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Lezioni di volo-ntariato

Vista da vicino del 5 marzo 2012

Un settore che conta quasi 3 mila organizzazioni, con 800 mila soci e oltre 100 mila volontari attivi. Sono questi i numeri della settima conferenza del volontariato emiliano-romagnolo. Il nuovo ruolo del volontario di fronte ai nuovi bisogni che la società in crisi sta creando e la funzione di raccordo tra istituzioni e servizi hanno costituito i principali argomenti di discussione della giornata, ultima trappa di un percorso molto lungo, fatto di incontri e confronti in assemblee territoriali, che hanno fornito i temi per comprendere come affrontare le sfide future, sotto la regia dell'Osservatorio regionale. Il volontario lavora sul territorio, sente con anticipo i bisogni e li vive in prima persona perchè il volontario è sempre prima di tutto anche un cittadino. E' dunque il tramite ideale tra chi ha bisogno e i servizi del territorio. Alla giornata ha partecipato l'assessore regionale alle Politche sociali Teresa Marzocchi, mentre i lavori sono stati conclusi da un appassionato intervento dell'attore Alessandro Bergonzoni.

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Stiamo andando alla settima conferenza del volontariato emiliano romagnolo.
Un settore che conta quasi 3 mila organizzazioni, con 800 mila soci e oltre 100 mila volontari attivi, si ritrova per fare il punto della situazione; ci spiegano subito che questa è l'ultima trappa di un percorso molto lungo, che ha visto incontri e confronti in assemblee territoriali, che forniscono oggi i temi per comprendere come affrontare le sfide future, sotto la regia dell'Osservatorio regionale

Laura Groppi, Osservatorio Regionale del Volontariato
L'osservatorio raccoglie tutti i comitati paritetici dell'Emilia-Romagna che sono il punto di incontro tra il volontariato e la pubblica amministrazione, gli enti pubblici. L'osservatorio svolge questa funzione di raccordo, di analisi, di confronto, di sintesi di quello che emerge nei territori e di come portare al meglio soluzioni nei bisogni emergenti. Com'è il nuovo ruolo del volontariato all'interno di una società in cui la cittadinanza sta un po' uscendo dalla società, si sta emarginando, sta uscendo da questo circuito di responsabilità civica che è quello che invece il volontariato vuole richiamare.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
La società sta cambiando, le problematiche su cui intervenire cambiano, il volontariato ha presentito il cambiamento perchè era sul campo a viverlo in prima persona

Fabio Fabbro, Centro Servizi Volontariato Parma
Oggi ci troviamo persone che chiedono aiuto con un bilancio ISE di 40 mila euro. Che hanno perso il lavoro
e che devono passare da livelli di vita medio alti immediatamente a livelli di estrema povertà. E ci troviamo persone che si incattiviscono, persone che diventano aggressive, persone che vanno in depressione.

Gino Mazzoli, psicologo
Siamo di fronte ad una trasformazione quasi genetica del legame sociale, questo è l'evento di fondo da cui parto. In questo sconvolgimento c'è proprio un problema centrale di assumere questo nuovo scenario e si possa andare ad essere un po' più soglia come volontariato, più permeabili verso queste zone di preultimità.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
E allora il volontariato può essere l'anello mancante, la sentinella che vede il pericolo arrivare da lontano e avverte l'istituzione che può adeguare i servizi esistenti, e può essere il tramite che orienta e accompagna chi ha bisogno verso quei servizi.

Lucia Piacentini, Centro Servizi Volontariato, Reggio Emlia
Il volontariato può intercettare queste fasce di bisogno e attraverso una relazione forte, calda e di accompagnamento avvicinare i servizi. Questa è oggi forse la sfida perchè noi abbiamo una regione molto ricca dal punto di vista della qualità dei propri servizi ma manca un orientamento, persone che accompagnino in modo solidale le persone ai servizi competenti.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Chi è dunque il volontario? Il volontario è uno a cui importa, e che non si tira indietro. E' uno come gli altri, un cittadino, ma un cittadino attivo.

Laura Groppi, Osservatorio Regionale del Volontariato
Perchè il volontariato è forte, è importante nel rapporto con le istituzioni? Perchè nell'analisi dei bisogni del territorio il volontario è protagonista in prima persona, è prima cittadino che ha avuto bisogno. Quanti volontari si avvicinano al volontariato perchè hanno vissuto una situazione di disagio e, attraverso il disagio, hanno trovato la forza di reagire e di far reagire gli altri.

Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali Regione Emilia-Romagna
Due parole chiave molti anni fa furono lanciate ad un convegno che si chiamava cittadino volontario. Cioè non è che c'è chi dà e chi riceve: siamo tutti cittadini volontari. Il volontariato è democrazia; il cittadino è responsabile, pronto, partecipe e si sente parte di un percorso, di un sogno, di un contesto che è parte della collettività e questo è importante: il volontariato in ambiti di bisogni diretti alle persone. Ma c'è molto bisogno anche di volontariato culturale, educativo, civico e di promozione della cittadinanza perchè la crisi della nostra società non è solo economica, è una crisi sociale e culturale, etica, non so, non voglio andare più in là. Però rilanciamo: cittadino e volontario.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Siamo tutti volontari. Oppure no. L'arrivo di Alessandro Bergonzoni pone l'accento sulla necessità di conoscere le cose di persona e non solo attraverso la comunicazione dei massmedia o la virtualità della rete.

Alessandro Bergonzoni, attore
Qui con la malattia dell'informazione arriviamo a non toccare più con mano la vita vera, i corpi, le devastazioni, le umiliazioni; allora, andiamole a vedere, entriamo nei reparti di oncologia infantile, entriamo nelle sale di rianimazione. Non possiamo più solo dire: siccome mi collego e siccome ho mandato un sms con un'offerta, io sono a posto. Ecco oggi parleremo di cosa non è a posto, del dovere che non facciamo. Il volontariato non è un momento di umanità o sensibilità da parte di cuori buoni ma fa parte di una zona antropologica, filosofica ed esistenziale senza la quale lo stato non c'è.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
La situazione è quella che è. Ma abbiamo imparato oggi che abbiamo due mani e la differenza sta nel come decidiamo di usarle. Possiamo mettercele nei capelli dalla disperazione, tenerle in tasca, lavarcele di fronte ai problemi degli altri, che poi sono anche i nostri, oppure decidere di sporcarcele per contribuire a risolverli.

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pubblicato il 2012/03/05 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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