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La vespa presa in castagna

Vista da vicino del 25 novembre 2013

Anno: 2013

La lotta biologica contro l'insetto che minaccia la produzione di castagne, settore fondamentale per l'economia dell'appennino emiliano-romagnolo.
Nel video si racconta dell'insetto che attacca i castagni, la cosiddetta Vespa cinese, e le soluzioni messe in atto dalla Regione che, sulla scia della sperimentazione del Piemonte, sta sviluppando dal 2010 la strategia di far crescere e diffondere un insetto antagonista, in grado di limitare la riproduzione della vespa e ricreare un equilibrio nel quale le piante possano ritornare a prosperare e a dare frutto.
Nella puntata le interviste a castanicoltori, esperti fitosanitari e all'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni.

Trascrizione

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
C'era una volta un castagno che ogni anno dava i suoi frutti.
Un giorno, dalla Cina, arrivò una vespa che si innamorò dell'albero e andò ad abitare da lui.
Ma il castagno si ammalò... Castagni malati, vespe cinesi, crisi del settore: che sta succedendo?

Nicoletta Vai – Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna
È successo che dal 2008 nei nostri castagneti è arrivato un nuovo insetto che chiamiamo comunemente vespa cinese del castagno, ha infestato in breve tempo tutti i castagneti dalla provincia di Piacenza alla provincia di Rimini, determinando dei danni consistenti perché questo insetto ha la caratteristica di formare delle galle sulla vegetazione e cioè degli ingrossamenti nel cui interno ci sono le larve che poi danno origine a nuove infestazioni.

Renzo Panzacchi – Presidente del Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese
Devo dire che il 2012 è stato certamente negli ultimi 15 anni l'anno peggiore in assoluto. Per una somma di cause quindi, la siccità, le alte temperature, 84 giorni senza precipitazioni in Appennino e la vespa cinese a fare da ombrello su tutto che in questo momento naturalmente aggiunge male al peggio.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
Un grave minaccia dunque per una produzione, quella delle castagne, che ha una grande importanza per l'appennino emiliano-romagnolo, una risorsa vitale per l'economia delle comunità montane.
Ecco perché la risposta della regione non s'è fatta attendere sulla scia della sperimentazione del Piemonte.

Nicoletta Vai – Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna
Abbiano iniziato la lotta biologica introducendo nei castagneti un altro insettino molto piccolo che si chiama Torymus sinensis. Questo insettino a sua volta viene prodotto in castagneto. Noi abbiamo attivato 2 centri, 2 piccoli castagneti in cui stiamo producendo l'insetto e progressivamente negli anni stiamo aumentando i rilasci.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
Il numero di cosiddetti lanci dell'insetto antagonista, dai 4 del 2010 è aumentato progressivamente fino ai 355 di quest'anno, con risultati che cominciano ad abbozzare un primo sorriso sul volto di produttori e amministratori, anche se la battaglia non è ancora vinta.

Renzo Panzacchi – Presidente del Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese
La Regione ha elaborato un programma che sta funzionando molto bene, noi come consorzio locale ci siamo affiancati, abbiamo dato supporto e ricevendo anche supporto. Dovremmo anche noi a vedere dei risultati, a toccarli con mano, una riduzione visibile perlomeno del fenomeno.

Nicoletta Vai – Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna
Lo stato d'animo dovrebbe essere quello di guardare con ottimismo a quello che succederà nei prossimi anni. Continueremo la produzione di questo parassitoide e il rilascio nei castagneti. Entro 2 o 3 anni ci aspettiamo di vedere una situazione molto vicina all'equilibrio.

Tiberio Rabboni – Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna
Direi un grande lavoro, sia attraverso la collaborazione con l'università di Torino che ha fornito l'antagonista alla vespa cinese, sia attraverso la nostra bio-fabbrica che ci ha consentito di produrre in loco una grande quantità di antagonisti. Insomma c'è una buona notizia anche se non si può abbassare la guardia, bisogna continuare a lavorare sopratutto in un rapporto di collaborazione tra Regione, enti pubblici e castanicoltori.

Ermanno Muolo – Giornalista voce narrante
C'erano una volta un castagno e una vespa cinese che lo faceva soffrire.
Allora si fece venire un nuovo insetto e, nel giro di due o tre anni, vissero tutti felici e contenti.

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pubblicato il 2013/11/25 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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