cittadini.

Un aspetto interessante, promosso da Italia e Spagna, è il rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati sanitari. La Spagna prevede la creazione di “Data Lakes” sanitari, in grado di integrare le informazioni dei pazienti, mentre l’Italia riserva € 1,67 mld per favorire strutture quali il Fascicolo Sanitario Elettronico e il Nuovo Sistema Informativo Sanitario.

Anche la Germania prevede di espandere i servizi sanitari in forma elettronica per i cittadini, per aumentare la resilienza a lungo termine e fornire un servizio più efficiente. Questo monitoraggio aiuterebbe anche nel rilevamento precoce di infezioni e virus.

Parimenti, la Francia investirà in un ampio progetto di ricerca, “Francia ad altissima velocità”, per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie per le sfide del futuro, inclusa la digitalizzazione sanitaria.

Infine, la Danimarca investirà 14 milioni di corone in soluzioni digitali per il sistema sanitario.

  • Ricerca

Per quanto riguarda gli investimenti per la ricerca, tutti gli Stati ambiscono a sfruttare le risorse del Next Generation EU per rilanciare questo settore, dimostratosi di vitale importanza nelle fasi emergenziali della pandemia.

Nella ricerca per lo sviluppo di vaccini urgenti contro il Covid-19, verranno investite parte delle risorse tedesche, per ridurre la durata della pandemia e aumentare le capacità di produzione del paese (€750 mln). Anche la Danimarca investirà oltre 100 mln di corone per studi clinici che esplorino gli effetti a lungo termine dei vaccini anti Covid-19.

L’Italia, invece, punta a un programma di ricerca più ampio, con l’obiettivo di potenziare la ricerca biomedica per il Servizio Sanitario Nazionale. Anche la Francia prevede di rilanciare la ricerca scientifica nazionale, finanziando l’Agenzia nazionale della ricerca e supportandone gli ecosistemi.

La Spagna riserva numerosi investimenti per la razionalizzazione del consumo di prodotti farmaceutici e la promozione della sostenibilità. Oltre alla promozione dell’utilizzo di medicine generiche e l’aumento delle capacità e conoscenze dei professionisti, le risorse finanzieranno il miglioramento di medicine, tecnologie e prestazioni sanitarie, così come lo sviluppo e ammodernamento dell’ortoprotesica nel SSN.

Infrastrutture e trasporti

  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Il Piano Italiano dedica un’intera componente all’intermodalità e alla logistica integrata, con investimenti per 0,63 miliardi. Gli investimenti riguardano principalmente il miglioramento della sostenibilità ambientale dei porti (Green Ports), la digitalizzazione della catena logistica e l’innovazione digitale dei sistemi aeroportuali. Gli investimenti sono accompagnati da 6 riforme che mirano alla semplificazione delle procedure burocratiche e alla digitalizzazione della logistica.

Allo stesso modo, anche la Spagna punta a promuovere una strategia per una mobilità sicura, sostenibile e connessa, trattando sia intermodalità che logistica. Nell’intermodalità, punterà a maggiore efficienza e sostenibilità nel sistema dei trasporti. Per favorire la transizione, la Spagna prevede aiuti per le imprese che ambiscono a sviluppare nuove tecnologie digitali nel settore dei trasporti.

I piani di Francia e Germania puntano a promuovere una mobilità climate-friendly, attraverso le giuste infrastrutture energetiche, per il rifornimento e la ricarica di batterie elettriche, oppure promuovendo la sostituzione dei veicoli più inquinanti, fornendo sussidi per le auto elettriche e sostituendo le auto di stato. Nel piano francese, sono previste azioni di “inverdimento” dei porti, incentivi all’acquisto di auto elettriche ed un bilancio verde.

Per quanto riguarda la mobilità, la Danimarca ha previsto vari incentivi a favore delle auto green, quali una ridefinizione della tassa di immatricolazione dei veicoli e un aumento temporaneo del premio di rottamazione per le vecchie auto diesel. Nel Piano nazionale sono previsti anche investimenti in piste ciclabili e sovvenzioni per l'efficienza energetica dei traghetti.

  • Riqualificazione energetica degli edifici

In questo settore, la Danimarca prevede investimenti, di circa 2 040 milioni di corone, per favorire il raggiungimento dell’efficienza energetica dell’industria, nelle abitazioni e il risparmio energetico negli edifici pubblici, come scuole, case di riposo, ospedali. È   prevista la sostituzione dei bruciatori ad olio e delle fornaci a gas, per raggiungere maggiore sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda il miglioramento dell’efficienza energetica di industria e abitazioni, lo scopo è supportare progetti che assicurino una visione sostenibile a lungo termine e che possano espandere il più possibile le energie rinnovabili.

La Germania prevede finanziamenti per una transizione verde del settore delle costruzioni e del rinnovamento energetico degli edifici, introducendo una quota di energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento negli edifici residenziali. È anche previsto un maggiore utilizzo del legno come materiale da costruzione.

Nel piano italiano, sono previsti incentivi per la riqualificazione degli edifici e per il loro adeguamento sismico, per un totale di circa 30 miliardi di euro di investimenti. Anche la Francia descrive una serie di piani, strategie e incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, sia nell’ambito delle infrastrutture pubbliche che private.

  • Rete ferroviaria

L’Italia ha riservato € 24,77 miliardi agli investimenti per la rete ferroviaria,  più degli altri paesi europei. Per quanto riguarda le direzioni degli investimenti, sono destinati ai collegamenti ferroviari ad alta velocità per il Sud, alla creazione di linee ad alta velocità nel Nord che collegano all’Europa, alle connessioni diagonali e al potenziamento delle linee regionali. Sono previste anche riforme che aiutino la l’accelerazione degli itinera di approvazione dei contratti ferroviari e per un apparato burocratico più efficiente. Anche la Spagna e la Francia adotteranno strategie per il settore ferroviario, col paese iberico in prima linea per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e dei corridoi europei.

