Lavoro, sviluppo economico, transizione digitale, formazione e talenti
La crescita dell’Emilia-Romagna passa anche e soprattutto dal lavoro: per questo la Regione ha messo in campo interventi per tutelare l’occupazione, sostenere il sistema produttivo e la manifattura, e attrarre talenti e nuove competenze, leve decisive per la competitività del territorio. Tra legge regionale 14/2014 (attrazione investimenti) e legge regionale 2/2023 (attrazione talenti) la dotazione nel triennio sale a quasi 40 milioni di euro. Così come, per sostenere gli investimenti delle Pmi, abbiamo stanziato 25 milioni per un basket bond che mobiliterà risorse per 100 milioni di euro.
La Giunta è stata al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici seguendo tutte le vertenze industriali – quali, a solo titolo di esempio, La Perla, Berco e Yoox - e, allo stesso tempo, ha spinto su innovazione, transizione digitale ed energetica, startup e filiere tecnologiche, rafforzando un sistema che punta su qualità, ricerca e alta specializzazione. Un impegno affiancato dall’ampliamento dei percorsi di formazione professionale e delle alte competenze, per preparare lavoratrici e lavoratori nei settori in trasformazione e generare nuova occupazione qualificata.



La Regione si è attivata sul rafforzamento della Rete Alta Tecnologia e della collaborazione con le Università dell’Emilia-Romagna e sta lavorando a una legge sull’economia sociale.
“Il tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, fatto di piccole, medie e grandi imprese che generano valore, competenze e lavoro di qualità, è il motore della nostra economia. Garantirne la tenuta significa tutelare l’occupazione, i salari, la stabilità delle comunità - spiega il presidente de Pascale -. Oggi siamo chiamati ad agire su più fronti: il calo della produzione industriale che da tempo l’Italia registra, in linea con quanto accade in Germania, colpisce inevitabilmente anche un territorio come il nostro, punta di diamante della manifattura nazionale. Non è un fenomeno imputabile a un solo livello istituzionale: pesano i costi energetici, i dazi generalizzati, l’aumento delle materie prime e un sistema Ets che, così com’è, rischia di penalizzare in modo ingiusto intere filiere, a partire dalla ceramica. Per questo ciascuna istituzione, Regione compresa, deve occupare ogni spazio possibile per contrastare la frenata e sostenere il tessuto produttivo. Servono politiche industriali vere, che oggi non vediamo a livello nazionale ed europeo. In Emilia-Romagna abbiamo scelto di continuare a valorizzare il modello delle piccole e medie imprese con misure concrete: i 50 milioni del bando sulla digitalizzazione già arrivati alle imprese, i 5 milioni per le start up innovative, i 30 milioni per sostenere gli investimenti produttivi finalizzati alla produzione di Tecnologie strategiche per l'Europa. È questa la strada per proteggere la nostra manifattura, rafforzarla e accompagnarla nelle trasformazioni in corso”.
La Regione ha proseguito nel consolidamento della Data Valley, asset strategico per l’attrattività e la competitività del territorio. Il Tecnopolo di Bologna è diventato Dama, la nuova cittadella della scienza che ospita il supercomputer Leonardo, le infrastrutture di ricerca europea e, a breve, il supercomputer dedicato all’intelligenza artificiale. Qui troverà sede anche l’Università dell’Onu sui big data e sul contrasto alla crisi climatica, rafforzando il ruolo dell’Emilia-Romagna come piattaforma internazionale per tecnologie avanzate, ricerca scientifica e formazione di nuove competenze.
Lavoro, sviluppo economico, transizione digitale, formazione e talenti
Con riferimento alla transizione digitale la Regione ha fatto una scelta netta per nuovi investimenti che mirano a realizzare infrastrutture più solide, incrementare la sicurezza, condividere dati e migliorare le competenze. Solo sull’Agenda Digitale sono previsti, nel triennio, 16,9 milioni di euro, a cui si affiancano oltre 21 milioni di accantonamenti per progetti innovativi, con un investimento complessivo che guarda al medio-lungo periodo.
Una parte significativa degli stanziamenti è destinata alla connettività dei territori, in particolare aree montane e interne: reti più resilienti, interventi di ridondanza per garantire continuità dei servizi, nuovi investimenti su copertura della telefonia mobile e del Wi-Fi pubblico. Scelte concrete per ridurre i divari territoriali e assicurare servizi affidabili a cittadine, cittadini, imprese e amministrazioni locali.
Accanto alle infrastrutture, vengono rafforzati anche gli investimenti su competenze e facilitazione digitale, sicurezza informatica, gestione dei dati, intelligenza artificiale e supporto alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, con un ruolo centrale di Lepida SCpA e delle piattaforme regionali condivise.
Sono oramai 42 i tralicci realizzati dalla Regione, attraverso Lepida, per raggiungere aree scoperte da servizi di telefonia mobile. Le scuole connesse in fibra ottica ad 1 Giga sono oggi 2.912, con copertura delle sedi delle scuole secondarie di secondo grado che raggiunge il 97%. Emilia-Romagna WiFi è sempre più pervasivo raggiungendo 12.910 punti di accesso libero, veloce e gratuito, con oltre 400 nuovi punti nel 2025 e 8,3 milioni di utenti unici nell’anno. Anche la Facilitazione Digitale nel 2025 ha visto attivi più di 200 punti in cui sono stati assistiti oltre 80mila cittadine e cittadini.
Sono investimenti che non inseguono l’innovazione, ma la governano: per una Regione più moderna, accessibile e capace di offrire servizi migliori, ovunque si viva.
Nelle immagini:
- il presidente de Pascale e l'assessore Paglia all'incontro convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy per la Vertenza Yoox (2 ottobre 2025)
- il vicepresidente Vincenzo Colla alla costituzione a Dama Tecnopolo dell’Istituto per l’Intelligenza Artificiale dell’Università delle Nazioni Unite (UNU-AI) (12 dicembre 2025)
- l'assessora all’Agenda digitale Elena Mazzoni all'evento conclusivo del progetto per far incontrare giovani universitari con le imprese della rete Ifab, la Fondazione per lo sviluppo dei Big data e l’intelligenza artificiale (14 maggio 2025)
