Il Distretto Necessario

Vista da vicino del 19 agosto 2014

Anno: 2014

Riqualificare e rilanciare l’offerta turistica della costa emiliano-romagnola superando ogni logica di campanile e lavorando come un unico grande territorio. E' questo lo scopo del Distretto turistico balneare appena sorto in Emilia-Romagna, con l'accordo di 14 comuni costieri in cui d'ora in avanti tutti gli operatori, gli albergatori e le istituzioni lavoreranno di concerto in un sistema che prevede innanzitutto un regime di semplificazione burocratica, ma anche interventi in tema di fiscalità e accesso al credito. Il “Distretto turistico e balneare della costa emiliano-romagnola” comprende 14 comuni costieri: Goro, Codigoro, Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Gatteo, Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli, Bellaria Igea-Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica.

Trascrizione

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Tutti insieme per essere più leggeri. Sembra un controsenso e invece è proprio l'obiettivo dichiarato del neonato distretto turistico a burocrazia zero sulla costa emiliano romagnola. Il peso a cui si fa riferimento è infatti proprio quello della burocrazia che per il settore turistico ancora più che per altri è una vera e propria zavorra, freno e rallentamento per sviluppo e rilancio dell'offerta ai visitatori. Ma di cosa esattamente parliamo? Il “Distretto turistico e balneare della costa emiliano romagnola” comprende 14 comuni costieri. Le potenzialità della zona si riassumono in pochi numeri: 40 milioni di presenze annuali possibili grazie alla grande offerta ricettiva. 3172 alberghi, 104.500 alloggi privati, 51 campeggi per un totale di 685.000 posti letto. E poi l'offerta balneare: 1426 stabilimenti balneari, 18 porti turistici con 5.537 posti barca, del tempo libero con 16 parchi di divertimento ed enogastronomica: 2.250 tra ristoranti, trattorie e pizzerie e 3.700 tra bar, caffetterie, birrerie ed enoteche. Lo scopo dichiarato è innanzitutto quello di riqualificare e rilanciare l'offerta turistica della costa emiliano romagnola a livello nazionale e internazionale, superando le logiche individualiste e facendo realmente sistema e rete.

Maurizio Melucci – Assessore Turismo e Commercio – Regione Emilia-Romagna
L'unità di un territorio che va da Cattolica a Comacchio, questa unità serve per promuovere le nostre eccellenze in maniera integrata sopratutto nei mercati esteri. Vorremmo fare in modo che le nostre eccellenze non fossero sminuite e diminuite nella loro importanza da orpelli di carattere burocratico che in questo momento non ci servono.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Quali opportunità porta il distretto turistico? E' innanzitutto una zona a burocrazia zero, e quello della semplificazione burocratica è uno degli aspetti cruciali su cui si vuole intervenire. La semplificazione ha già raggiunto dei risultati importanti: per esempio è possibile attuare diverse iniziative senza la necessità di autorizzazione o di segnalazione, che comportavano diverse lungaggini amministrative, ma con una semplice comunicazione; analogamente si potrà procedere ad istallazioni occasionali, della durata di qualche giorno e prive di impatto definitivo sul paesaggio, come palchi o gazebo, senza la necessità di affrontare le autorizzazioni relative alle zone sotto tutela paesaggistica; per le ristrutturazioni o le ricostruzioni si è superato il vincolo di distanza di dieci metri dalle strutture vicine e si potrà ricostruire rispettando le distanze ad oggi esistenti, incentivando così gli interventi.
Patrizia Rinaldis – Presidente Associazione Italiana Albergatori - Rimini
Quando ti presenti al mondo non conoscono la singola realtà, loro conoscono un territorio, quindi vendiamo tutto il territorio, non vendiamo un pezzettino del territorio, questo è importante.

Claudio Fantini – Imprenditore Balneare - Cervia
Il distretto turistico credo che ci possa aiutare a collaborare sempre di più tra operatori. Noi abbiamo capito che anche la spiaggia è strategica nei confronti dell'albergatore, del ristoratore, del commerciante. Credo che il distretto turistico serva ad amalgamare e a lavorare in quella direzione.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Quali opportunità porta il distretto turistico? E' innanzitutto una zona a burocrazia zero, e quello della semplificazione burocratica è uno degli aspetti cruciali su cui si vuole intervenire. La semplificazione ha già raggiunto dei risultati importanti: per esempio è possibile attuare diverse iniziative senza la necessità di autorizzazione o di segnalazione, che comportavano diverse lungaggini amministrative, ma con una semplice comunicazione; analogamente si potrà procedere ad istallazioni occasionali, della durata di qualche giorno e prive di impatto definitivo sul paesaggio, come palchi o gazebo, senza la necessità di affrontare le autorizzazioni relative alle zone sotto tutela paesaggistica; per le ristrutturazioni o le ricostruzioni si è superato il vincolo di distanza di dieci metri dalle strutture vicine e si potrà ricostruire rispettando le distanze ad oggi esistenti, incentivando così gli interventi. Inoltre nel distretto le imprese fruiranno di particolari agevolazioni fiscali, amministrative, finanziarie e per la ricerca e lo sviluppo.
Lo scopo di tutti è evidente: migliorare l'offerta turistica per far crescere nel distretto presenze, qualità e opportunità di lavoro.

Patrizia Rinaldis – Presidente Associazione Italiana Albergatori - Rimini
Il nostro obiettivo fondamentalmente è quello di portare più turisti sul nostro territorio. Più turisti significa più economia e quindi anche posti di lavoro. Non vogliamo far perdere l'identità ai Comuni e di questo abbiamo discusso molto, però dobbiamo mettere insieme quello che noi abbiamo.

Claudio Fantini – Imprenditore Balneare - Cervia
Specialmente chi è sulla spiaggia ha tanti padroni, tutte le volte quando si deve fare qualcosa sono pratiche su pratiche. Credo che l'opportunità del distretto turistico ci agevolerà in questo. Noi oggi dobbiamo conquistare l'italiano ma sempre più lo straniero e partiamo da un presupposto: vendiamo servizi e prodotti, quindi al centro ci deve essere il prodotto. Noi negli ultimi anni abbiamo puntato sulla qualità. Se vent'anni fa il turista ti chiedeva fondamentalmente del mare, del sole e della sabbia, oggi questo non basta più. Perciò gli devi dare della qualità legata ai servizi e alle sue passioni. Il distretto turistico credo, nei confronti dell'estero, ci possa dare veramente molto.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Insomma un sistema amministrativo più facile e unito che non scoraggia le iniziative ma anzi le consente e le incoraggia, per portare benefici alle istituzioni, agli operatori e ai turisti. Un distretto più leggero per pesare di più nel mondo.

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pubblicato il 2014/08/18 23:00:00 GMT+1 ultima modifica 2018-03-15T17:00:15+01:00

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