Delegazione presso l'UE: Europass

Rift Valley Fever – epidemiological update and risk of introduction into Europe

Data di pubblicazione: 06/03/2020
Ambito sintetico: Opinione scientifica – Salute e benessere animale
Sintesi a cura dell'Università di Parma:

Febbre della Rift Valley - aggiornamento epidemiologico e rischio di introduzione in Europa

La febbre della Rift Valley (RVF) è una malattia trasmessa da vettori veicolata da un ampio spettro di specie di zanzare, in particolare il genere Aedes e Culex, agli animali (ruminanti domestici e selvatici e cammelli) e all'uomo. La febbre della Rift Valley è endemica nell'Africa sub-sahariana e nella penisola arabica, con epidemie periodiche caratterizzate da 5–15 anni di periodi inter-epizootici (*). Negli ultimi due decenni, la RVF è stata notificata in regioni africane precedentemente non esposte (ad esempio il Sahel), le epidemie di RVF si sono verificate più frequentemente e la circolazione del virus enzootico a bassi livelli nel bestiame è stata dimostrata in varie aree. I recenti focolai in un dipartimento francese d'oltremare e alcuni casi di positività serica rilevati in Turchia, Tunisia e Libia hanno sollevato l'attenzione dell'UE per una possibile incursione nei paesi vicini. Il movimento di animali vivi rappresenta il percorso più importante per la diffusione di RVF dalle aree endemiche africane al Nord Africa e al Medio Oriente. Il movimento di animali e vettori infetti quando spediti con voli, container o attraverso trasporto su strada è considerato un altro percorso plausibile di introduzione in Europa. Il rischio complessivo di introduzione di RVF nell'UE attraverso la circolazione di animali infetti è molto basso in tutte le regioni dell'UE e in tutti gli Stati Membri (meno di un'epidemia ogni 500 anni), data la rigorosa politica di importazione degli animali nell'UE. Lo stesso livello di rischio di introduzione in tutte le regioni dell'UE è stato stimato anche considerando il movimento di vettori infetti, rilevando livelli maggiori per Belgio, Grecia, Malta, Paesi Bassi (un'epidemia ogni 228-700 anni), principalmente per via del numero dei collegamenti aerei e marittimi con i paesi africani infetti da RVF. Sebbene il territorio dell'UE non sembri essere direttamente esposto a un rischio imminente di introduzione di RVFV, il rischio di ulteriore diffusione nei paesi confinanti con l'UE e i rischi di possibile introduzione di vettori infetti, suggeriscono che le autorità dell'UE devono rafforzare la loro sorveglianza e la capacità di risposta, nonché la collaborazione con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.

* Per periodo inter-epizootico si intende un periodo di durata variabile, spesso di lunga durata, caratterizzato da livelli bassi e intermittenti di attività del vettore e bassi tassi di trasmissione del virus, che risulta spesso non rilevabile.

Link: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.2903/j.efsa.2020.6041

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pubblicato il 2020/03/09 18:56:29 GMT+2 ultima modifica 2020-03-09T18:56:29+02:00

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