Il soccorso è pronto

Vista da vicino del 9 luglio 2012

Come sta cambiando il volto della rete d'emergenza in Emilia-Romagna? Le strategie regionali per cercare di mantenere efficiente e all'avanguardia il sistema del Pronto Soccorso e l'organizzazione che gli sta attorno. Negli ospedali di Parma e Rimini le telecamere hanno potuto verificare come stiano cambiando i Pronto Soccorso, grazie al triage infermieristico che si trasforma sempre più da semplice punto di accettazione a vera stazione di smistamento, primo intervento e trattamento. Grazie ad una separazione dei percorsi tra i codici più gravi e quelli più leggeri, garantiti da spazi dedicati. E a nuove strutture come le osservazioni brevi intensive, una delle quali è stata appena inaugurata a Parma, o gli ambulatori d'urgenza dedicati alle emergenze riguardanti i bambini, che la trasmissione ha potuto visitare nell'Ospedale di Rimini. Nella puntata anche un'intervista all'assessore regionale alle Politiche per la Salute Carlo Lusenti.

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
L'Ospedale, il Pronto soccorso in particolare, fa notizia per lo più quando non funziona, quando è luogo di problemi invece che di soluzioni, di una disavventura invece che di un lieto fine.
Come vanno le cose in Emilia-Romagna?

Carlo Lusenti, assessore Politiche per la Salute Regione Emilia-Romagna
Questa parte della rete regionale del servizio sanitario regionale che fa capo alla rete del pronto soccorso al sistema delle centrali operative del 118 alle medicine d'urgenza e alla rete di primo intervento è una organizzazione molto avanzata di riferimento nazionale e che da più di vent'anni segue le migliori organizzazioni internazionali.
Il Pronto Soccorso è un posto dove si danno risposte di altissima intensità a situazioni cliniche molto critiche. Se non c'è un altro luogo fisico aperto con continuità che dà risposte ad altri bisogni in modo più appropriato, finisce per essere l'unico punto accessibile. Rende costruire un binario diverso e separato che dà però risposte in tempo rapidi a domande inappropriate per il pronto soccorso ma che sono soggettivamente urgenti e a volte anche oggettivamente. Questo è il lavoro che stiamo facendo, con la costruzione della rete delle case della salute e quindi di una rete che sia accessibile e abbastanza dotata dal punto di vista delle professionalità, della tecnologia e della strumentazione per dare risposte appropriate.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
L'assessore ci spiega poi nel dettaglio i punti cruciali della strategia regionale:
il sistema sul territorio, pensa a filtrare e risolvere le emergenze primarie, sgravando il pronto soccorso che a sua volta, sia dal punto di vista organizzativo che strutturale, si modifica, per differenziare i percorsi tra le emergenze che richiedono interventi altamente specializzati e le altre.
Il triage infermieristico si trasforma sempre più da semplice punto di accettazione a vera stazione di smistamento, primo intervento e trattamento.
Si può fare? Andiamo a vedere sul campo.
Al Pronto Soccorso di Parma troviamo poca gente in attesa ed è già un buon segno.
E' stata appena inaugurata un'area di Osservazione breve intensiva, che completa una organizzazione ben più ampia.

Massimo Favi, direttore Generale AUSL di Parma
In questa provincia avevamo un problema comune a tanti altri ambiti territoriali, ovverosia l'iperafflusso ai servizi di Pronto Soccorso: c'erano sia le persone con problemi seri, gravi sia quelle con problemi assolutamente di minor gravità. Abbiamo cercato di distinguere i percorsi: in questi anni si è creata una rete di ambulatori sul territorio con questa funzione fino a collocare nelle aree di pronto soccorso anche ambulatori dedicati a queste situazioni di minor complessità, e i risultati ci sono stati! Questo vuol dire che al pronto soccorso vanno proprio quelli che hanno bisogno, che hanno una necessità urgente e un problema serio.

Leonida Grisendi, direttore Generale Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma
Questa struttura rinnovata di osservazione breve intensiva con 14 postazioni per ricoveri che come nel resto della regione avranno una breve durata, andiamo dalle 6-8 ore alle 24-30 ore. Questo per evitare ricoveri inappropriati ed evitare il rischio anche di dimissioni inappropriate

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Al Pronto Soccorso di Rimini le persone in attesa sono in numero contenuto e l'atmosfera è serena. Il primario ci spiega che la separazione dei percorsi è determinante.

Marco Galletti, direttore Pronto Soccorso Ospedale di Rimini
Prima questa suddivisione dei percorsi, secondo l'attesa, che comunque rimane su codici gialli e una quota dei codici verdi che diventa un'attesa più attiva, nel senso che al triage oltre che una valutazione iniziale, cominciano anche alcune cose, senza diciamo l'intervento diretto del medico: comincia una gestione del problema dolore, cominciano una serie di altre cose in modo tale che spesso il paziente nel momento in cui entra nell'ambulatorio e viene visto dal medico ha già a disposizione gli esami di laboratorio per esempio fatti.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Qui la separazione dei percorsi tiene conto anche e soprattutto di una categoria con esigenze davvero particolari, quella dei bambini.

Renzo Pini, resp. Ambulatorio Urgenze Pediatriche AUSL di Rimini
Uno spazio dedicato, dove c'è quindi un ambulatorio che ha funzioni territoriali mentre ci sono i medici ospedalieri pediatri specialisti che sono di supporto alle eventuali richieste che il medico di continuità possa fare verso particolari urgenze più complesse. Questo ha permesso sicuramente da una parte per quanto riguarda la popolazione di potere garantire una riduzione netta dei tempi d'attesa dei codici di gravità inferiore e d'altra parte ha anche portato ore di lavoro medico nella specialistica pediatrica in modo di poter intervenire in maniera più efficace e continua dove l'urgenza fosse stata reale o addirittura fosse un'emergenza.

Giorgio Guerra, direttore Tecnico Presidi Ospedalieri AUSL di Rimini
Abbiamo l'ospedale nuovo che ci permette con la sua struttura architettonica di poter suddividere l'accesso dei bambini da quello degli adulti all'interno del pronto soccorso generale. Il bambino viene comunque preso in carico immediatamente; quell'attesa è un'attesa che viene spesa per l'accertamento o l'approfondimento diagnostico: è un attesa costruttiva, perchè dà il senso che stiamo prendendo in carico il bambino facendo qualche cosa di concreto

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
La rete d'emergenza dell'Emilia Romagna si propone di trattare sia il problema più piccolo che quello più grande, ma separando luoghi, modi e tempi.
Fare in tempo: a salvare una vita con un intervento di altissima specializzazione, oppure, se ciò che serve è una semplice ma necessaria medicazione, fare in tempo a tornare ad occuparsi della propria vita.

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pubblicato il 2012/07/08 23:00:00 GMT+1 ultima modifica 2018-03-15T17:00:14+01:00

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