Le linee guida regionali, i punti principali
Sono sette i punti principali delle Linee guida: la centralità degli spazi all’aperto oggi; educazione all’aperto e benessere globale; progettazione e gestione degli spazi esterni; allestimenti naturali e materiali; sicurezza, rischi e opportunità; documentazione, formazione e qualità; governance e alleanze educative.
Il documento prende spunto da evidenze scientifiche, come gli obiettivi dell’Agenda 2030 e l’approccio One Health, che invitano a ripensare profondamente il modo in cui ci prendiamo cura dell’infanzia ponendo al centro un approccio integrato alla prevenzione e alla promozione della salute e del benessere, riconoscendo il valore dell’ambiente come spazio educativo e l’importanza di investire precocemente nei diritti dei bambini per generare cambiamenti.
Le Linee guida riconoscono che “gli spazi verdi dei servizi educativi e scolastici, unitamente a quelli di prossimità fino ad arrivare agli spazi caratterizzanti i diversi territori, rappresentano un valore aggiunto inestimabile per bambini e ragazzi. Non solo luoghi dedicati al gioco, all’incontro, alle attività sportive e alla socialità ma veri e propri ambienti di apprendimento”. Così come “l’utilizzo dell’ambiente esterno nei contesti educativi e scolastici promuove lo sviluppo neuro-motorio e comporta numerosi benefici per la salute e il benessere di bambine e bambini”. Muoversi, esplorare, toccare, ascoltare ed osservare: sono tutte forme di apprendimento che stimolano la curiosità e incoraggiano la sperimentazione.
Educare all’aperto comporta anche una progettazione degli spazi che parta dai bisogni quotidiani ed evolutivi dei bambini e delle bambine. In particolare, la progettazione dovrebbe prestare attenzione, ad esempio, alla relazione tra dentro e fuori, evitando la separazione tra spazi interni ed esterni; alla varietà e alla biodiversità degli ambienti; alla presenza di materiali naturali e di recupero. Secondo le Linee guida, occorre “riportare l’attenzione alla centralità dello spazio all'aperto come spazio educativo, sociale e relazionale che necessita della stessa cura progettuale che nei servizi educativi si dedica alla progettazione e cura degli spazi interni”. Per fare questo bisogna attivare processi di progettazione partecipata, coinvolgendo anche le famiglie.
Quanto agli allestimenti di questi spazi, l’indicazione è quella di privilegiare l’uso di materiali naturali che attivano nei bambini processi cognitivi, motori e sociali complessi. La progettazione degli spazi esterni nei Servizi educativi “richiede una riflessione attenta sul tema della sicurezza, intesa non come limitazione, ma come opportunità educativa”.
Un ruolo attivo nella qualità degli spazi esterni e delle pratiche educative all’aperto spetta agli adulti. Secondo le Linee guida, “educatori, insegnanti, coordinatori pedagogici, tecnici dell’edilizia pubblica, operatori ambientali e figure coinvolte nei controlli e nella gestione dei servizi sono chiamati a condividere una visione educativa che integri saperi pedagogici, ambientali, sanitari e organizzativi. In questa prospettiva, la formazione non è solo un passaggio necessario, ma un investimento strategico”.
Il documento si completa con approfondimenti, faq operative, schede tecniche esemplificative.
