Introduzione
Mercoledì 14 ottobre il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) ha presentato la Relazione annuale sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini, indirizzata al Parlamento e al Governo.
Dalla relazione emerge che la pubblica amministrazione italiana esce cambiata dall'esperienza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): l'introduzione di obiettivi misurabili, scadenze definite e sistemi di rendicontazione ha contribuito a modificarne le modalità operative.
Sul fronte del reclutamento, la digitalizzazione delle procedure ha ridotto la durata media dei concorsi a circa sei mesi rispetto ai due anni precedenti, mentre il portale inPA ha raggiunto 2,7 milioni di utenti registrati e ha pubblicato circa 204 mila posti nel 2025. Prosegue anche il rafforzamento della formazione, con oltre 1,09 milioni di dipendenti iscritti alla piattaforma Syllabus e più di 40 mila partecipanti ai corsi della Scuola nazionale dell’amministrazione. Nello stesso anno sono state semplificate 59 procedure amministrative e continua la diffusione degli strumenti digitali, anche se restano carenze nelle competenze informatiche e nella disponibilità di personale specializzato.
Nel settore della salute emergono segnali contrastanti. L’assistenza domiciliare integrata ha raggiunto nel 2024 circa 1,7 milioni di persone, pari al 9,4% degli over 65, avvicinandosi all’obiettivo del PNRR, ma con forti differenze territoriali e una riduzione dell’intensità delle cure. La Relazione richiama inoltre la diminuzione del 17,3% dei medici di medicina generale nell’ultimo decennio e la persistente carenza di infermieri. Sul piano dell’accessibilità ai servizi, il 48,2% delle famiglie dichiara difficoltà nel raggiungere il pronto soccorso, quota che sale al 72,8% nei piccoli comuni. Nei servizi per il lavoro, invece, il programma GOL ha superato i tre milioni di beneficiari e gli organici dei Centri per l’impiego sono aumentati del 25%, mentre resta da verificare l’impatto effettivo sugli esiti occupazionali.
La relazione dedica ampio spazio alle sfide territoriali e al periodo successivo alla conclusione del PNRR. Gli investimenti localizzati nelle Regioni ammontano a circa 115 miliardi di euro, che diventano 145 considerando le altre fonti di finanziamento collegate. Persistono però difficoltà soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree più fragili. In sanità, per completare la rete nazionale delle Case della Comunità entro il 2030 servirebbero altre 297 strutture, con un fabbisogno stimato di 1,1 miliardi di euro. Analogamente, il sistema degli alloggi universitari resta distante dagli standard europei: per raggiungere una copertura pari al 18% degli studenti mancherebbero quasi 236 mila posti letto e investimenti aggiuntivi per circa 4,7 miliardi.
In campo educativo, l’abbandono precoce degli studi è sceso all’8,2%, quasi dimezzato rispetto al 14,7% del 2015 e già sotto il target europeo per il 2030, mentre gli iscritti all’università hanno raggiunto il massimo storico di 2,05 milioni. Restano tuttavia marcati divari territoriali nelle opportunità formative. Sul versante abitativo, l’edilizia residenziale pubblica rappresenta appena il 2,7% del patrimonio abitativo nazionale e quasi 61 mila alloggi non risultano assegnabili per necessità di manutenzione. Nell’economia circolare la raccolta differenziata sale al 67,7%, ma la quota effettivamente avviata a riutilizzo e riciclo si ferma al 52,3%. Infine, nei trasporti il PNRR ha finanziato 3.525 nuovi autobus per il trasporto pubblico locale, con una forte crescita dei mezzi elettrici e un rafforzamento della rete ferroviaria, contribuendo al rinnovo delle infrastrutture di mobilità sul territorio nazionale.
Il quadro complessivo delineato dalla Relazione è quello di una Pubblica amministrazione in trasformazione, ma ancora caratterizzata da significativi squilibri territoriali. Per il CNEL, il consolidamento dei risultati ottenuti dipenderà dalla capacità di proseguire il percorso di modernizzazione anche oltre la conclusione del Piano.
Per approfondire
Ultimo aggiornamento: 15-10-2026, 13:02
