Terremoto, la ricostruzione

Quesiti specialistici sulle Ordinanze n. 23, 24, 25, 29, 32 e 51

 

Nuovo contributo di autonoma sistemazione (Ordinanze 24 e 32)

A chi spetta stabilire l'eventuale termine oltre il quale non è più possibile scegliere fra Cas (Contributo per l’autonoma sistemazione) e altre misure (modulo abitativo, campo di accoglienza, soggiorno alberghiero)? Seguirà un'indicazione della Regione? Potrebbe essere una decisione autonoma dei Comuni?

Considerato che a partire dalla data di entrata in vigore (14 agosto 2012) dell’ordinanza commissariale n. 24/2012 è possibile presentare la domanda di Nuovo Cas e che alla medesima data l’unica ipotesi di possibile interferenza è tra il contributo autonoma sistemazione e sistemazione alloggiativa in tendopoli o albergo con oneri a carico della Pubblica amministrazione, è necessario che il Comune rammenti sia a chi presenta per la prima volta la domanda sia a chi l’aveva già presentata come Cas che il contributo, ricorrendo comunque tutti gli altri requisiti prescritti, è erogabile dal giorno in cui non sono più ospiti presso la tendopoli o l’albergo. E’ onere del richiedente il contributo comunicare al Comune entro 10 giorni dalla data in cui cessa l’ospitalità in tendopoli o albergo la predetta data di cessazione. Solo dalla data di cessazione di detta ospitalità si può riconoscere/conteggiare il contributo autonoma sistemazione. E’ auspicabile che l’interessato opti in via definitiva per l’appartamento in affitto o per il modulo abitativo con oneri a carico della Pubblica amministrazione, ovvero non modifichi la propria scelta successivamente.

 

Nell'ordinanza 24 non si fa alcun riferimento al termine entro il quale deve essere comunicata la fine dei lavori (e si potrebbe ipotizzare che "conviene" al privato ritardare tale comunicazione); nell'allegato 1 dell'ordinanza 23 nella parte relativa alla presentazione del nuovo contributo si dice che "i beneficiari avranno 30 giorni di tempo per dare tempestiva comunicazione del sopravvenuto ripristino di agibilità dell'abitazione al Comune". Si deve pertanto considerare tale termine?

Si applica il termine di 30 giorni previsto nell’ordinanza 23. Il Nuovo Cas è però riconosciuto fino alla data di ripristino dell’agibilità, se tale data precede quella di scadenza dello stato di emergenza del 31 maggio 2013. Per data di ripristino agibilità si intende la data di ultimazione dei lavori indicata nell’attestazione del tecnico di parte, da comunicarsi al Comune. Quindi data ultimazione lavori e non data comunicazione dell’ultimazione lavori. Prima di compilare l’elenco riepilogativo ER/NCas e mandarlo all’Agenzia regionale di protezione civile, la struttura comunale che istruisce le domande di NCas deve raccordarsi con la struttura comunale che istruisce le domande di contributo per la riparazione/ripristino. Se è stata presentata la domanda per riparazione/ripristino, l’ordinanza commissariale n. 29 del 28 agosto 2012 (che riguarda solo gli esiti B e C) prevede all’art. 7, comma 1, che i lavori devono essere ultimati, a pena di decadenza del contributo per riparazione/ripristino, entro 8 mesi dalla presentazione della domanda medesima, e all’art. 7, comma 2, che a richiesta dei proprietari interessati, i Comuni possono autorizzare, per giustificati motivi, la proroga del termine di 8 mesi per non più di 4 mesi.
Benché nelle ordinanze sul NCas nn. 24/2012 e 32/2012 non sia precisato il termine per l’ultimazione lavori (se ne parlava solo nel modulo di domanda allegato all’ordinanza 24 e non nel testo dell’ordinanza 24; mentre, nell’ordinanza 32 si parla di congruo termine), da una lettura ed applicazione coordinate delle ordinanze 24, 32 e 29, si evince anche la decadenza del contributo NCas, in caso di mancata ultimazione lavori entro gli 8 mesi, salvo proroga di 4 mesi, per le abitazioni inagibili con esito B e C. Ove i lavori siano ultimati prima degli 8 mesi, il NCas cessa alla data di ultimazione lavori, come sopra puntualizzato.

