Il Verdi "terra terra"

Vista da vicino del 9 dicembre 2013

Anno: 2013

Chi era Giuseppe Verdi? Un agricoltore e un contadino.
E' un lato inedito, ma non meno affascinante del grande Maestro di Busseto quello che emerge nella nuova puntata di Vista da Vicino.
Attraverso testimonianze e un viaggio nei luoghi della vita verdiana, scopriamo che la passione per la terra assorbì Verdi al punto da fargli scordare per dieci anni la musica e lo portò ad essere possidente terriero, studioso di agricoltura e metodi agricoli. Un vero innovatore che pensava anche ad assicurare lavoro alla popolazione.
Verdi era anche gastronomo e amante della cucina, esportava prodotti e ricette emiliane nel mondo. Tutto questo lo raccontano i quattro incontri "Note di Agricoltura" organizzati dalla Regione, che ha anche contribuito alla realizzazione di uno spettacolo teatrale.

Trascrizione

Angelo Dotti – Presidente Comitato Roncole Verdi
Qui ci vorrebbero meno musicisti, meno avvocati, ma ci vogliono più agricoltori

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
La frase di suo è già forte, ma ancora di più se a dirla è stato Giuseppe Verdi.
E se poi si scopre che per quasi 10 anni Verdi ha smesso di fare il musicista per fare il contadino, allora vale proprio la pena di approfondire. Il primo podere, poi Villa Sant'Agata e una passione che diventa sempre più grande, e che in una nazione sfinita e povera dopo l'unità d'Italia ha anche forti motivazioni sociali

Angelo Dotti – Presidente Comitato Roncole Verdi
Fa una scelta anche economica. Io, dice, voglio investire, faccio anche delle cose nei miei poderi ma non perché mi renderanno di più ma perché creo lavoro. E questa gente rimarrà qui a lavorare non andrà fuori, queste giovani braccia. E diventa ingegnere, architetto, idraulico, cioè lui comincia a trasformare queste zone.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
Verdi agricoltore dunque, contadino e investitore terriero con un fortissimo legame nei confronti della terra, della sua terra in particolare.

Massimo Spigaroli – Chef Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR)
Era un personaggio che girava tutto il mondo di allora, quello visitabile, e lui prendeva. Fa un po' come faccio un po' io e come facciamo tutti noi: vai, vedi una cosa e dopo l'adegui al tuo territorio. Il cuoco doveva fare le ricette che lui aveva assaggiato. Aveva assaggiato una crema, un consommè in francia, a Parigi la faceva qui, però se era una crema di asparagi, gli asparagi erano quelli dell'orto, la crema era quella del latte delle sue mucche. E così un po' tutta la cucina di verdi è fatta in questo modo. Una mentalità di raffinatezza estrema e poi invece arrivano ad identificare, ad alleggerire e a far diventare più importante quella che era una base di cucina, di prodotto di altissimo livello. Penso che questo sia l'immagine di quella che è stata la cucina di Verdi: una buona mediazione fra il prodotto e l'innovazione che veniva dalle sue esperienze dell'estero.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
Verdi portava nel mondo l'emilianità, e al tempo stesso portava il mondo in Emilia.

Ilaria Dioli – Università Sacro Cuore Piacenza
C'è un termine che oggi viene molto utilizzato e forse addirittura abusato che è il termine “glocal” che di fatto combina questa dimensione locale, quindi la valorizzazione di determinate eccellenze, sia in senso materiale che immateriale, ma con una prospettiva internazionale. Era in assoluto un cittadino del mondo, una persona che era abituata a vivere nei più grandi hotel e avere veramente una frequentazione internazionale quindi questa dimensione molto importante che però lo riportava sempre qui. C'è un radicamento per la sua terra, per i suoi luoghi, per i suoi possedimenti, per i suoi prodotti realmente molto forte. Oggi potremmo definirlo un ambasciatore dei prodotti delle sue terre, un testimonial delle sue terre.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
Ne emerge un Verdi inedito, e la regione è andata alla sua scoperta organizzando un ciclo di conferenze, chiamate “note di agricoltura” e contribuendo alla creazione di uno spettacolo teatrale che racconta questi tratti del maestro , insieme a Terre Traverse, associazione di aziende agricole che dimostra che cultura e agricoltura possono andare d'accordo.

Franco Sprega – Casa della Memoria Fiorenzuola D'Arda (PC)
Verdi è un grande imprenditore agricolo. Noi ci siamo messi in testa di lavorare su questa figura, su questa caratteristica, attraverso una serie di eventi che si sono snodati in questi due anni. Pensiamo che una delle cose che abbiamo messo in campo fino ad oggi è uno spettacolo teatrale che è proprio “Verdi Agricoltore” tra l'altro fatto in collaborazione e grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna Assessorato all'Agricoltura che ci ha permesso di focalizzare l'attenzione su Verdi uomo dell'agricoltura appunto, tra la via Emilia e il Po, dove aveva i suoi poderi fino a circa 1200 ettari. Pensiamo che questa sia una figura capace di dare un'identità a questo territorio, una figura anche spendibile, per esempio spendibile anche in previsione di Expo.

Tiberio Rabboni – Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna
Abbiamo scoperto un Giuseppe Verdi per molti inedito, un Giuseppe Verdi grande agricoltore dell'Emilia-Romagna, grande cultore delle produzioni tipiche e delle eccellenze agro-alimentari. La musica, Verdi, è una cifra che il mondo ci riconosce e che noi vogliamo proporre in abbinamento con un'altra cifra altrettanto importante di questa regione: la sua agricoltura, i suoi prodotti agro-alimentari.

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pubblicato il 2013/12/09 00:00:00 GMT+1 ultima modifica 2018-03-15T17:00:15+01:00

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