All’indomani di una lunga crisi economica internazionale, il Patto sottoscritto nel 2015 indicava come priorità assoluta il Lavoro. Il Patto sottoscritto nel 2020, quando ancora imperversava la pandemia, individuava come pilastri della propria strategia lo sviluppo sostenibile: il Lavoro e il Clima. Il nuovo Patto conferma queste priorità. L’obiettivo rimane generare sviluppo sostenibile, lavoro di qualità e imprese di qualità, accompagnare la transizione ecologica e contrastare le disuguaglianze attraverso un attento lavoro di ricucitura tra centri e periferie, tra territori di pianura e montagna, tra persone, generi e generazioni quale precondizione per lo sviluppo e la coesione dell’Emilia-Romagna, investendo in un’economia che metta al centro la comunità.

È il Patto per il lavoro, per il clima e l’economia sociale che, dopo un lungo e proficuo confronto con le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, aggiorna il progetto di futuro dell’Emilia-Romagna a quanto è accaduto e sta accadendo a livello locale e globale. In particolare, la necessità divenuta improrogabile di tutelare la sanità pubblica come garanzia democratica di tutela della salute, diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Le conseguenze della crisi climatica e, dunque, l’urgenza di investire nella sicurezza del territorio. L’instabilità economica e occupazionale, derivante dai conflitti in corso e dalle trasformazioni dello scenario internazionale, aggravata dai dazi e dal rapido aumento dei costi dell’energia, che richiede un impegno comune per la competitività delle filiere produttive territoriali. L’’inflazione che ha impoverito una parte del ceto medio, mettendo troppe persone in difficoltà nell’accesso ai beni primari, in primis la casa.  La demografia, che in Emilia- Romagna registra una dinamica positiva solo grazie alla capacità attrattiva del territorio che bilancia ormai da diversi anni un saldo naturale strutturalmente negativo.

Insieme, con cura.

Sfide complesse che hanno reso necessario definire un nuovo Patto che guardi all’intera società regionale per comprenderne i nuovi bisogni, interpretarne le aspettative e soddisfarne le ambizioni.  Un Patto per l’Emilia-Romagna, da realizzare insieme, con cura. Cura delle persone e dei loro diritti, a partire dalla salute, dal lavoro e dalla casa. Cura del territorio e dell’ambiente. Cura delle istituzioni, del capitale sociale e di quello produttivo. Cura degli anziani e delle nuove generazioni che vogliamo sempre più protagoniste perché guardiamo a loro non solo come al futuro della società, ma come al suo presente.

Fare sintesi per il bene comune

Il Patto si fonda sulla qualità delle relazioni tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali; sul reciproco riconoscimento del ruolo che ciascuno dei soggetti firmatari svolge nella società; sulla condivisione di obiettivi strategici e la conseguente assunzione di responsabilità.

Affermando un modello avanzato di concertazione che, ancora oggi, rappresenta un unicum a livello nazionale, Regione, istituzioni locali e rappresentanze economiche e sociali in questi anni, a più riprese, hanno condiviso un progetto per il futuro del territorio e, a fronte di una comune assunzione di responsabilità, si sono confrontati progressivamente sulle scelte più concrete da intraprendere per realizzarlo, facendo dialogare interessi diversi, talvolta contrapposti, nella ricerca del bene comune.

In un tempo segnato dalla complessità, tale esperienza ha mostrato innegabili punti di forza, riaffermando il valore dei corpi intermedi come antidoto alla frammentazione sociale. La Regione ha scelto di rafforzarla, confermando il ruolo del Patto non come mero documento programmatico, ma come sede operativa di indirizzo, verifica e co-progettazione delle politiche, ispirata ai principi del partenariato europeo.

Crescere

Crescere cittadine e cittadini liberi, consapevoli di sé e della realtà circostante, capaci di comprendere la complessità, agire in comunità aperte, innovative e solidali, realizzare un proprio progetto di vita e di lavoro, governando il cambiamento.  

Stare bene insieme

Garantire a tutte e tutti i diritti fondamentali e parità di accesso ai beni pubblici, contrastando le disuguaglianze territoriali, economiche, sociali, di genere e generazionali che indeboliscono la coesione e ostacolano lo sviluppo equo e sostenibile della comunità regionale.

Generare lavoro e sviluppo di qualità

Progettare una regione aperta e dinamica che, nella nuova globalizzazione, sostiene le vocazioni territoriali, investe in sostenibilità, competenze e innovazione, incorpora nuovo valore nella manifattura, nei servizi e nelle attività professionali, genera nuove imprese e nuovo lavoro, attrae imprese e talenti e professionalità.

Essere sostenibili

Obiettivo è accelerare la transizione ecologica per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e produrre entro il 2035 energia da fonte rinnovabile pari al 100% dei consumi elettrici, coniugando produttività, equità e sostenibilità.

Parità di genere

Contrastare le discriminazioni di genere per liberare la società da stereotipi e  pregiudizi che ne limitano uno sviluppo pieno e dignitoso

Agenda digitale

Realizzare una trasformazione digitale diffusa, inclusiva e sostenibile, condividendo una strategia integrata che tenga insieme infrastrutture, servizi, competenze e sicurezza, a beneficio di cittadine, cittadini, comunità e imprese.

Legalità e la sicurezza

Promuovere la legalità, valore fondativo identitario della nostra società e garanzia di qualità sociale ed ambientale

Semplificazione e Riordino istituzionale.

Rafforzare e qualificare la Pubblica amministrazione e semplificare i processi per aumentare la competitività e tutelare ambiente e lavoro nella legalità

Partecipazione

Un nuovo protagonismo delle comunità e delle città, motori di innovazione e sviluppo, nella concreta gestione delle strategie del Patto

Focus


Ricostruzione

Il Patto ne ricapitola e condivide  gli obiettivi prioritari, definendola un’impresa collettiva che necessita di ascoltare e coinvolgere le cittadine e i cittadini; fare sistema come istituzioni; collaborare, garantendo legalità e sicurezza; condividere le priorità accompagnando le scelte anche complesse  da assumere in una logica di comunità; valorizzare il patrimonio di competenze, innovazione e tecnologie maturate dalle istituzioni formative e di ricerca e dal tessuto di imprese specializzate e professionisti che operano sul nostro territorio, costruendo una filiera integrata di Formazione per la Sicurezza del Territorio.  

Economia sociale

In uno scenario di crescente disuguaglianza, il Patto identifica nell'economia sociale uno dei pilastri strategici per raggiungere gli obiettivi condivisi, rigenerando coesione, attivando capitale sociale e rafforzando la competitività regionale. Per farlo occorre individuare e trasformare i bisogni sociali in sfide comuni, condividendo una Strategia Regionale per l'Economia Sociale e una legge regionale, da elaborare con il contributo dei firmatari, che posizioneranno l’'Emilia-Romagna come polo di eccellenza nazionale ed europeo in materia.

Gli aderenti al Patto

Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale dell’Emilia-Romagna