Introduzione
Dal Canada a Taiwan, dal Brasile alla Catalogna con sei progetti e nuove collaborazioni internazionali. Obiettivo: attirare in Emilia-Romagna università e centri di ricerca tra i più qualificati. La Regione ha approvato la graduatoria del bando che finanzia per 300mila euro studi di fattibilità per collaborazioni, attività congiunte e, in prospettiva, insediamenti stabili di istituti esteri sul territorio.
Dietro l’iniziativa c’è la strategia per consolidare la regione come polo europeo dell’innovazione, mettendo in contatto atenei, enti di ricerca e Tecnopoli con alcune delle realtà scientifiche più specializzate del mondo. Gli studi dovranno stabilire se esistono le condizioni per avviare progetti congiunti e nuove presenze nel territorio, con possibili ricadute sulla capacità innovativa delle imprese emiliano-romagnole.
“Ricerca e imprese sono due facce della stessa medaglia- afferma il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla-. Portare in Emilia-Romagna università e centri di ricerca internazionali significa mettere le nostre aziende in contatto con competenze e tecnologie di frontiera, dalla manifattura intelligente ai materiali avanzati, fino all'intelligenza artificiale. Il risultato che cerchiamo è concreto: attrarre talenti, avere imprese più innovative e competitive, e lavoro qualificato per i giovani. La rete dei Tecnopoli, le infrastrutture di ricerca e il tessuto produttivo- chiude Colla- sono un vantaggio competitivo che dobbiamo continuare a valorizzare. Vogliamo che le migliori università e i migliori centri di ricerca del mondo trovino qui l’ambiente ideale per collaborare e, se ci sono le condizioni, per insediarsi stabilmente”.
I progetti approvati
L’Università di Bologna, insieme al Centro di ricerca sull’Intelligenza artificiale Mila in Cananda, tra i più specializzati in apprendimento profondo (la tecnica che usa reti neurali artificiali per analizzare dati e schemi), punta a una partnership sui sistemi di allerta precoce basati sull’intelligenza artificiale per prevedere in modo integrato i rischi geologici e climatici, con modelli leggeri e soluzioni di IA affidabile.
Due dei progetti fanno capo al Consorzio Musp sull’innovazione industriale, al Tecnopolo di Piacenza.

Foto Tecnopolo di Casino Mandelli, Piacenza (c) Regione Emilia-Romagna
Il primo, con il centro francese Critt Tjfu che si occupa di fluidodinamica e lavorazione meccanica, si chiama Hylight e riguarda la manifattura ibrida per componenti leggeri e la rigenerazione industriale sostenibile.
Il secondo, con il centro di ricerca su produzione avanzata e industria dell’Università di Taiwan, valuta la nascita di un centro dedicato al modello di manifattura intelligente che unisce sensoristica avanzata, intelligenza artificiale e gestione della conoscenza industriale.
Sul fronte dei materiali avanzati, Mister Smart Innovation, laboratorio della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, lavorerà con l’Università cattolica di Rio de Janeiro per verificare la fattibilità di un laboratorio congiunto.
La Fondazione Iret che gestisce il Tecnopolo di Bologna-Ozzano “Rita Levi Montalcini” guarda invece al Nord America, con uno studio per un centro condiviso con l’Università di Toronto.
Chiude l’elenco la proposta del Barcelona Supercomputing Center, in collaborazione con Cineca: uno studio per una piattaforma aperta a tutti, basata su un’intelligenza artificiale capace di portare avanti da sola i passaggi di un calcolo scientifico, per far lavorare più facilmente i ricercatori sui supercomputer europei ad alte prestazioni.
Ultimo aggiornamento: 15-10-2026, 15:50