Per gli assegnatari del NCas, con abitazioni inagibili con esito diverso dal B e C, in attesa di provvedimenti commissariali che fissino l’effettivo termine per l’ultimazione lavori, rimane fermo il termine “congruo” per l’ultimazione lavori previsto nell’ordinanza 32/2012.

In riferimento all' Ordinanza n. 23 - allegato 1 per "congruo termine" è da intendersi periodo di 8 mesi come indicato nel modulo di domanda (ordinanza 24) e vale solo per le classi B e C , come indicato nell'allegato 1?

Il “congruo termine” di cui si parla nell’allegato 1 all’ordinanza 23 (che vale solo per gli esiti di inagibilità B e C) è riferito all’avvio e non all’ultimazione lavori. L’ordinanza 29/2012 (che, si rammenta, riguarda solo gli esiti B e C) stabilisce all’art. 5, comma 1, che la domanda di contributo per la riparazione/ripristino costituisce avvio dei lavori, ed all’art. 7, comma 1, che i lavori devono essere ultimati entro 8 mesi dalla medesima domanda, salvo proroga di 4 mesi. Pertanto, da una lettura ed applicazione coordinante delle ordinane 23, 24, 29 e 32, si evince che, una volta presentata la domanda di contributo per riparazione/ripristino, costituente avvio dei lavori, questi devono essere conclusi entro il termine di 8 mesi, salvo proroga di 4 mesi, dalla medesima domanda, a pena di decadenza sia del contributo per riparazione/ripristino (esiti B e C) sia del NCas.

Per gli assegnatari del NCas, con abitazioni inagibili con esito diverso dal B e C, in attesa di provvedimenti commissariali che fissino l’effettivo termine per l’ultimazione lavori, rimane fermo al momento il termine “congruo” previsto dall’ordinanza 32/2012.

Quando nella domanda si legge “il richiedente … si impegna… a concludere i lavori entro otto mesi dalla presentazione della domanda ed avvio lavori” l’impegno da rispettare è di avviare i lavori entro otto mesi dalla presentazione della domanda di CAS o di concluderli?

Il quesito è superato dalla pubblicazione dell’ordinanza 32 del 30/08/2012 che corregge il modulo di domanda inserendo “termine congruo” in luogo degli 8 mesi.
Comunque è opportuno vedere risposte di cui ai precedenti punti 2 e 3.

In dettaglio, come previsto al punto 4 dell’ordinanza 24/2012 così come modificata dall’ordinanza 32/2012 “il richiedente il nuovo contributo per l’autonoma sistemazione si impegna, nel caso fosse assegnatario di contributi per la riparazione, il ripristino e la ricostruzione della propria abitazione, a concludere i lavori entro un termine congruo dalla presentazione della domanda ed avvio lavori”.

In riferimento all'ordinanza n. 24, punto 4: termine dei 30 giorni per comunicare la proprietà delle seconde case nella provincia di residenza agibili e libere. Da quando decorre? dal 1° agosto oppure dal 14/08, data di efficacia dell'ordinanza stessa?

Poiché l’ordinanza n. 24 si dà per conosciuta dalla data della sua entrata in vigore (14 agosto), il termine di 30 giorni decorre dal 14 agosto 2012 solo per chi non ripresenta la domanda NCas, avendola già a suo tempo presentata per il CAS. Per chi, invece, presenta la nuova domanda per NCas, la dichiarazione di “non avere disponibilità di un alloggio di proprietà nella provincia di residenza, agibile e libero” è riportata già nel modulo di domanda; pertanto, chi ha la disponibilità di un alloggio deve sostituire la dichiarazione.

Per quanto riguarda la questione relativa alla disponibilità di un altro alloggio a titolo di proprietà o di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) e quella relativa alla provincia di residenza/domicilio/dimora abituale vedere la risposta al punto 2 della sezione “Proprietà usufrutto”.

Considerato che non c'è una scadenza per la presentazione delle nuove domande, è corretto ipotizzare che ogni bimestre si procede all'istruttoria delle domande (vecchie e nuove)?

Se per ipotesi il Comune avesse già istruito e trasmesso all’Agenzia regionale di protezione civile il bimestre agosto/settembre e nel mese di ottobre venissero presentate per la prima volta altre domande di NCas, comportanti il riconoscimento del contributo dal mese di agosto per avere i nuclei familiari provveduto autonomamente alla propria sistemazione da tale mese, il Comune quando trasmetterà l’elenco per il successivo bimestre ottobre/novembre, contestualmente trasmetterà l’elenco per il bimestre agosto/settembre dei nuclei che appunto hanno presentato la domanda ad ottobre, e così via di seguito.

