L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha aggiornato e ridotto i livelli di sicurezza per l'assunzione di acido trifluoroacetico (TFA) attraverso la dieta. La decisione si basa su nuove prove scientifiche e sull'impiego di metodi di valutazione aggiornati, volti a garantire una maggiore protezione della salute dei consumatori.

Le decisioni adottate dall'EFSA forniscono una solida base scientifica che la Commissione Europea e gli Stati membri dell'UE utilizzeranno nelle prossime discussioni su regolamentazione dei prodotti chimici, sicurezza alimentare e monitoraggio delle acque.

Che cos’è il TFA e come ci si espone?

L'acido trifluoroacetico (TFA) è una sostanza chimica che può derivare da molteplici fonti. Si forma principalmente come prodotto di degradazione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), incluse alcune sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari (pesticidi) e in diversi gas industriali.

Poiché il TFA è estremamente persistente nell'ambiente, tende ad accumularsi e a diffondersi nel suolo, nelle acque sotterranee e potabili, e nelle colture alimentari. Di conseguenza, la popolazione può essere esposta al TFA in modo continuativo nel tempo attraverso l'alimentazione e l'acqua. Per questo motivo, gli Stati membri dell'UE monitorano costantemente i livelli di PFAS sia nelle acque potabili sia nei prodotti alimentari.

Che cos’è cambiato?

I livelli di sicurezza del TFA fissati nel 2017 si basavano su un insieme di dati limitato. L'EFSA, a seguito della richiesta della Commissione Europea di riesaminare le proprietà tossicologiche della sostanza, ha stabilito nuovi Valori Guida Basati sulla Salute (HBGV) significativamente più stringenti:

  • Dose Giornaliera Ammissibile (ADI): Ridotta a 0.014 mg/kg di peso corporeo al giorno (rispetto al valore del 2017 che era di 0.05 mg/kg). Il nuovo limite è di circa 3.5 volte inferiore a quello precedente, e rappresenta la quantità di sostanza che una persona può assumere quotidianamente per tutta la vita senza rischi apprezzabili.
  • Dose Acuta di Riferimento (ARfD): Fissata per la prima volta a 0.07 mg/kg di peso corporeo. Questo valore indica la quantità massima di sostanza che può essere ingerita in un arco di 24 ore senza rischi immediati per la salute.

Evidenze scientifiche e principali risultati

L'aggiornamento dei valori è il risultato di un'approfondita revisione scientifica basata su oltre 170 studi e documenti di posizionamento, raccolti principalmente attraverso una call for data (richiesta di dati) pubblica, tenutasi tra agosto e ottobre 2024 (che ha generato 177 commenti inclusi nella relazione finale).

L'analisi ha combinato dati provenienti da:

  • Valutazioni sui pesticidi condotte dai Paesi dell'UE e precedenti valutazioni EFSA.
  • Dossier di regolamentazione dell'industria (compresi i dossier REACH).
  • Studi considerati dall'Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA).
  • Nuove evidenze scientifiche e sperimentali su animali per valutare gli effetti riproduttivi e di sviluppo.

I risultati principali:

  • Tossicità genetica: È improbabile che il TFA danneggi il DNA.
  • Effetti su tiroide e sviluppo: I nuovi studi sugli animali hanno evidenziato che il TFA influisce sullo sviluppo, sulla riproduzione, e modifica i livelli di tiroxina (un ormone fondamentale prodotto dalla tiroide per la regolazione dell'organismo umano). L'effetto sugli ormoni tiroidei è risultato essere il segnale più sensibile alla sostanza.

Le limitazioni emerse

Nella valutazione dell'EFSA sono emerse due limitazioni principali nei dati attualmente disponibili:

  1. L'assenza di studi a lungo termine sulla cancerogenicità del TFA.
  2. La scarsità di dati riguardo agli effetti sul sistema immunitario durante sviluppo.

Per compensare queste incertezze e garantire la massima protezione dei consumatori, l'EFSA ha applicato un solido margine di sicurezza:

  • Ha stabilito la dose priva di effetti nocivi osservabili.
  • Ha applicato un fattore di incertezza standard di 100 (per valutare la variabilità tra specie animali e uomo, e le differenze tra individui più o meno sensibili, come i bambini).
  • Ha aggiunto un ulteriore fattore di incertezza pari a 5, per colmare le lacune relative alle limitazioni emerse (mancanza di studi su cancerogenicità e immunotossicità).

L’inserimento nel quadro europeo

Il lavoro dell'EFSA si inserisce in un quadro europeo più ampio per la gestione della sicurezza delle sostanze PFAS, condotto in stretta collaborazione con l'ECHA, esperti degli Stati membri e la comunità scientifica.

Attualmente, EFSA ed ECHA stanno esaminando congiuntamente le modalità con cui i pesticidi a base di PFAS si scompongono in TFA, valutandone il comportamento e la presenza futura nel suolo e nelle acque. I risultati di questa ulteriore analisi dettagliata sono previsti per la prossima estate.