L'isola che c'è

Vista da vicino del 6 febbraio 2012

Il mondo dei servizi per la prima infanzia è al centro di questa puntata di "Vista da Vicino", il magazine dedicato ai fatti, alle politiche ed agli eventi della Regione Emilia Romagna. La trasmissione approfondisce la strategia della Regione, decisa a mantenere il primato di qualità che detiene in Italia, anche di fronte alle difficoltà dovute all'attuale crisi e alle manovre economiche varate tra il 2010 e l'estate 2011 dal passato governo, con la scomparsa pressoché totale dei fondi nazionali dedicati Flessibilità è la parola d'ordine, nel tentativo di creare strutture e situazioni elastiche e sostenibili, capaci di rispondere ai cambiamenti della società ed alle nuove esigenze dei cittadini, con realtà anche di dimensioni ridotte, magari aziendali, mettendo insieme pubblico e privato, ottimizzando le risorse, con il controllo di qualità delle istituzioni. Le telecamere entrano nell'asilo aziendale Filonido di Bologna, da poco inaugurato ed improntato proprio a principi di costruzione e di gestione all'insegna della flessibilità. Di Ermanno Muolo

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Un 'intera sala piena di adulti e si parla di bambini. A Bologna si fa il punto sui servizi per la prima infanzia. Ci sono tutti: educatori, amministratori, sociologi, psicologi, pedagogisti; capiamo immediatamente il perchè grazie agli esperti: i servizi per la prima infanzia sono alla base del benessere di una società, quando funzionano bene garantiscono le migliori opportunità educative in un momento cruciale della vita, consentono alle donne di accedere al lavoro o di proseguirlo ed alle famiglie di trovare il primo fondamentale momento di incontro, di uscita dal proprio ristretto nucleo. Sono dunque un fattore fondamentale di sviluppo sociale ed economico. Una buona notizia: la regione Emilia-Romagna è al numero uno in Italia nel numero di posti offerti nei servizi educativi per la prima infanzia. Una cattiva notizia: sul sistema regionale gravano pesantemente le manovre economiche varate tra il 2010 e l'estate 2011 dal passato governo, con la scomparsa pressoché totale dei fondi nazionali dedicati. Il senso dell'incontro di oggi è quindi anche quello di capire come fare a mantenere il livello qualitativo raggiunto nonostante la diminuzione delle risorse.

Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali Regione Emilia-Romagna
Abbiamo questo problema grandissimo che è questa ricerca di una possibile sostenibilità, di un'altra sostenibilità, rispetto al passato: è vero noi abbiamo fatto tutto questo perchè ci siamo permessi il lusso della qualità. Voglio essere brutalmente onesta: non so come faremo, perchè gli strumenti del passato non li abbiamo più, però so che noi comunque non ci lasceremo sopraffare dall'ansia ma produrremo ancora la proposta; quale? La migliore possibile.

Daniela del Boca, Università di Torino
Ci vogliono molte risorse, però ci vogliono anche molte risorse umane e l'Emilia-Romagna ha questo: ha la fantasia e la creatività per fare questo e quindi ci vogliono anche delle sfide sui trade-off tra risorse monetarie e risorse umane.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Ci viene spiegato che questa giornata è il culmine di un lungo percorse dedicato a conoscere sul campo la realtà dei servizi regionali per l'infanzia, per ripensarli a 10 anni dall'ultima legge in materia.

Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali Regione Emilia-Romagna
Noi vogliamo lavorare sulla normativa rispondendo a dei criteri di flessibilità, quindi dove ci sono le strutture presenti rendendole più flessibili, nei piccoli territori dove c'è bisogno che ci siano più strutture fare in modo che ci siano delle gestioni condivise e in più riuscire ad essere in grado di dare delle risposte anche per piccoli gruppi, per piccoli numeri, per bisogni diversificati e poi dare risposte anche vicino ai luoghi di lavoro, cioè connettere l'intervento vicino alle famiglie, vicino al lavoro, insomma un intervento molto diffuso e territoriale.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Flessibilità, dunque, ed una regione capace non solo di erogare i servizi ma anche di gestire e coordinare esperienze esterne.

Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali Regione Emilia-Romagna
Comunque il sistema deve restare unico; cioè: al centro del sistema c'è l'ente locale che ha la responsabilità e la titolarietà del servizio che è in grado anche magari di gestire parte del servizio ma di promuovere e coordinare tutte le altre risposte.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Insomma l'idea è quella di creare strutture e situazioni flessibili e sostenibili, capaci di rispondere ai cambiamenti della società ed alle nuove esigenze dei cittadini, con realtà anche di dimensioni ridotte, magari aziendali, mettendo insieme pubblico e privato, ottimizzando le risorse, con il controllo di qualità delle istituzioni. E' possibile? Andiamo a visitare Filonido per scoprirlo.

Cristiana Gattai, coordinatrice pedagogica Filonido
Sostenibilità perchè è un nido che ha delle caratteristiche ecologiche, compatibili, biologiche, dal pannolino ecologico al cibo per i bambini biologico e tutta una serie di elementi assolutamente naturali: il legno, il giardino. Flessibilità sia nei confronti delle famiglie, dei bambini e dei genitori ma soprattutto nell'accoglienza di quelle che sono le esigenze dei bambini. E' importante che i bambini possano conoscere tutto l'ambiente del nido, lo possano sfruttare e lo possano abitare con i loro interessi e le loro peculiarità. Altro elemento importante è essere flessibili rispetto a quelli che sono gli orari di apertura e di chiusura del nido, anche perchè la struttura ce lo consente: queste porte scorrevoli che si aprono e si chiudono al bisogno possono consentirci di accogliere più bambini alla volta, anche di diverse fasce di età. A questo nido possono accedere tutti i bambini che fanno parte della graduatorie del nido comunale e poi hanno concorso fortemente la regione Emilia-Romagna e così Hera, così Unipol, così la Lega delle Cooperative. Ognuna di queste aziende ha dei bambini che frequentano il nido. Il nido non ha ancora la copertura di tutti i posti e quindi abbiamo anche dei bambini che hanno potuto accedere come utenti privati.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
La regione parte da un primato di qualità nei servizi per l'infanzia ma ripensa il proprio ruolo e cambia se stessa per affrontare le nuove sfide che la società propone. Per farlo deve riuscire in ciò che i bambini già fanno naturalmente: guardare dritto in faccia alla realtà e vederla come un sogno realizzabile.

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pubblicato il 2012/02/06 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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