Trascrizione

Specialmente Pubblici 

Episodio 21 | Michele Castellaro – Servizi infermieristici e medicina territoriale 


[voci dal film “Ultimo turno” di Petra Volpe]


Voce femminile 1 – Ciao. 

Voce femminile 2 – Ciao. 

Voce maschile 1 – Nuova paziente.

Voce femminile 2 Un secondo e arrivo. 

Voce femminile 3 Sara è malata, siamo in due con una studentessa del primo anno. 

Voce maschile 2 – Mi è mancata, sa?

Voce femminile 2 Puoi venire a prendere il signor Ungerbüller?

Voce maschile 3 – Aspettare un'eternità per un analgesico. È inaccettabile.

Voce femminile 1 Lind, terzo piano. Sì, ho un trasferimento in sala operatoria. No, è un'urgenza.

Voce femminile 2 Santo cielo, non si può tergiversare in questo mestiere!


Bastano poche battute del film “Ultimo turno” per rivivere insieme alla protagonista le esperienze che tanti di noi hanno compiuto nelle strutture sanitarie, inevitabilmente sovraffollate, stabilmente sotto organico. Scelto per rappresentare la Svizzera agli Oscar 2025, il film di Petra Volpe affronta il tema della crisi sanitaria e delle difficoltà degli infermieri, con il merito di riuscire a porre con grande forza e gentilezza il valore della cura e del ruolo indispensabile e a volte invisibile degli infermieri. Nelle prossime puntate parleremo ancora di questo, e di come la Regione Emilia-Romagna si sta organizzando per garantire livelli elevati di servizio, nonostante il calo di risorse.


Specialmente Pubblici è la seconda serie del podcast prodotto da Regione Emilia-Romagna per rafforzare la consapevolezza che il servizio sanitario nazionale e quello regionale sono un patrimonio collettivo di grandissimo valore. Un patrimonio fatto di specializzazioni, di équipe e persone che si distinguono anche per riconoscimenti conseguiti in Italia e all'estero. Donne e uomini che hanno scelto di compiere ogni giorno un passo in avanti per continuare a garantire le migliori cure a tutti, nessuno escluso.


La Regione Emilia-Romagna, che continua ad essere al primo posto in Italia – secondo la Fondazione Gimbe –  per livelli essenziali di assistenza, cosa sta facendo per migliorare insieme qualità dei servizi e qualità del lavoro degli infermieri? La medicina territoriale sembra essere la risposta. Cerchiamo di capire perché.


Michele Castellaro, infermiere dell’Ausl di Bologna La medicina territoriale è particolarmente importante perché, nell'ottica di mantenere il paziente sul territorio, quindi al domicilio, farlo accedere alle Case della comunità e ai servizi territoriali, consente di contenere i costi e comunque garantire l’appropriatezza dell'assistenza e della cura. Quindi, sicuramente è una scelta da perseguire… in virtù anche dei percorsi di diagnostici e della relazione che dovrebbe instaurarsi con i professionisti. E questo permette di descrivere l'ospedale realmente come una realtà per acuti, o di cure altamente specializzate che prevedono una degenza. Per tutto il resto, la medicina territoriale, l'assistenza territoriale, prevedono proprio la presenza, l'avvicinarsi proattivamente degli operatori del sistema sanitario, nei luoghi di vita delle persone, che non è un'invasione di campo, ma è un titolo di garanzia; ovvero di consentire a tutti di ricevere assistenza, cura e tutela della salute nel loro luogo appunto di vita, di lavoro, di studio…


È la voce di Michele Castellaro: una laurea in infermieristica, una docenza a contratto presso l'Università di Bologna e tanto lavoro sul campo.


Castellaro Sono infermiere di famiglia e comunità e lavoro per l'Ausl di Bologna qui, appunto, in Emilia-Romagna, e nel mio lavoro ho la possibilità di lavorare a stretto contatto con i cittadini. 

Di che cosa mi occupo esattamente? Se dovessi dirlo in termini tecnici, di pianificazione assistenziale su casi complessi… se dovessi spiegarlo con parole più semplici, probabilmente cercherei di raccontarlo come un direttore d'orchestra che tira un po' le fila fra le esigenze dei cittadini – i bisogni espressi dai cittadini – e i servizi socio-sanitari che sono presenti sul territorio, in modo da trovare soddisfazione fra le esigenze delle persone e quelle che possono essere le risposte del sistema o della comunità, che sul territorio bolognese sono particolarmente ricche.


