Quadro normativo di riferimento
L’avviso per l’attivazione del partenariato speciale pubblico–privato per Villa Boschetti è promosso ai sensi dell’articolo 134, comma 2, del Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici), che disciplina le forme speciali di partenariato per la tutela, la gestione e la valorizzazione dei beni culturali mediante contratti a titolo gratuito e procedure semplificate. É redatto in conformità alle “Linee guida in materia di partenariato speciale pubblico-privato per gli istituti e i luoghi della cultura”, emanate dal ministero della Cultura - Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale con decreto n. 79 del 1^ agosto 2025, diffuse con circolare n. 10 del 1^ agosto 2025.
Evoluzione normativa dell’istituto
Il partenariato speciale pubblico-privato si è progressivamente consolidato nell’ordinamento italiano, passando da una fase iniziale di sperimentazione a una disciplina organica:
- art. 151, comma 3, D.Lgs. 50/2016: introduzione come norma “aperta” per l’attivazione di forme speciali di partenariato sui beni culturali;
- art. 89, comma 17, D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore): estensione dell’istituto agli Enti del Terzo Settore;
- art. 134, comma 2, D.Lgs. 36/2023: pieno consolidamento nel nuovo Codice dei contratti pubblici, con qualificazione espressa come contratto a titolo gratuito, distinto da appalti, concessioni e sponsorizzazioni.
Caratteri distintivi del partenariato speciale
Il partenariato speciale pubblico-privato è uno strumento previsto dall’ordinamento nazionale per la valorizzazione dei beni culturali, fondato sulla condivisione della funzione pubblica e non su un rapporto prestazionale di tipo appaltistico. Si distingue strutturalmente da appalti di servizi, concessioni commerciali e sponsorizzazioni: non prevede corrispettivi economici a carico dell’Amministrazione, si basa su co-progettazione e governance condivisa e riguarda le attività di valorizzazione culturale nel loro complesso.
Il partenariato si colloca inoltre in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) e con la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro, L. 1^ ottobre 2020, n. 133), che riconosce le comunità patrimoniali come attori nella gestione del patrimonio culturale.