Considerata l'esiguità degli alloggi disponibili per la locazione, è possibile che diversi cittadini optino per un trasferimento in altri Comuni; nel caso di trasferimento della residenza, cessa il beneficio?

Secondo le ordinanze commissariali (24 e 32) il contributo spetta al nucleo familiare che è stato sgomberato dall’abitazione inagibile e che abbia provveduto autonomamente alla propria sistemazione, indipendentemente dalla sede comunale della nuova sistemazione e dal trasferimento della residenza in tale sede.

I nuclei familiari che cambiano residenza dopo il 20 maggio, in altro Comune o nel medesimo Comune, continuano ad avere i requisiti per il Nuovo Cas?

Vedere risposta di cui al punto 1.

Cambio di residenza e rescissione contratto di affitto di casa inagibile: è confermato il contributo CRas? Si considera fino alla fine dell'emergenza cioè maggio 2013?

Si, è confermato il contributo, al momento fino al termine dello stato di emergenza.

Come procedere in caso di cambio di residenza sia per i già ammessi al contributo sia per coloro che fanno nuova domanda? Esempio: se un nucleo ha cambiato residenza può presentare la domanda del nuovo Cas al comune della residenza alla data del sisma ?

La domanda si presenta esclusivamente al Comune nel cui territorio è ubicata l’abitazione sgomberata per inagibilità.

In riferimento all'ordinanza 24, punto 4 chi e in che modo verifica la presenza di “alloggio di proprietà libero e agibile nella provincia”?

Se entro 30 giorni decorrenti dal 14 agosto (vedere in dettaglio, la risposta di cui al precedente punto 5 per quanto riguarda il termine entro cui fare la comunicazione) l’interessato non ha fatto alcuna comunicazione al riguardo, il Comune effettua un controllo a campione nella misura di almeno il 5% delle domande accolte, accertandosi della circostanza presso l’Agenzia del territorio. Il 5% è l’aliquota prevista dalla lettera A.5, 1° capoverso, 2° trattino, della direttiva approvata con determinazione n. 506 del Direttore Agenzia regionale di protezione civile, e confermata dall’ordinanza commissariale 24/2012

E’ da considerare analogo all’alloggio di proprietà libero e agibile nella provincia” anche l’alloggio in usufrutto? Anche l’alloggio in proprietà al 50% o in altra percentuale?

In conformità al principio di parità di trattamento, il possesso a titolo di diritto reale di godimento (usufrutto ex art. 978 c.c., uso ex art. 1021 c.c., abitazione ex art. 1022 c.c.) di una unità immobiliare ad uso abitativo libera ed agibile nell’ambito territoriale della provincia di residenza, comporta la decadenza dal NCas, alla stessa stregua del possesso a titolo di diritto reale di proprietà. L’ordinanza 24 fa riferimento alla seconda casa situata nella provincia di residenza. A quest’ultimo riguardo, nell’ottica di una lettura ed applicazione coordinate dell’ordinanza 24, punto 4, 3° capoverso, con le ordinanze n. 23, allegato 1, “Programma alloggi per l’affitto”, 2° capoverso, e n. 25 , punto 3, in cui si parla di provincia di residenza o di domicilio (quest’ultimo, inteso come dimora abituale), si può sostenere che decade dal NCas chi ha la disponibilità - a titolo di proprietà, usufrutto, uso o abitazione - di un’unità immobiliare ad uso abitativo nell’ambito territoriale della stessa provincia in cui è ubicata l’abitazione principale sgomberata per inagibilità, nella quale alla data del sisma risultava stabilita la residenza anagrafica e la dimora abituale del nucleo familiare o, comunque, in caso di non coincidenza della dimora con la residenza, la sola dimora abituale documentata e dimostrata dal nucleo.
Quanto alla questione del possesso al 100% o pro-quota (50%, o altra percentuale) nella medesima provincia di una abitazione a titolo di proprietà o a titolo di uno degli altri diritti reali di godimento sopra menzionati (usufrutto, uso o abitazione), ciò che conta è che l’abitazione sia libera (disponibile) ed agibile (con impianti a norma, con allacciamenti ed arredi). La dichiarazione, si rammenta, è resa dal richiedente il contributo ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, con le conseguenze di legge in caso di dichiarazione mendace. Il Comune effettua controlli a campione nella misura di almeno il 5% delle domande accolte. A tal fine, procede con gli accertamenti presso l’Agenzia del Territorio. Ove l’interessato, indipendentemente dalla quota di possesso, dimostrasse che l’abitazione non è libera ed agibile non si farà luogo alla decadenza del NCas.

