Agricoltura e agroalimentare
Agricoltura e agroalimentare restano uno dei motori dell’Emilia-Romagna e un presidio fondamentale per i territori rurali. Nel 2025 la Regione ha sostenuto aziende e filiere colpite dalle emergenze climatiche, rafforzato gli strumenti per la gestione del rischio e accelerato gli investimenti del Programma di sviluppo rurale, con interventi su innovazione, digitalizzazione, benessere animale e sostenibilità delle produzioni.
Un capitolo centrale ha riguardato il Piano Marshall dell’acqua, con oltre 1,2 miliardi di euro destinati a nuove infrastrutture irrigue, invasi, reti di distribuzione e opere idrauliche strategiche per garantire sicurezza, disponibilità della risorsa e continuità produttiva.
Proseguono inoltre gli interventi per la promozione della qualità delle produzioni Dop e Igp nei mercati nazionali e internazionali, il sostegno alle imprese agricole, a partire dai giovani, la promozione dell’agricoltura sociale e il rafforzamento delle filiere corte e dei mercati locali, a beneficio delle comunità e dei sistemi rurali.
Il 2025 ha segnato anche il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco: una decisione che non riguarda solo il cibo, ma il modo in cui le comunità italiane vivono, trasmettono e raccontano la propria identità. Un traguardo nel quale l’Emilia-Romagna è protagonista, grazie alle sue 44 Dop e Igp, ai produttori che ne custodiscono la storia e alla rete di istituzioni culturali che valorizzano questo patrimonio, tra cui Casa Artusi, che da Forlimpopoli porta nel mondo l’eredità di Pellegrino Artusi e ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del dossier nazionale.
Il numero delle produzioni certificate è destinato a crescere: è infatti in fase avanzata l’iter per il riconoscimento dell’erbazzone reggiano, simbolo della tradizione culinaria di Reggio Emilia, sostenuto dall’associazione dei produttori, dagli enti locali e dalla Regione. Una torta salata semplice e identitaria, fatta di pasta non lievitata, bietole o spinaci e Parmigiano Reggiano Dop, che dalle cucine familiari è entrata a pieno titolo nel patrimonio culturale del territorio.



Il comparto delle indicazioni geografiche rappresenta un pilastro dell’economia regionale che vale 3,9 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi generati dal cibo certificato e 455 milioni dai vini. È un sistema produttivo che garantisce lavoro, qualità e presidio sociale nelle aree rurali, dove operano circa 53mila imprese agricole e agroalimentari, di cui 4.500 nel settore industriale. Per valorizzare questi prodotti e rafforzarne la presenza sui mercati internazionali e nazionali, la Regione ha investito 25 milioni di euro nel biennio 2025-2026, sostenendo la promozione dei vini certificati nei Paesi extra UE, quella dei prodotti Dop e Igp all’interno dell’Unione europea e le iniziative nazionali legate a fiere, manifestazioni e attività dirette sui territori. Parallelamente sono state garantite risorse per assicurare liquidità e stabilità alle imprese agricole: 215 milioni di euro di anticipi Pac già erogati a oltre 36mila aziende, 18 milioni dal Fondo europeo agricolo di garanzia destinati a 5.700 imprese e 56 milioni previsti nel Bilancio 2026 per innovazione, benessere animale, distretti del biologico e filiere di qualità. Si tratta di un insieme organico di interventi che mette al centro la tenuta economica delle imprese agricole, la sostenibilità delle produzioni e la promozione dell’identità enogastronomica regionale, riconoscendone il valore culturale e il ruolo strategico per le comunità e i territori.
Agricoltura e agroalimentare
Nelle immagini:
- firma del Protocollo d'Intesa tra Regione e Fondazione Casa Artusi, con gli assessori all'Agricoltura, Alessio Mammi, al Turismo, Roberta Frisoni e alla Cultura, Gessica Allegni (15 dicembre 2025)
- inaugurazione della nuova sede del Nucleo di premoltiplicazione viticola dell’Emilia-Romagna (24 ottobre 2025)
- firma del Protocollo d’intesa per promuovere e valorizzare il patrimonio enogastronomico e agroalimentare regionale di qualità nelle principali fiere in Italia e all’estero, tra Regione e BolognaFiere (6 novembre 2025)
