Introduzione
Martedì 13 ottobre il Ministero della Salute ha presentato Rapporto Estate 2026 sulle ondate di calore e prospettive future.
L'estate 2026 è stata la più calda mai registrata in Europa, con ondate di calore lunghe e persistenti, che hanno interessato anche l'intero territorio italiano. Si parla di ondata di calore quando temperature molto elevate, spesso accompagnate da alti tassi di umidità, persistono per più giorni consecutivi, configurando un rischio concreto per la salute della popolazione. Il fenomeno è destinato ad accentuarsi nei prossimi anni e costituirà una sfida ambientale e sanitaria.
Presso il Ministero della Salute opera un tavolo di coordinamento interistituzionale che, ogni estate, monitora il rischio associato alle ondate di calore. I risultati di questo lavoro arrivano ai cittadini attraverso bollettini giornalieri, pubblicati dal 25 maggio al 31 agosto 2026, con le temperature rilevate in 27 città campione e le previsioni a 24, 48 e 72 ore. Al termine di questa attività di monitoraggio è stato elaborato il rapporto che analizza i dati dell’estate 2026.
Il rapporto in sintesi
Nelle principali città italiane le temperature hanno superato in modo significativo i valori climatici di riferimento, con anomalie medie di +3,7°C per la temperatura apparente massima e di circa +3°C per le temperature massime e minime. Tra il 25 maggio e il 15 settembre si sono registrate cinque distinte ondate di calore e un numero di giorni di allerta nettamente superiore agli anni precedenti.
Nelle 54 città monitorate l’eccesso di mortalità è stato pari al 2% rispetto ai valori attesi, con una situazione sostanzialmente in linea con la media nel Nord e un incremento del 4% nel Centro-Sud, dove le ondate di calore si sono protratte più a lungo. Incrementi statisticamente significativi sono stati osservati in alcune grandi città, tra cui Roma, Bari, Palermo e Catania.
L’effetto del caldo si è concentrato soprattutto sulla popolazione più anziana. Nella fascia degli over 85 si registra infatti un aumento della mortalità del 10% a livello nazionale, mentre per le classi di età comprese tra 65 e 84 anni i valori risultano generalmente in linea con le attese. I dati confermano come gli anziani molto fragili restino il gruppo maggiormente esposto ai rischi sanitari associati agli eventi estremi di calore.
In Emilia-Romagna il quadro appare complessivamente meno critico rispetto ad altre aree del Paese. Città come Bologna, Ravenna, Modena, Parma e Rimini non mostrano incrementi significativi della mortalità estiva, mentre gli scostamenti più rilevanti si registrano a Forlì e, in misura più contenuta, a Reggio Emilia. Nel complesso, i dati regionali evidenziano una sostanziale tenuta del sistema di prevenzione e assistenza durante l'estate più calda di sempre.
Per approfondire
Ultimo aggiornamento: 14-10-2026, 11:29
