La sanità risanata

Vista da vicino del 10 giugno 2013

Anno: 2013

Lo stato della sanità in Emilia-Romagna ad un anno dal terremoto.
Un viaggio nei territori colpiti dal sisma per mostrare in che modo sia stata garantita la continuità assistenziale e dei servizi sanitari anche nel periodo dell'immediata emergenza e di come stiano procedendo i lavori di ripristino e innovazione nelle strutture più colpite.
La parola d'ordine sul territorio è stata di costruire come prima e meglio di prima, facendo diventare il sisma uno stimolo a migliorare la situazione non solo dal punto di vista della sicurezza sismica, ma anche da quello organizzativo, delle strutture e delle tecnologie.
Il video ci mostra la situazione negli ospedali più colpiti, quelli di Mirandola e Carpi, gli interventi nel Policlinico di Modena e nell'ex Ospedale di Finale Emilia e la nascita della Casa della Salute a Crevalcore.

Trascrizione

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Come sta l'emilia romagna ad un anno dal terremoto?
Quando c'è la salute c'è tutto, si dice, e allora lo stato della sanità, la funzionalità dei servizi sanitario assistenziali è il primo indicatore del grado di benessere di una comunità.
Innanzitutto in nessun momento, nemmeno nella drammaticità della prima emergenza, il sistema sanitario ha subito interruzioni, riuscendo a garantire l'assistenza e la cura in tutti gli otto distretti coinvolti.
I costi del sisma nel territorio modenese, considerando i danni agli immobili, la necessità di investire nel ripristino delle tecnologie, e le spese per la gestione dell'emergenza, ammontano a 53 milioni e 825 mila euro.
Tre diverse ordinanze del Commissario delegato per il terremoto hanno garantito 27 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 7.5 milioni di rimborsi assicurativi e quasi 9 milioni di donazioni, oltre a 1 milione e 896 mila euro frutto dell'incasso del Concerto per l'Emilia al Dall'Ara di Bologna. Andando sul territorio ci si accorge che non si è pensato solo a ripristinare ciò che esisteva: visto che si doveva ricostruire, si è scelto di migliorare.
A Mirandola la maggior parte dei servizi garantiti dall'ospedale sono stati progressivamente riattivati. In totale i posti letto nuovamente a disposizione sono 130. Oltre a lavori di ripristino e consolidamento sismico, sono in atto migliorie per l'attività di day surgery e per il blocco operatorio ed è in cantiere la ristrutturazione del vecchio Pronto Soccorso, un intervento che da solo vale 1 milione e 400mila euro.
A Carpi è stato riattivato il reparto di Ostetricia e ginecologia e a fine maggio sono state inaugurate 4 nuove sale operatorie, migliorate sotto il profilo strutturale e della qualità assistenziale che si sono aggiunte alle sei originali, già tornate in piena funzione.
Riattivata anche la Rianimazione e la Terapia Intensiva, con tecnologie avanzate, ed è in cantiere la ristrutturazione del vecchio pronto soccorso. Interventi di consolidamento e sicurezza sismica vengono effettuati nel policlinico di Modena dove è prevista la costruzione di un nuovo fabbricato per il dipartimento materno infantile.
Da segnalare poi la nuova casa della salute che sta nascendo nel vecchio Ospedale di Finale Emilia, con il primo nucleo già inaugurato e i lavori del secondo che partiranno entro l'anno.
E così il terremoto, invece che una condanna è diventato uno stimolo a costruire una nuova sanità.

Mariella Martini – Direttore Generale Ausl di Modena
Tornare come prima e meglio di prima è davvero uno slogan che sintetizza ciò che abbiamo fatto e ciò che siamo ancora impegnati a fare. La ricostruzione ci consente di avere strutture, edifici più solidi e anche più funzionali e più gradevoli, tecnologie nuove. Ci consente anche però di fare tesoro di un'esperienza straordinaria di collaborazione tra medici, infermieri dell'ospedale, medici di medicina generale e altri operatori del territorio e far si che questa modalità di forte cooperazione si traduca in una risposta migliore ai problemi di salute dei cittadini anche nella fase di ordinarietà che speriamo sia il nostro futuro a lungo termine.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Lo spirito di gruppo e la volontà di fare meglio di prima è ben visibile a Crevalcore.
Danneggiato l'edificio che ospitava i servizi sanitari, è stata anticipata in una struttura temporanea la realizzazione della Casa della salute, il futuro della sanità integrata.

Francesco Ripa di Meana – Direttore Generale Ausl di Bologna
Trovammo all'interno del campo un locale che era una discoteca, forse lo è ancora, e tutti gli operatori che lavoravano in questo territorio, improvvisamente in una grande sala divisa solo da lenzuoli si parlavano e chiedevano: “questo paziente, me lo vedi, per favore...” Possiamo dire che in quel momento la rottura delle pareti, la rottura della struttura, il terremoto stesso fu un'occasione per noi di ripensare il nostro modo di lavorare che continuava ad essere separato.

Fausto Trevisani – Direttore Distretto Committenza e Garanzia Pianura Ovest Ausl Bologna
Questo luogo non è più meramente un poliambulatorio, ovvero una somma di servizi come poteva essere storicamente in questo territorio, ma è casa della salute. Il cittadino non trova una serie di servizi frammentati ma può soddisfare alcuni bisogni senza magari recarsi in altre strutture in maniera disordinata

Francesco Ripa di Meana – Direttore Generale Ausl di Bologna
E al contempo abbiamo già iniziato i lavori di consolidamento della vecchia struttura e speriamo di rientrarci con uno spirito completamente nuovo che sta contagiando tutta la provincia. Quindi, da terremoto, da Crevalcore abbiamo imparato un sacco di cose per migliorare i servizi per il cittadino.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Si sta dunque lavorando per far sì che nelle zone colpite la sanità non solo funzioni bene, ma sia migliorata nella sicurezza, nei servizi e nelle tecnologie, e migliorata nella collaborazione tra tutti e nell'attenzione ai pazienti.
Come sta dunque l'Emilia, ad un anno dal terremoto?
Meglio.

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