Semplificazione

Riordino istituzionale

Rendere più semplici le strutture di governo, aumentare il grado di efficienza nella gestione dei servizi e la competitività del nostro territorio attraverso nuove e sempre più ambiziose sinergie fra le sue componenti istituzionali.

Cosa fa la Regione

La legge 7 aprile 2014, n. 56, proietta il sistema di governo locale in una prospettiva di profondo ripensamento. Fedele alla sua tradizione istituzionale, la Regione Emilia-Romagna ha scelto di accogliere questa sfida ponendosi al di là di un'ottica di mero adeguamento legislativo per proporre, quale esito di un proficuo dialogo con tutti i soggetti istituzionali del territorio, una rinnovata visione strategica del proprio ruolo di baricentro del governo territoriale.

In questo senso, con l'approvazione della legge regionale 30 luglio 2015, n. 13, la Regione pone le premesse per realizzare un nuovo modello di governo territoriale fondato sull'istituzione di enti di area vasta, in sostituzione delle attuali province, chiamati però a gestire attribuzioni di impatto sovra-provinciale.

È in tale contesto che dovrà emergere il ruolo strategico della Città metropolitana di Bologna, riferito non solo all’area metropolitana bolognese, ma all’intero territorio regionale (la città metropolitana intesa come hub dell'Emilia-Romagna). Nell'analoga prospettiva di complessivo efficientamento, la legge 13 incentiva le fusioni di comuni per ridurne ulteriormente il numero e razionalizzare l'impiego di risorse pubbliche, valorizzando al contempo anche le loro unioni come vero e proprio perno dell’organizzazione dei servizi di prossimità al cittadino.

La legge 13 individua inoltre nuovi e più appropriati modelli organizzativi a servizio delle amministrazioni territoriali, dei cittadini e delle imprese. Si tratta delle nuove Agenzie e cioè di quei “centri di competenza” e di coordinamento tra amministrazioni che devono assicurare un esercizio integrato e unitario di funzioni disarticolate su distinti livelli di governo.

L'obiettivo è realizzare una incisiva semplificazione dei sistemi di gestione dell'attività amministrativa in grado di generare sempre maggiori economie di scala, attraverso la razionalizzazione delle competenze e delle sottostanti strutture organizzative, e di assicurare una stabile integrazione tra distinte entità di governo. Questo nell'intento di incrementare la certezza, la qualità e le garanzie nell'offerta dei servizi e nell'erogazione delle prestazioni pubbliche.

Il processo di riordino promosso dalla legge regionale 13 del 2015 non è circoscritto infatti ai soli profili istituzionali della macchina amministrativa, ma è preordinato ad una revisione delle regole procedurali che i nuovi enti titolari dovranno osservare nell'esercizio delle loro attribuzioni e delle loro prerogative istituzionali. In questo modo la semplificazione istituzionale andrà di pari passo con la semplificazione delle attività procedimentali.

Anche a tale scopo, la legge 13 prevede, oltre alla possibilità di istituire uffici comuni fra tutti i soggetti istituzionali operanti nel territorio regionale, la facoltà di definire piattaforme straordinarie per la messa a punto di interventi di semplificazione mirati a garantire alle imprese spazi di flessibilità burocratica più ampi rispetto a quelli definiti dalle regole standard.

Anticipando i tempi previsti dalla “circolare Madia” (1/2015), la Regione si è impegnata a garantire una collocazione certa del personale interessato dal processo di riordino entro la fine del 2015.

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Pubblicato il 12/01/2016 — ultima modifica 01/06/2016
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