La Regione e la sua storia

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La testimonianza di oggi dei presidenti della Regione Emilia-Romagna, i ricordi, i provvedimenti e le decisioni di cui vanno orgogliosi

AUDIO - L'incontro con un disabile segnò la mia vita

Pier Luigi Bersani: Sono fiero di non aver mai lasciato le cose come le ho trovate. La cosa più forte che ricordo sono le parole di un disabile: mi hanno cambiato la vita e hanno impresso una svolta nelle mie scelte politiche. Le Regioni hanno saputo imprimere una svolta nelle politiche sanitarie, in agricoltura, nella gestione del territorio.

AUDIO - Penso all'entusiasmo di quegli anni nel sistema sanitario

Lanfranco Turci: Posso dire di aver costruito qualcosa di nuovo, la mia presidenza ha segnato l'avvio del sistema sanitario regionale, quando penso a quegli anni ricordo l'entusiasmo dei giovani operatori sanitari, medici e infermieri pieni di voglia di fare e di ideali. Il ricordo più drammatico è quello della strage del 2 agosto.

AUDIO - Sergio Cavina nel ricordo di Dante Stefani

Dante Stefani: Un uomo fuori dal comune, con una grande capacità di ascoltare. Era un punto di riferimento e di confronto con le altre forze politiche. Aveva un grande legame con Guido Fanti. Da presidente ha lasciato un segno indelebile nella costruzione della Regione e del suo programma. Quando venne a mancare ci sembrò impossibile sostituirlo.

AUDIO - Una legge importante fu approvata dopo aspre polemiche, quella per il diritto allo studio

Antonio La Forgia: Da presidente ebbi l'intuizione di dar vita alla Regione Globale per lavorare a una visione dello sviluppo dell'Emilia Romagna. Ricordo l'aspra discussione che portò poi all'approvazione della legge sul diritto allo studio. Vado fiero più di tutto per la fondazione dell'Istituto del lavoro, l'obiettivo era ambizioso: essere un luogo dove i soggetti dell'impresa dessero vita a innovative relazioni industriali.

AUDIO - Vado fiero della legge sugli asili nido e del piano paesistico

Luciano Guerzoni: Sono orgoglioso di due leggi: quella sulle scuole per l'infanzia, diventate vere e proprie agenzie educative, e quella per il piano paesistico, per la tutela del territorio, ebbi grande soddisfazione quando la Corte Costituzionale respinse il ricorso del Governo contro il piano

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pubblicato il 2016/05/13 09:40:12 GMT+2 ultima modifica 2016-05-13T11:40:00+02:00

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