Il buongiorno si vede dal bambino

Vista da vicino del 13 febbraio 2012

Un asilo nido grande come un appartamento, che ospita non più di cinque bambini. E' uno degli esempi dei servizi sperimentali per la prima infanzia che la Regione Emilia-Romagna sta approntando, con una strategia ispirata alla flessibilità, per far fronte al calo delle risorse su cui gravano le scelte del passato governo. L'obiettivo è mantenere inalterato il livello qualitativo dei servizi in regione, prima in Italia per posti offerti nei nidi, attraverso politiche di gestione nuove, un diverso rapporto con le strutture private e la capacità di garantire comunque il controllo di qualità delle istituzioni. Due le realtà visitate: accanto al nido di dimensioni ridotte, gestito a Bologna a metà tra pubblico e privato, che permette una attenzione quasi individuale alle esigenze del bambino, c'è un centro bambini-genitori, a Modena, dove adulti e bambini condividono l'esperienza educativa, con mutuo beneficio.

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Stiamo andando in giro per la regione a conoscere la realtà dei servizi per l'infanzia, per capire come si traducono sul campo gli impegni che le istituzioni si sono assunti, di fronte ad una realtà economica difficile e complicata dalle scelte dell'ultimo governo, per mantenere alta la qualità, con una parola d'ordine che l'assessore ci aveva sottolineato: FLESSIBILITA'.

Teresa Marzocchi, assessore alle Politiche sociali Regione Emilia-Romagna
Riuscire ad essere in grado di dare delle risposte anche per piccoli gruppi, per piccoli numeri, per bisogni diversificati e poi dare risposte anche vicino ai luoghi di lavoro, cioè connettere l'intervento vicino alle famiglie, vicino al lavoro, insomma un intervento molto diffuso e territoriale.
Al centro del sistema c'è l'ente locale che ha la responsabilità e la titolarietà del servizio che è in grado anche magari di gestire parte del servizio ma di promuovere e coordinare tutte le altre risposte, garantendo come è dato il servizio, con delle figure di garanzia che sono i coordinatori pedagogici che sono già presenti su tutto il nostro territorio con una competenza di tipo pedagogico che hanno già, ma anche con una competenza più organizzativa. Che tutto sia nido, insomma: un sistema. Più che solo il nido, un sistema.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Accanto ai nidi tradizionali dove la trasformazione è già in atto, ci sono altre realtà già esistenti che anticipano di fatto la capacità dei servizi per l'infanzia di cogliere e soddisfare esigenze di ambito più dedicato, declinando gli stessi principi educativi in strutture più agili.
E' il caso dei servizi sperimentali, in cui un vero e proprio nido può nascere in ambienti più ristretti, addirittura casalinghi, con risorse più contenute e con la collaborazione tra pubblico e privato

Gianni Giaramita, coordinatore servizi coop. sociale Villaggio del Fanciullo
E' una struttura piccola, con cinque bambini ospitati al massimo, all'interno di un ambiente che ricorda più un ambiente di casa, un ambiente familiare che un grande ambiente come l'asilo nido tradizionale. La sperimentalità va in direzione di una possibilità di creare servizi analoghi sul territorio e rispondere così in una maniera diversa alle esigenze, perchè la domanda di intervento in questo settore è molto alta.

Erika Vassallo, coordinatrice pedagogica
E' sicuramente una dimensione intima, dove i bambini sono molto pochi e forse si percepisce meno quella caoticità che si può percepire in un grande gruppo. Offre ai bambini sicuramente la possibilità di avere un rapporto molto curato, individualizzato con l'educatrice e la possibilità anche di avere dei tempi di scoperta dello spazio ma anche delle relazioni con i compagni molto dilatati, molto lunghi e il rispetto anche dei propri tempi di crescita.

Mamma di Chiara
La cosa più importante, la cosa che ci piace di più è che è molto come essere a casa, perchè sono pochi bambini, sono solamente in cinque, però nello stesso tempo anche se sono pochi nostra figlia riesce a stare con altri bambini suoi coetanei e quindi noi siamo molto soddisfatti.

Gianni Giaramita, coordinatore servizi coop. sociale Villaggio del Fanciullo
Noi abbiamo un contributo da parte del Comune perchè ci convenzioniamo come ente e servizio privato con il Comune, avendo tutti i requisiti che sono certificati da una autorizzazione al funzionamento. cerchiamo di dare la priorità a chi magari si trova in situazioni più complesse da un punto di vista della gestione familiare dei figl

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Ci spostiamo a Modena, dove andiamo a visitare un cosiddetto centro bambini-genitori.

Maria Ferrari, coordinatrice pedagogica
Vengono chiamati servizi integrativi perchè comunque nascono dalla cultura del nido però se ne distaccano perchè comunque sono servizi più informali: noi offriamo delle opportunità che le famiglie possono cogliere. Sono opportunità di essere insieme agli altri, di scoprire il proprio bambino in situazioni sociali, che però di differenzia molto dal nido perchè comunque non prevede la separazione dalla famiglia, è una frequenza che può essere saltuaria, nel senso che non c'è un obbligo, l'entrata è libera e quindi uno può decidere in base ai suoi impegni o al tipo di gioco che quel giorno viene svolto di portare il bambino o no.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Un'educazione alla socialità, dunque per i bambini e per i genitori, con una presenza discreta dell'istituzione a tirare le fila del discorso educativo, in affiancamento alle famiglie.

Maria Ferrari, coordinatrice pedagogica
I genitori che non portano il bambino al nido lo scelgono non come alternativa, non mi hanno preso al nido e quindi vado lì, ma proprio perchè hanno voglia di provare un'esperienza di questo tipo perchè è molto meno impegnativa da tutti i punti di vista. E' un terreno di mezzo, nel senso che non è un'istituzione, non è un servizio formalizzato e non è la casa: è qualcosa di diverso che sta a metà, uno spazio transizionale, quindi un luogo dove un po' il tempo si ferma e si può ritrovare la gioia e il piacere di stare insieme in modo diverso.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Dopo diversi giorni passati in mezzo ai bambini, abbiamo compreso quanto cruciale e bella al tempo stesso sia la cura dell'educazione nei primi anni di vita, e di come sia necessario il lavoro che la regione ha intrapreso di modificare le risposte da fornire in base alle domande reali che persone e territorio richiedono.
Costruire il mondo degli adulti partendo dalle esigenze dei bambini.
Come dire: una grande società deve sapere innanzitutto pensare... in piccolo.

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pubblicato il 2012/02/13 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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