Introduzione
Con l’approvazione di una Raccomandazione, venerdì 29 maggio scorso, l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha richiamato all’attenzione del sistema sanitario sulla presenza del caregiver durante il ricovero e l’accesso alle prestazioni sanitarie delle persone con disabilità.
Ministero della Salute, Conferenza Stato-Regioni, Regioni, Province autonome, Aziende sanitarie, Aziende ospedaliere, IRCCS e le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate debbono impegnarsi nell’adottare criteri uniformi, chiari e non discriminatori, superando l’errata assimilazione del caregiver a un semplice visitatore ancora presente in regolamenti o prassi interne.
La Raccomandazione afferma il principio che «le persone con disabilità […] possono presentare bisogni assistenziali, relazionali, comunicativi, cognitivi e comportamentali tali da rendere necessaria, anche in ambito ospedaliero e sanitario, la presenza continuativa della persona di riferimento che ordinariamente presta supporto e assistenza» e che, quindi, «la presenza del caregiver familiare non costituisce, in tali situazioni, una mera vicinanza affettiva o una semplice forma di sostegno morale, ma rappresenta un elemento essenziale per rendere concretamente possibile l’accesso alle cure, l’effettiva comprensione dei bisogni della persona, la corretta trasmissione delle informazioni cliniche rilevanti, nonché la tenuta relazionale e comportamentale in contesti di particolare vulnerabilità»
Quando la presenza del caregiver è necessaria in relazione ai bisogni assistenziali, comunicativi, cognitivi, comportamentali o relazionali della persona con disabilità, essa costituisce una misura di accomodamento ragionevole e può rappresentare una condizione essenziale per rendere effettivo il diritto alla salute.
L’Autorità evidenzia che la presenza del caregiver non deve essere riconosciuta soltanto nei casi di non autosufficienza fisica o sanitaria, ma anche «quando necessaria in relazione alle concrete condizioni assistenziali, comunicative, cognitive, comportamentali o relazionali della persona, costituisce una misura di accomodamento ragionevole.
Viene richiamata inoltre anche l’importanza della European Disability Card quale strumento di semplificazione amministrativa, omogeneità territoriale e immediata riconoscibilità del bisogno.
Ultimo aggiornamento: 29-06-2026, 10:19
