Torniamo tutti a scuola

Cosa succede se un alunno rimane a casa per più giorni con febbre, malessere o altre indisposizioni?

13.pngSe si sospetta un caso di CoVID-19, il pediatra di libera scelta (o medico di medicina generale) valuta se richiedere, con le modalità in uso nella propria Azienda sanitaria, l’esecuzione del tampone diagnostico.

In caso di esito positivo, il Dipartimento di sanità pubblica avviserà il referente scolastico CoVID-19 e l’alunno rimarrà a casa fino alla scomparsa dei sintomi e all’esito negativo di due tamponi, eseguiti ad almeno 24 ore di distanza, seguendo le indicazioni del Dipartimento in merito alla riammissione in comunità.

L’alunno rientrerà poi a scuola con attestato del Dipartimento di sanità pubblica di avvenuta guarigione. In caso di negatività, invece, il pediatra di libera scelta (o medico di medicina generale), una volta terminati i sintomi, produrrà un certificato di rientro in cui deve essere riportato il risultato negativo del tampone.

Nel caso, invece, di sintomatologia non riconducibile al CoVID-19, il pediatra di libera scelta (o medico di medicina generale) gestirà la situazione come normalmente avviene, indicando alla famiglia le misure di cura e concordando, in base all’evoluzione del quadro clinico, i tempi per il rientro in comunità.

Come previsto dalla legge regionale 16 luglio 2015, n.9 – art. 36 ("Semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico") – non è richiesta certificazione medica per la riammissione alla frequenza scolastica, né autocertificazione della famiglia.

Per saperne di più: Indicazioni per la gestione di casi e focolai nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia (pdf, 641.81 KB)

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pubblicato il 2020/09/11 17:44:11 GMT+2 ultima modifica 2020-09-11T17:44:11+02:00

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