Chi ricerca trova

Vista da vicino del 19 marzo 2012

38 dottorati di ricerca, 11 reti di dottorato, 4 università coinvolte, un finanziamento di 1 milione e 846 mila euro. Sono questi i numeri del progetto di dottorati di ricerca che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di promuovere, attraverso il consorzio Spinner. Gli argomenti dei progetti vanno dalle nanotecnologie per l'oncologia ai materiali compositi intelligenti, fino agli alimenti funzionali, argomenti che la Regione ritiene strategici non solo per il futuro dei ragazzi coinvolti, ma per quello dell'intero territorio. L'obiettivo è valorizzare il dottorato di ricerca come una delle punte di eccellenza dell'intero sistema formativo regionale, favorire il suo naturale sbocco nel mercato del lavoro e nel rapporto con le imprese, e anticipare il disegno europeo che chiede alle università e al mondo della ricerca di unirsi per lavorare insieme su grandi temi. Le voci di alcuni dei ragazzi coinvolti nei progetti di dottorato e un'intervista all'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Patrizio Bianchi.

 

Trascrizione

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Entriamo in una grande sala a Bologna piena zeppa di giovani, e la principale caratteristica che li accomuna è che a tutti non solo piace molto studiare, cosa di per sè per certi versi giàsorprendente, ma studiare è ciò che maggiormente li appassiona, li definisce ed è ciò su cui vorrebbero costruire tutta la propria vita.
Non si tratta di un raduno folkloristico, ma è il primo momento di incontro tra i protagonisti dei 38 dottorati di ricerca che la regione emilia-romagna, con un finanziamento di 1 milione e 846 mila euro ha deciso di finanziare.
11 argomenti, che vanno dalle nanotecnologie per l'oncologia ai materiali compositi intelligenti, fino agli alimenti funzionali, argomenti che la regione ritiene strategici non solo per il futuro di questi ragazzi, ma per quello dell'intero territorio

Patrizio Bianchi, assessore Ricerca e Lavoro Regione Emilia-Romagna
Questo non vuole essere né un dono né semplicemente una borsa di studio: questo è un investimento e quindi ci aspettiamo una grande ricaduta. Finanziamo undici reti di dottorato, cioè 4 università che si mettono assieme su grandi grandi tematiche, le tematiche della vita collettiva: il come si può star meglio, tutta la medicina di punta, tutti i materiali avanzati. Stiamo dando segnali in tutti i modi che il dottorato non può essere soltanto la porta d'ingresso all'università, e a volte anche al precariato universitario, ma dev'essere il modo in cui le imprese e le istituzioni colgono l'occasione di avere ragazzi formati al massimo livello mondiale, perché i nostri dottorati sono alla pari di quello che è Harvard o le grosse università americane.
Il Dottorato è la punta di un sistema educativo: la Regione ha lavorato per fare un'intera impalcatura, dalla formazione professionale alla formazione tecnica superiore, al dottorato. Ma l'altro punto fondamentale è spingere tutti a lavorare insieme; in questo abbiamo anticipato la legge nazionale: lavorare insieme su grandi temi di dimensione europea e in questo abbiamo anticipato anche Orizzonte 20 20 che è il nuovo programma della Comunità. Questo perché? Ma perché noi abbiamo un'ambizione: abbiamo l'ambizione di esser davanti.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
I 38 dottorati di ricerca non sono qualcosa di astratto e teorico: hanno i lineamenti freschi e puliti di ragazzi forti di un'idea, della preparazione necessaria per approfondirla e, grazie a questo progetto, dell'opportunita' di farla progredire per se stessi e per la comunita'

Claudia Sgavetta, ricercatrice
Il mio progetto riguarda la felicità e lo sviluppo. Il senso del progetto è quello di ritornare al nucleo della persona, dal punto di vista filosofico, per stabilire in che maniera possiamo ottenere per la persona una felicità intesa come benessere e come qualità di vita e poi calare questo genere di riflessioni nel campo particolare del lavoro. Quindi qualcosa di più che pianificare il lavoro delle persone in maniera che sia produttivo per l'azienda ma riflettere su quello che una persona desidera, quello di cui ha bisogno per ottenere un certo benessere e in base a questo gestire in maniera innovativa le risorse umane.

Denise Toscani, ricercatrice
Allora il mio progetto riguarda lo studio del Meloma multiplo, che è un tumore del sangue che si sviluppa soprattutto in soggetti anziani e lo scopo del mio porgetto è di studiare i meccanismi biologii che portano allo sviluppo di questa malattia a livello cellulare e quindi in vitro ma anche studiare i farmaci che a tutt'oggi si stanno sviluppando per la cura di questa malattia sia quelli che sono in fase preclinica che quelli che sono già applicati ai pazienti direttamente.

Andrea Usai, ricercatore
Le concessioni balneari e le concessioni degli ambulanti in questo momento funzionano con un rinnovo automatico; la normativa europea prevede invece che ogni tot tempo che poi verrà definito vengano riassegnate con una gara. Il mio progetto prevede di conciliare il recepimento della direttiva da parte dello stato italiano che ancora non è avvenuto come l'Europa vuole, con la realtà locale o i problemi locali, come i bambini e gli ambulanti e di trovare una soluzione nel rispetto del diritto europeo.

Daniela De Lucia, ricercatrice
Il mio progetto riguarda la nutraceutica, bifido batteri probiotici, i prebiotici e l'attivazione dei fitochemicals. Nutraceutica significa qualcosa che noi assumiamo con l'alimentazione e che può apportare un migliore stato di salute e anche essere preventivo per esempio di stati infiammatori, tumorali o quant'altro se assunto quotidianamente in determinate dosi. Il coordinamento con altri gruppi di ricerca mirerà a valutare queste nuove molecole che verranno appunto individuate da fonti appunto vegetali come interagiscono con la nostra microflora residente intestinale e quindi se possono influenzare positivamente la salute dell'individuo.

Ermanno Muolo, giornalista/voce narrante
Alla domanda "cosa vuoi fare da grande" una volta le risposte più comuni, per maschietti e femminucce, erano l'astronauta e la ballerina: attualmente forse sono "il calciatore e la velina".
Ma da quanto abbiamo visto oggi ci si sta adoperando perché i bambini di domani possano sognare, senza rinunciare al fascino della professione ed anzi con una buona probabilità di successo, di diventare riceratori e ricercatrici.

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pubblicato il 2012/03/19 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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