Il suo quindi è un ruolo di coordinamento. Ci può far capire meglio come interviene concretamente per garantire le cure ai cittadini che ne hanno bisogno? Cittadini che dovrebbero rivolgersi alle strutture ospedaliere solo nelle fasi acute della malattia.


Castellaro La salute è un concetto come probabilmente è già stato detto estremamente ampio, multidimensionale, che trascende l'aspetto, diciamo, clinico. E quindi, a volte, anche il contrasto all'isolamento sociale, creare una rete, avere del supporto nello svolgere le piccole azioni della vita di tutti i giorni o nella burocrazia, può essere una maniera con cui si può aiutare il cittadino. I benefici sono incredibili, nel senso che migliorano le relazioni con i servizi, i pazienti sono presi in carico in maniera più continuativa, più profonda, e si riesce ad arrivare a gestire tutte quelle fragilità che altrimenti rimarrebbero sconosciute.


Lei è un esperto di modelli organizzativi per la presa in carico nelle situazioni di cronicità e fragilità. Ricorda qualche caso che ha seguito e che potrebbe aiutarci a capire meglio? Potrebbe farci qualche esempio?


Castellaro Saper trasmettere il significato di quello che facciamo non è semplice, perché è un lavoro che spesso non si vede, a differenza di chi invece agisce un'assistenza di tipo più tecnico. Tra le cose più belle che ho visto nella mia vita professionale… sicuramente uno dei miei casi più complessi è una signora affetta da Hiv da molto, moltissimo tempo, che aveva smesso di curarsi e piano piano ha ricominciato prima ad avere cura di sé e poi a riprendere la terapia, e gode di buona salute. Sicuramente è un caso su cui c'è ancora molto da lavorare, ma, diciamo, è stato importante concentrarsi su avere delle prospettive, ricreare un rapporto di fiducia che si era logorato nel tempo… vedere questa persona riprendersi la propria vita, da stesa in un letto a tornare a occuparsi di sé, della casa, del compagno… è stato molto emozionante.


Se potesse decidere lei come implementare e sviluppare al meglio i servizi nel territorio, cosa farebbe?


Castellaro Cosa servirebbe per migliorare questo lavoro e garantire questa assistenza? Molte cose. Io avrei molte idee. Sicuramente risorse, personale, risorse umane… altri colleghi. Non per, semplicemente, lavorare di meno, ma proprio per gestire diversamente l'assistenza sul territorio: aumentando i team multiprofessionali, dedicandosi a iniziative di comunità, di salute pubblica e creando cultura della salute. 

Arrivare a prevenire i problemi prima che si manifestino e rendere le persone più consapevoli di quanto è importante gestire la salute nella loro vita. Questa, secondo me, è la svolta e si fa, appunto, con più risorse umane, ovviamente formate, ma anche con una profonda riorganizzazione, una profonda sinergia fra le istituzioni.


Lavorare insieme, integrare le competenze, creare team multiprofessionali, sono temi che tornano in tante testimonianze. Ed è curioso, perché il digitale sembra invece portarci nella direzione opposta.


Castellaro Nel mio mandato è presente anche il creare integrazione multiprofessionale e gestire i casi che seguo in team, in squadra, e quindi tenere i contatti tra vari professionisti di vari servizi. Questo crea una condizione di sicurezza e di garanzia per la persona, per il cittadino, che prima di essere paziente appunto è cittadino. È bello perché c'è molta possibilità di confronto e di andare oltre l'ottica settoriale, quindi è una maniera vera di fare integrazione, non è solo su carta o un mero passaggio di informazioni per mail.


Sanità pubblica è?


Castellaro Se lo dovessi dire con una frase: la sanità pubblica è responsabilità e appropriatezza, perché quello che ti può dare è un percorso di professionisti che lavorano in sinergia; difficilmente lo puoi trovare in un contesto diverso.


Specialmente Pubblici è un podcast prodotto da Regione Emilia-Romagna. Direzione artistica e voce narrante sono di Mimma Nocelli. Il progetto editoriale è di Homina Comunicazione. Postproduzione e sound design sono di Fonoprint.