Ricostruzione, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo
Altra priorità dell’azione regionale è la messa in sicurezza del territorio: un impegno che attraversa tutta l’Emilia-Romagna, dalla montagna alla pianura fino alla Costa. L’intervento della Regione interessa fiumi, argini, corsi d’acqua, versanti e litorale, all’interno di un piano organico che integra manutenzione, prevenzione e opere strutturali di difesa del suolo, a partire dal potenziamento delle casse di espansione e delle opere di laminazione, fondamentali per ridurre i picchi di piena e proteggere i centri abitati. Accanto ai cantieri già conclusi, a quelli a oggi attivi e in partenza su frane, alvei dei fiumi, ponti e opere di attraversamento, e sui tratti costieri più esposti all’erosione, prosegue la ricostruzione successiva alle alluvioni del 2023 e del 2024 – condotta in coordinamento con il Commissario nazionale alla ricostruzione, Fabrizio Curcio – con interventi programmati per 2,7 miliardi di euro su infrastrutture, viabilità, centri abitati e sistemi idraulici, con l’obiettivo di innalzare progressivamente il livello di protezione dei territori.
Per le opere di messa in sicurezza del territorio a seguito delle alluvioni, all’Emilia-Romagna sono stati assegnati dalla Struttura commissariale 919 milioni di euro dal 2027, risorse che la Regione è pronta ad anticipare, almeno in parte, già dal 2026, con fondi propri. Inoltre, nell’ultimo Bilancio di previsione è stato istituito un Fondo regionale da 10 milioni di euro per la progettazione degli interventi.
Per sostenere le famiglie e le attività economiche impossibilitate a ricostruire nelle aree a rischio, inoltre, grazie al lavoro congiunto della Regione e della struttura commissariale sono stati definiti i provvedimenti su semplificazione e delocalizzazioni, che prevedono procedure più agevoli per i rimborsi e gli indennizzi, criteri e modalità operative per spostarsi in aree alternative e sicure. Un provvedimento atteso nei territori colpiti, che mette a disposizione un quadro certo di riferimento per accompagnare chi si trova nella condizione di dover trasferire abitazioni o sedi produttive fuori dalle zone a maggiore vulnerabilità.



“Sulla ricostruzione- afferma de Pascale- abbiamo voluto e ottenuto un cambio di passo non più rinviabile, insieme al commissario Curcio e mantenendo costante il confronto con le comunità locali, da cui sono arrivate osservazioni ai progetti di messa in sicurezza. Prima ancora, abbiamo ottenuto un miliardo di euro dal Governo per opere di riduzione del rischio e di fronte al bisogno di accelerare anticiperemo noi le risorse dal 2026: il prossimo anno vogliamo procedere con i cantieri. Vogliamo fatti concreti, quindi l’individuazione e la sistemazione di aree di espansione e laminazione delle acque, il consolidamento delle arginature, la riprofilatura delle sezioni fluviali, l’abbassamento delle aree golenali e una migliore gestione della vegetazione”.
Nel 2025 sono state inoltre raddoppiate le risorse destinate alla manutenzione ordinaria, che salgono a quasi 50 milioni di euro: era un obiettivo di legislatura, da raggiungere quindi in cinque anni, ma la scelta è stata quella di raddoppiare strutturalmente fin dal primo anno, per assicurare interventi diffusi in tutte le province. È stato avviato un lavoro coordinato con la Protezione civile regionale, i Comuni e le università per rafforzare il monitoraggio delle aree più fragili, aggiornare conoscenze e modelli di analisi e supportare la progettazione degli interventi. Un percorso condiviso che punta a mettere il territorio nelle condizioni di prevenire e ridurre i rischi, tutelando persone, abitazioni, imprese e servizi essenziali.
Ricostruzione, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo
Nelle immagini:
- sopralluogo a Villanova di Bagnacavallo (Ra), 13 ottobre 2025
- sopralluogo a Bologna, 12 settembre 2025
- sopralluogo a Baiso (Re), 18 giugno 2025
