Trascrizione

Episodio 22 | Alda Reggiani – Infermieri di comunità e luoghi di assistenza


[voce maschile] Ricordo molto bene il giorno in cui mio padre smise di camminare. Tornavamo insieme da una visita medica. Prima lo avevo visto entrare in auto in maniera incerta, come se non sapesse cosa fare davanti a quella portiera aperta. Non ci feci caso, perché la malattia di Alzheimer ti abitua a piccoli, impercettibili cambiamenti, sempre progressivi e lentissimi. Quel giorno, invece, una volta arrivati a casa, lo aiutai a scendere e lui si bloccò in piedi, immobile. Era un uomo molto alto. Continuava a guardarmi, interrogandomi con gli occhi, ma senza dire una parola. Gli chiesi: che c'è? Cosa succede? “Non mi ricordo più come si fa a camminare. Proprio non lo ricordo”, mi rispose. E non camminò mai più.


Quante sono le famiglie in cui qualcuno, a un certo punto, si trova ad affrontare situazioni come questa e diventa caregiver per amore o per forza, perché nessuno, nessun altro, lo farà al suo posto? Qualcuno che dovrà conciliare i tempi del lavoro con quelli delle esigenze familiari che si dilatano, minacciando equilibri personali conquistati con fatica nel tempo. Ed è questo il campo in cui opera Alda Reggiani, infermiera di comunità.


Specialmente Pubblici è la seconda serie del podcast prodotto da Regione Emilia-Romagna per rafforzare la consapevolezza che il servizio sanitario nazionale e quello regionale sono un patrimonio collettivo di grandissimo valore. Un patrimonio fatto di specializzazioni, di équipe e persone che si distinguono anche per riconoscimenti conseguiti in Italia e all'estero. Donne e uomini che hanno scelto di compiere ogni giorno un passo in avanti per continuare a garantire le migliori cure a tutti, nessuno escluso.


Alda Reggiani, coordinatrice infermieristica di comunità presso la Ausl di Modena La mia vocazione parte da quando ero ragazzina, si può dire. Io faccio parte della generazione un po', diciamo così, anziana. Ho cominciato la scuola infermieri a 16 anni, quindi è stata una scelta proprio dettata dalla voglia di fare questo lavoro... Effettivamente è una passione, una passione che dura da 35 anni e che svolgo sempre con molto interesse e molta voglia di fare. L'esperienza che stiamo vivendo ci rende, diciamo così, un po' particolari, un po' speciali, perché credo che siamo in grado di dare una risposta, cosa che si fa un po' fatica in genere a trovare… È la vera presa in carico, cioè io ti accompagno, ti accolgo senza giudicare, senza metterci nel giudizio personale. Ti accolgo con i tuoi problemi e ti accompagno verso la soluzione di questi problemi, cercando anche di darti un po' di serenità e di tranquillità, perché questi problemi ti affliggono. Il fatto che ci sia qualcuno che ti accoglie, che ti accompagna, un posto dove puoi rivolgerti sapendo che ci sono persone che ti ascoltano, credo che oggi sia abbastanza vincente e comunque premiante dal punto di vista dell'assistenza che si eroga.


Continuiamo il nostro itinerario tra gli infermieri di famiglia e di comunità e arriviamo a Modena, dove il concetto di medicina territoriale si esprime anche nelle sedi scelte per l'erogazione dei servizi.


Reggiani Questa nuova figura, diciamo, che emerge dal decreto ministeriale 77 del 2020, prevede una figura sanitaria che faccia da raccordo tra il cittadino e tutti i servizi sociosanitari a disposizione sul territorio. È una figura che serve, appunto, per rafforzare la parte di malattia cronica, ma anche di prevenzione. Si occupa di prevenzione e di promozione della salute. Il lavoro si svolge prevalentemente come attività diurna, abbiamo delle sedi dove stare principalmente siamo collocati all'interno della Casa della comunità e abbiamo anche sedi esterne.


