Introduzione
Luogo al cambiamento per ripensare il funzionamento delle istituzioni, rafforzare la collaborazione tra enti, migliorare l’organizzazione e i servizi, ridurre le differenze tra i territori e costruire scelte condivise attraverso il confronto.
La Regione Emilia‑Romagna ha avviato un percorso di confronto e costruzione condivisa per ripensare il sistema di governo dei territori, per rendere tutti i suoi Enti più forti, coesi e vicini alle comunità. Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, ha scelto di avviare un percorso partecipato, fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, per arrivare a una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna.
Si tratta di rafforzare il modo in cui gli Enti, a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione), programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).
Il percorso avviato nei giorni scorsi dalla Regione, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città Metropolitana di Bologna, è stato anticipato dal Documento di indirizzo per il riordino territoriale, approvato dalla Giunta regionale il 20 aprile scorso, che segna l’inizio del processo di condivisione e partecipazione.
"Negli ultimi anni- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale e l'assessore alla Programmazione strategica, Davide Baruffi- il contesto istituzionale e amministrativo è diventato più complesso: la frammentazione del sistema e le differenze tra territori, insieme alle difficoltà organizzative e finanziarie degli Enti locali, rendono necessario un aggiornamento del modello attuale. Siamo impegnati a costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte e efficiente ma allo stesso tempo più semplice e più vicina alle cittadine e ai cittadini, più capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di guardare allo sviluppo sostenibile. Insieme alle autonomie locali, ridisegniamo l'assetto regionale per rispondere con concretezza alle nuove esigenze delle comunità e dei territori, con un’attenzione specifica a quelli più fragili e periferici. Il coinvolgimento attivo di tutti gli enti è la chiave indispensabile per raggiungere questo traguardo”.
“Grazie alla sua tradizione amministrativa e alla solida rete territoriale- aggiungono presidente e assessore-, l’Emilia-Romagna può essere ancora una volta un punto di riferimento nazionale con una governance multilivello basata su sussidiarietà, efficacia amministrativa e partecipazione democratica. Un progetto che vorremmo presentare anche alla Commissione europea come contributo al dibattito sulla definizione della programmazione 2028-2034”.

L’iter di partecipazione prevede nelle prossime settimane nove incontri territoriali, uno per provincia, per ascoltare il territorio, raccogliere contributi e alimentare il percorso di costruzione condiviso con amministratori e amministratrici locali, rappresentanze economiche e sociali, organizzazioni e realtà attive nei territori, a cui saranno invitati a partecipare anche i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima, a cui il progetto è stato presentato la settimana scorsa.
Si comincia già martedì 19 maggio, con i primi due incontri. Alle ore 10 a Modena (Palazzo Europa, via Emilia Ovest 101) l’assessore Baruffi aprirà l’incontro con il sindaco, Massimo Mezzetti, e il presidente della Provincia, Fabio Braglia. Alle 15 sarà a Reggio Emilia (Sala conferenze Tecnopolo, piazzale Europa 1) con il sindaco, Marco Massari, e il presidente della Provincia e dell’Upi Emilia-Romagna, Giorgio Zanni. E poi 12 giugno a Piacenza e Parma, il 16 giugno a Ferrara e Ravenna, il 25 giugno a Bologna, per concludere il 2 luglio a Rimini e Forlì-Cesena.
Dopo questo primo giro nelle province, sarà inoltre attivato uno spazio digitale per favorire la partecipazione online dei portatori di interesse, ma anche delle cittadine e dei cittadini emiliano-romagnoli. Una fase di partecipazione pubblica, in cui tutte e tutti potranno contribuire con osservazioni, proposte e contributi, che verranno messi a confronto e utilizzati per orientare le scelte, con l’obiettivo di arrivare a una proposta condivisa.
All’inizio dell’autunno si terrà infine un grande evento pubblico di restituzione, anche questo all’insegna del confronto e della partecipazione, per definire le linee guida della riforma da cui scaturirà il progetto di legge di riordino.
Tutto il percorso viene accompagnato da una sezione web dedicata contenente tutti i materiali “Luogo al cambiamento”, fatta di manifesti multisoggetto a rappresentare tutte le aree geografiche (montagna, pianura, costa) e tre parole chiave, non certo le uniche ma fra le principali: servizi, risorse, opportunità. Fa riferimento a una landing page con contenuti testuali e multimediali, disponibili man mano che il progetto avanzerà, che verrà utilizzata anche per il racconto del percorso partecipato. La campagna, con l'obiettivo di spiegare le ragioni e gli obiettivi della riforma, le direttrici per rafforzare il sistema istituzionale e valorizzare il coinvolgimento delle comunità, verrà sviluppata soprattutto sui social per favorire il coinvolgimento diffuso delle persone, che potranno dire la loro negli spazi digitali che avranno a disposizione.
Ultimo aggiornamento: 19-05-2026, 13:18
