Dino Amadori

Un Maestro lo si osserva. E in tanti abbiamo osservato il professor Dino Amadori quando, facendo entrare un paziente nel suo studio, si alzava dalla scrivania, lo andava ad accogliere alla porta, lo accompagnava alla poltroncina e, alla fine del colloquio, certo non sempre piacevole, lo affiancava sino all’uscita, spesso con una mano sulla spalla. Oppure quando, agli esordi di quell’Oncologia che poi sarebbe diventata l’Istituto Tumori Romagna, nel 1965, per previlegiare la ricerca, preferì bandire un concorso per un biologo, anziché per un medico.

Nel 1967, a 30 anni, inaugurò l’Oncologia di Forlì, nel 1977 venne nominato Direttore e nel 1987 aprì i posti letto di degenza ordinaria, con il laboratorio biologico e la sezione di prevenzione.

Nel 1979 fondò l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), cooperativa sociale che oggi conta radici capillari in tutte le città della Romagna.

Sono datati 1985 sia il Registro Tumori della Romagna, sia il Servizio di Assistenza Domiciliare ai pazienti nelle fasi più critiche di malattia.

Nel 1987 portò a compimento la costituzione di un centro operativo per l’elaborazione statistica dei dati epidemiologici, clinici e di laboratorio.

L’attività scientifica si concentrò su terapia medica e biologia dei tumori solidi, ricerca traslazionale, epidemiologia clinica e molecolare del cancro.

La sua produzione scientifica a fine carriera vide, con indice di Hirsch (H-index) di oltre 100, 530 lavori indicizzati, oltre 38.500 citazioni e più di 40 libri o capitoli.

Nel 1998 fu il professor Amadori a gestire, insieme al ministro della Salute, il «caso Di Bella» sull’omonima miscela ritenuta curativa, che non avrebbe mostrato efficacia. Da questa esperienza, trasse occasione per caldeggiare al ministro la necessità dello sviluppo delle cure palliative.

Negli anni 2000 dallo IOR vide la luce l’Istituto Tumori della Romagna (IRST) a sperimentazione gestionale mista pubblico-privata (no profit). Nel 2006, iniziarono le prime attività cliniche e sperimentali.

Fino al 2024 l’IRST-IRCCS ha prodotto 229 pubblicazioni, ha seguito 29mila pazienti e dà lavoro a 600 professionisti con età media di 40 anni. Non ultimo, ha concretizzato il progetto di una Rete Globale Oncologica Romagnola.

Amadori, insieme all’amico Vittorio Tison, si è dato anche alla realizzazione di un centro oncologico a Mwanza, seconda città della Tanzania. Tale iniziativa ha portato nel 2022 all’inaugurazione del Bugando Cancer Center, il primo centro oncologico di riferimento in quel Paese.

Grazie a lui nel 2021 è nato il PRIME Center, Centro di Prevenzione, Riabilitazione e Integrazione in Medicina per le cure integrative a supporto delle cure oncologiche e palliative.

Ha ricoperto ruoli di responsabilità in diverse società scientifiche e organismi istituzionali. Tra i ruoli, quelli di presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica, presidente del Comitato Etico dell’Istituto Superiore di Sanità, vice-presidente della Società Italiana Cure Palliative, direttore scientifico dell’IRST.

Infine, ha affidato ai suoi allievi la sua eredità. Speriamo, Prof., di non farti sfigurare, lassù dove sei.