Mettersi a disposizione delle persone dove le persone vivono e lavorano: è questo il senso dei Punti di infermieristica di comunità dell'Ausl di Modena. Un'esperienza particolare, anche perché le sedi scelte non sono solo di natura istituzionale.


Reggiani Abbiamo una sede presso la Polisportiva San Faustino e un'altra in un'altra frazione di Modena, che è Villanova, presso un dispensario farmaceutico. All'interno di queste sedi svolgiamo orari di ambulatorio, fondamentalmente, dove le persone in accesso diretto possono accedere senza appuntamento, e dove possono venire a chiedere qualsiasi tipo o qualsiasi forma di aiuto. L'infermiere accoglie le domande di queste persone e poi va ad analizzare ciò che è necessario per loro. Possono essere problemi di tipo sanitario, ma possono anche essere bisogni di tipo sociale. Quindi questo infermiere di famiglia o di comunità, qualsivoglia ha il compito di traghettare nei giusti servizi, nei giusti percorsi, il cittadino, a seconda dei bisogni che esprime. Non ultimo, però, il fatto di cercare di interpretare anche i bisogni inespressi. Cioè: va a cercare tutti quei bisogni che fanno parte della persona, ma che possono essere anche valutati, diciamo, all'interno della famiglia…


Sì, perché è la famiglia il luogo in cui la malattia e i bisogni dell'uno incontrano le paure e le esigenze degli altri. Il luogo in cui nascono problemi che diventano di tutti e dove insieme si possono trovare strumenti e soluzioni prima sconosciute.


Reggiani – …laddove si ravvede la necessità di dover fare un sopralluogo nell'ambiente domestico, l'ambiente domiciliare, per cercare di capire bene quali sono i bisogni espressi e in quale ambiente ci stiamo muovendo, in modo da dare risposte più ampie e possibili a livello socio sanitario. Sicuramente servirebbe un numero di persone maggiore, chiaramente, e sempre di più ma questo è un servizio abbastanza nuovo, quindi sono convinta che solo il tempo ci aiuterà in questo senso sempre più collaborazione con i medici di medicina generale, che sono coloro che comunque hanno i pazienti in carico, hanno il cittadino in carico, e sanno per primi quali sono i bisogni. Quindi sempre di più la collaborazione con i medici di medicina generale, che sono gli attori principali, diciamo, dell'assistenza sanitaria sul territorio.


Cosa serve, secondo lei, per fare bene il suo lavoro? Quali consigli darebbe a un giovane che si affaccia alla professione?


Reggiani La condizione ideale per svolgere il lavoro di infermieristica di comunità credo sia, e si debba basare, sulla formazione di base. Ad ora esistono anche dei master in infermieristica di comunità, ma non è tanto la teoria quanto proprio il mondo pratico che ti aiuta a capire cosa vuol dire lavorare sul territorio. Credo che il percorso giusto per chi vuole approcciare a questo tipo di setting assistenziale sia quello di diciamo girare e comunque farsi un'esperienza un po' in tutti i servizi territoriali. Solo così capisci come essere d'aiuto all'utente che ha bisogno, che ti chiede svariati bisogni: se tu conosci i servizi che ti stanno intorno e con i quali poi devi collaborare, allora sei in grado di capire qual è il setting più giusto.


Ultima domanda. Lo chiedo anche a lei: la sanità pubblica è?


Reggiani La sanità pubblica è, credo, una grande opportunità per tutti di avere un’equità nelle risposte… credo che sia il mezzo giusto per rendere, tra virgolette, “giustizia sanitaria” a tutti, senza differenza alcuna.


Specialmente Pubblici è un podcast prodotto da Regione Emilia-Romagna. Direzione artistica e voce narrante sono di Mimma Nocelli. Il progetto editoriale è di Homina Comunicazione. Postproduzione e sound design sono di Fonoprint.