Governance e coinvolgimento delle regioni

  • Ministero delle finanze

In tutti i Paesi presi in esame, il Ministero delle finanze svolgerà un ruolo chiave.

In Italia, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato è attribuito il compito di coordinamento per l’attuazione del PNRR e di punto di contatto unico della Commissione europea.

Stesso ruolo per la Germania, dove sarà il Ministero federale, in raccordo con la cancelleria e i dipartimenti specializzati, ad attuare il piano, e per la Spagna, con il Segretariato generale ai fondi europei del Ministero ad essere responsabile di fronte alla Commissione riguardo stesura ed attuazione.

In Francia sarà il Ministero a monitorare le misure, insieme all'Agenzia nazionale per la coesione territoriale (ANCT) e alla Commissione interministeriale per il coordinamento dei controlli (CICC), che è il servizio nazionale di coordinamento degli audit e controlli.

Anche in Danimarca l’unità centrale preposta all’audit e al controllo del piano sarà istituita all’interno del Ministero delle finanze.

  • Collaborazione interministeriale

La Cabina di Regia italiana per il PNRR, istituita e presieduta dal Presidente del Consiglio, prevede la partecipazione di Ministri e Sottosegretari competenti per le differenti tematiche, secondo una geometria variabile, e avrà il compito di monitorare l’avanzamento del piano, il rafforzamento della cooperazione con il partenariato economico, sociale e territoriale, e di proporre l’attivazione di poteri sostitutivi e le modifiche normative necessarie per l’implementazione delle misure del PNRR. 

Anche in Spagna è prevista una Commissione interministeriale per la ripresa, la trasformazione e la resilienza, presieduta dal Presidente del governo e alla quale parteciperanno ministri e segretari di stato secondo la loro competenza.

In Francia un comitato nazionale seguirà l’attuazione del piano, mentre i ministeri secondo la loro competenza saranno responsabili per le misure attuate dal livello nazionale.   

  • Collaborazione tra Stato e Regioni

In Italia, gli enti locali e regionali non sono stati coinvolti nella redazione del piano. La cooperazione con e tra Regioni avverrà in seguito, tramite la Conferenza, presieduta dal Ministro delle finanze.

Stessa conferenza anche per la Spagna, dove però diverse istituzioni pubbliche, le Comunità autonome e gli enti locali hanno avuto modo di esprimersi sulla preparazione dei progetti.

In Francia, in luglio 2020, era stato firmato un partenariato tra governo e regioni: esse saranno quindi direttamente coinvolte per attuare il piano, attraverso contratti di piano stato-regioni che contengono accordi regionali per la ripresa. L' Agenzia nazionale per la coesione territoriale (ANCT) sarà l’autorità di coordinamento dell’interfondo Stato-regioni e fornirà servizi decentrati e linee guida per gli enti locali. Le Regioni potranno, attraverso questo interfondo, cofinanziare alcuni progetti.

In Germania gli stati federati, i Länder, sono stati considerati i responsabili diretti nell’attuare alcune specifiche misure. Essi sono stati inclusi attraverso un raccordo tra il ministero federale delle finanze e la conferenza dei ministri delle finanze dei Länder. Il ministero federale li ha informati dello stato di elaborazione a dicembre 2020, poi ha presentato loro il piano tra gennaio e febbraio ed ha, infine, aperto una fase di interlocuzioni ed osservazioni fino all’adozione della versione finale (21 aprile 2021).

In Danimarca, molte misure prevedono il concorso delle regioni nell’attuazione, in particolare negli ambiti di digitalizzazione, siti contaminati e sanità. Nel settore delle infrastrutture, per permettere maggiore agilità nell’investire i fondi, in marzo 2020 il governo danese ha fatto un accordo con le regioni danesi che libera i comuni e le regioni dal tetto massimo di spesa in costruzioni per il 2020 e permette di investire immediatamente.

  • Dialogo tra enti locali, rappresentanti della società civile e governo

In Italia, la comunicazione tra Regioni, enti locali, parti sociali, rappresentanti dell’industria, dell’università e della società civile, potrà avvenire attraverso un Tavolo consultivo del partenariato economico, sociale e territoriale.

In Spagna, diversi gruppi politici, agenti sociali e rappresentanti delle industrie e delle università sono stati consultati durante la stesura delle misure.

In Francia, è previsto un approccio concertativo la partecipazione della società civile, ma mancano ancora i dettagli.

In Germania, le parti sociali sono importanti punti di contatto per il governo federale, sulle misure riguardanti la creazione di posti di lavoro. Esse sono consultate durante la preparazione del rapporto economico annuale e verrà richiesta una valutazione al Consiglio nazionale per la produttività (Nationaler Produktivitätsausschuss).

In Danimarca, l’intero piano è stato costruito consultando rappresentanti d’interesse e aggiornando le proposte di intervento provenienti da due organismi: i partenariati per il clima composti da imprese e sindacati, e le squadre per la ripresa verde comprendenti imprese e società civile. I partenariati sono stati monitorati da un forum per il business verde, composto da rappresentanti del governo, imprese, sindacati, scienziati e ONG per l’ambiente. Il ministero danese delle finanze e la rappresentanza della Commissione in Danimarca hanno organizzato e partecipato a riunioni di dialogo con i rappresentanti d’interesse. 

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pubblicato il 2021/07/29 16:07:05 GMT+2 ultima modifica 2021-07-29T16:07:05+02:00

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