L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato l’ultimo rapporto scientifico sull’influenza aviaria in Europa e nel mondo. Questo report fornisce una panoramica completa delle rilevazioni del virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) in pollame, uccelli in cattività (uccelli domestici) e uccelli selvatici verificatisi in Europa e nel mondo tra il 28 febbraio e il 4 giugno 2026. Vengono inclusi anche i casi nei mammiferi verificatisi fino al 22 maggio 2026, e i casi nell’uomo verificatisi tra il 28 febbraio e il 4 giugno 2026.

Nel periodo di riferimento sono state segnalate complessivamente 949 rilevazioni del virus HPAI A(H5) in uccelli domestici (186) e selvatici (763), distribuite in 30 paesi in Europa. Sebbene il numero di casi rilevati negli uccelli domestici sia simile a quello dello stesso periodo durante l’anno 2025, quello negli uccelli selvatici è almeno tre volte superiore quest’anno.

Situazione in uccelli e mammiferi

In linea con il trend del precedente report, è previsto che il numero di casi totali, già in diminuzione al termine del precedente periodo di riferimento, continui a decrescere durante l’estate.

  • Europa: L’elevato numero di casi rilevati in uccelli selvatici indica una circolazione del virus elevata tra gli uccelli acquatici, sempre in linea con i report precedenti.
  • Globale: Al di fuori dell’Europa, il fulcro dei rilevamenti del virus HPAI si è spostato dal Nord al Sud America, dove sono stati segnalati un gran numero di focolai ed episodi di mortalità tra i cigni. Per la prima volta, il virus HPAI A(H5N1) è stato rilevato nell’Australia continentale.

Gli esperti scientifici hanno ritenuto che il numero di casi di HPAI fosse basso nei mammiferi, considerando l’elevato numero di focolai registrati durante il periodo invernale, e le volpi rosse sono state la specie di mammiferi più colpita nell’UE.

  • Europa: Il virus HPAI A(H5N5) è stato rilevato alle Svalbard (Norvegia) in un orso polare morto, in un tricheco morto e in due orsi polari che presentavano sintomi. Nei Paesi Bassi, test sierologici hanno confermato uno spillover passato del virus HPAI A(H5N1) in un allevamento di bovini da latte nel gennaio 2026, sebbene un’indagine retrospettiva abbia indicato che si sia trattato di un evento isolato.
  • Globale: La circolazione del virus A(H5N1), individuato anche nei Paesi Bassi, è stata confermata nel bestiame da latte negli Stati Uniti. Nel Nord America sono stati segnalati casi di HPAI in carnivori selvatici e mammiferi marini.

Per la prima volta in Europa, è stato rilevato il virus di influenza aviaria a bassa patogenicità A(H9N2) del clade G5.5, responsabile di sporadici casi nell’uomo in Medio Oriente e nell’Africa occidentale, in 7 allevamenti avicoli in Ungheria.

Implicazioni per la salute umana e conclusioni

Sono stati segnalati 19 casi di infezione da virus dell’influenza aviaria nell’uomo, di cui tre mortali, in sei paesi: Bangladesh (due casi di A(H5N1), di cui uno mortale), Cambogia (tre casi di A(H5N1), di cui uno mortale), India (un caso di A(H5N1)), Italia (un caso importato di A(H9N2)), Cina (10 casi di A(H9N2) e un caso mortale di A(H5N6)) e Taiwan (un caso di A(H7N7)). La maggior parte dei casi umani ha riferito di essere stata esposta a pollame o a un ambiente avicolo prima dell’individuazione o della comparsa della malattia.

Considerando la diffusa circolazione dei virus dell'influenza aviaria nelle popolazioni animali, le infezioni umane rimangono rare, e durante il periodo di riferimento non sono stati documentati casi di trasmissione da uomo a uomo.

Il rischio rappresentato dai virus dell'influenza aviaria attualmente circolanti in Europa rimane basso per la popolazione generale nell'Unione europea/Spazio economico europeo e da basso a moderato per le persone esposte per motivi professionali o di altro tipo ad animali infetti o ad ambienti contaminati.

La sorveglianza continua e le misure preventive sono essenziali per mitigare i rischi per la salute pubblica e animale. Data la persistente circolazione dell’HPAI in Europa, è necessario prendere in considerazione strategie di riduzione del rischio a medio e lungo termine nel settore avicolo, come per esempio non collocare gli allevamenti di pollame in prossimità di aree ad alto rischio, ridurre la densità degli allevamenti in queste aree, e mantenere elevati standard di biosicurezza. A questo proposito, EFSA ha lanciato un toolkit online. In questa pagina è possibile consultare i diversi step di prevenzione per migliorare la biosicurezza, prevenire la diffusione dell’influenza aviaria e proteggere la salute degli animali.

Per approfondire

Link al report sul sito di EFSA