Sicurezza nei luoghi di lavoro

Malattie professionali: panoramica e recenti evidenze

Giuseppina Paolantonio, in Igiene e Sicurezza del Lavoro – ISL, Ipsoa. A. XXIII, n. 11 (2019), p. 580-590

L’articolo affronta il tema delle malattie professionali, la cui individuazione risente di carenze conoscitive. Inoltre a volte restano in secondo piano rispetto all’attenzione e preoccupazione rivolta ai numerosi casi di infortunio sul lavoro. L’Italia non dispone ancora di un sistema capace di correlare le patologie professionali con le esposizioni lavorative dal punto di vista della sorveglianza sulle malattie e dell’evidenza dell’associazione con gli agenti eziologici (anche a livello europeo il sistema è frammentato). Si registrano inoltre nuove difficoltà legate all’instaurarsi di forme di lavoro frammentate con possibili esposizioni multiple a più fattori di rischio e una disomogeneità nella sorveglianza sanitaria e (quindi) nella possibilità di raccogliere dati utili sia per la prevenzione che per il risarcimento. In questi casi la ricostruzione del percorso lavorativo richiederebbe un incrocio fra più fonti. In questo contesto il Sistema nazionale di sorveglianza delle malattie professionali (Malprof) è operativo da diversi anni: esso consente una buona copertura conoscitiva e i dati disponibili possono essere usati per una rassegna di natura epidemiologica in modo da poter stimare la forza dell’associazione tra una malattia e i settori a maggior rischio specifico. L’andamento delle statistiche fa registrare un importante aumento delle malattie professionali con una diversa incidenza tra patologie “vecchie” e “nuove”. L’articolo riporta numerosi dati provenienti dall’ultimo rapporto Malprof (circa 33.000 segnalazioni di malattia professionale nelle 15 regioni italiane che applicano il modello): patologie denunciate dal 2013 al 2017 per genere; distribuzione dei casi con nesso causale positivo per settore Ateco e genere (2013-2014); distribuzione dei casi con nesso causale positivo per professione e genere (2013-2014); distribuzione delle segnalazioni valutabili per classe di età e genere (2013-2014); distribuzione delle segnalazioni valutabili per classe di malattia e classe di età (2013-2014); distribuzione delle segnalazioni valutabili per classe di malattia e genere (2013-2014); distribuzione delle segnalazioni valutabili per fonte informativa (2013-2014).

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