lunedì,  27 novembre 2023

Cultura e territorio, riapre la Civica Pinacoteca il Guercino di Cento (Fe): patrimonio del Paese

Colpita dal sisma. Dalla Regione 3 milioni di euro: ripristino, eliminazione delle barriere, nuovo allestimento

Bonaccini-Felicori: “Un centro espositivo internazionale, orgogliosi di restituire al Paese un luogo simbolo della cultura”

 

Riapre la Civica Pinacoteca il Guercino di Cento (Ferrara), che torna ad aprire le sue porte al pubblico. Uno spazio di importanza e valore universale, vista la presenza della più grande collezione di opere di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. Un museo che venne gravemente colpito dal sisma del 2012.

Concluso il cantiere, durato circa due anni, oggi il taglio del nastro ufficiale con il presidente della Regione e Commissario alla ricostruzione post sisma, Stefano Bonaccini, il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi, e l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori. Inoltre, fino a domani, domenica 26 novembre, sono in programma eventi, incontri, mostre, rievocazioni storiche e laboratori per celebrare il ritorno a casa delle opere del grande artista barocco.

I lavori, affidati dal Comune allo studio bolognese Open Project, sono stati effettuati grazie a un finanziamento di 2milioni e 955mila euro della programmazione regionale, attraverso la struttura commissariale, e uno ministeriale di 989mila euro ottenuto tramite il Fondo Cultura 2021 che ha permesso di realizzare l’allestimento museale e la nuova immagine del museo.

L’esposizione


Negli spazi rinnovati si potranno ammirare 16 pale d'altare e quadri, 20 affreschi staccati e 11 disegni del Guercino, insieme a tante altre opere dei suoi allievi e seguaci (prevalentemente centesi e in buona parte imparentati col pittore) e di artisti di pregio come Scarsellino, Guido Reni, Ludovico Carracci, Matteo Loves, ritornati dopo essere stati custoditi nel centro di raccolta di Sassuolo (Mo).
La pinacoteca possiede la concentrazione maggiore al mondo delle opere dell'artista seicentesco, tra cui capolavori come La cattedra di San Pietro, Cristo risorto appare alla Madre, La Madonna con Bambino benedicente, e anche grazie ai prestiti di due importanti realtà come la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento (nove opere, tra cui il primo affresco realizzato dal giovane Guercino, che raffigura la Madonna di Reggio, ovvero la Madonna della Ghiara) e Credem Banca (sei opere, tra cui il Matrimonio mistico di Santa Caterina, capolavoro giovanile del pittore centese).
Il percorso scientifico ed espositivo è studiato sui due livelli dell'edificio: al piano terra, con un criterio cronologico, si ricostruisce il tessuto storico e culturale della città in base alle opere qualitativamente più rilevanti del territorio. Il primo piano è invece dedicato interamente a Guercino e alla sua scuola, comprese le due ultime sale dedicate alla pittura di genere e al ritratto nel quale sono presenti significativi esempi della bottega.

L’intervento


I principali interventi strutturali hanno riguardato il ripristino e il consolidamento dei danni da sisma a livello globale e locale e un generale miglioramento sismico della struttura. Questo con il rinforzo e consolidamento del tetto, delle murature, dei pilastri interni e del portico, dei solai, dei cornicioni lesionati e il rifacimento delle finiture.

Realizzati interventi di abbattimento delle barriere architettoniche dell’intero complesso, con l’obiettivo di rendere l’edificio completamente accessibile e adeguato alle esigenze attuali sia normative che di allestimento. Sono state infine riprogettate tutte le dotazioni impiantistiche per raggiungere il miglior efficientamento energetico possibile ed è stata incrementata la compartimentazione antincendio, in accordo con la funzione museale del complesso.

La storia dell’edificio

La Civica Pinacoteca Il Guercino sorge nel centro storico di Cento, a pochi passi dalla piazza principale e nel 2012, a seguito del sisma dell’Emilia, risulta uno degli edifici storici più colpiti e lesionati.
La pinacoteca si è costituita nel 1839 all'interno del Palazzo del Monte di Pietà. Qui furono riunite numerose opere d'arte provenienti da vari edifici di culto soppressi in età napoleonica. Nei decenni successivi, a quel primo nucleo si aggiunsero altre opere provenienti da acquisizioni effettuate dal Comune, da depositi di privati e da pubbliche istituzioni.

Negli anni Quaranta furono ampliati gli spazi espositivi; Carlo Ludovico Ragghianti procedette a una schedatura finalizzata all'aggiornamento attributivo dei dipinti in base alle indicazioni della coeva storiografia artistica. Risale a quel periodo l'ingresso in museo di una parte degli affreschi staccati e trasportati su tela di casa Pannini, eseguiti dal Guercino e da aiuti della sua bottega fra il 1615 e il 1617, dono della famiglia bolognese Rosselli Del Turco che ne era entrata in possesso per vicende ereditarie.

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ultima modifica 2023-11-27T13:35:32+01:00
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