Circa il diritto di abitazione (di natura reale al coniuge superstite o di natura personale al coniuge separato affidatario della prole) è da puntualizzare che non dovrebbero sussistere casi in cui il richiedente il NCas sgomberato dall’abitazione principale inagibile, sia anche titolare nella medesima provincia di un diritto di abitazione in un’altra unità immobiliare, in quanto quest’ultima e non la prima dovrebbe costituire l’abitazione principale. In presenza di tali ipotesi, è onere del Comune effettuare le verifiche del caso.

In riferimento all'ordinanza 24, punto 5, i minori di 14 anni che compiono 14 anni dopo il 20 maggio 2012 mantengono anche dopo quella data i requisiti per usufruire del Nuovo Cas?

No. Il Comune, in tal caso, determina d’ufficio (conoscendo la data di nascita di tutti i componenti il nucleo familiare) la cessazione del contributo dal giorno successivo al compimento del 14° anno.

I nati dopo il 20 maggio 2012 in nuclei familiari aventi i requisiti per il Nuovo Cas vanno conteggiati come aventi diritto?

Si, e la variazione va comunicata al Comune entro 10 giorni dalla nascita. Al riguardo si puntualizza, peraltro, che solo l’evento nascita comporta l’aumento del contributo, e comunque nel limite del massimale complessivo prescritto.

E’ utile evidenziare che, qualora uno o più componenti - risultanti alla data del sisma nel nucleo familiare documentato da certificato storico dello stato di famiglia - trovasse una soluzione alloggiativa diversa dal resto dei componenti il nucleo, non è possibile presentare domande di contributo separate, e quindi l’importo del contributo determinato tenuto conto del nucleo unito non cambia, salvo, appunto, l’evento nascita o l’evento decesso.

Al fine di determinare la cessazione del contributo a seguito di ripristino dell'agibilità, si considera l'attestazione di fine lavori del tecnico di fiducia del privato?

Si. Quindi, cessazione dalla data di ultimazione lavori attestata dal tecnico di fiducia e non dalla data di comunicazione al Comune dell’ultimazione lavori.

Poiché requisito fondamentale per accedere al Nuovo Cas è aver ricevuto ordinanza di sgombero, come si considerano le domande di cittadini con casa inagibile che tuttavia non hanno ancora ricevuto l'ordinanza? Riterrei che la semplice verifica di inagibilità, tramite scheda Aedes, sia sufficiente a legittimare la domanda e, peraltro, sarebbe incongruo che chi ha ricevuto il primo contributo può subire un periodo di sospensione fino all'arrivo dell'ordinanza. E' corretta tale interpretazione?

Si, può anche essere sufficiente, nei comuni dove non sono ancora state emesse tutte le ordinanze di sgombero, una certificazione del Comune.

Quando nel modulo di domanda si legge “il richiedente dichiara di … ovvero di rinunciarvi alla data di assegnazione del presente contributo” come è possibile l’applicazione, dal momento che non si può procedere ad assegnazione di contributo fino a quando si usufruisce di sistemazione a carico della pubblica amministrazione?

Nella nota esplicativa delle ordinanze 24/2012 e 32/2012 (sezione “Beneficiari e contributo”, 4° capoverso, ultimo periodo), pubblicata sul sito internet della Regione, è precisato che “Possono beneficiare del contributo i nuclei familiari che non fruiscono di altra sistemazione alloggiativa con oneri a carico della pubblica amministrazione, presso strutture di accoglienza o in alloggi in affitto, ovvero vi rinuncino. In caso di rinuncia, il Nuovo CAS decorre dalla data in cui cessa la sistemazione alloggiativa con oneri a carico della pubblica amministrazione”.

 

L’Iban del richiedente deve essere inserito nella domanda?

Quesito superato dalla pubblicazione dell’ ordinanza 32 del 30/08/2012 che ha inserito nel modulo di domanda anche il codice Iban.

Una persona con regolare contratto di affitto ha la casa inagibile: non paga il canone di affitto per la casa danneggiata, a fini fiscali a volte viene formalmente disdetto il contratto di affitto con comunicazione all’agenzia delle entrate, presenta o ha presentato domanda di Cas, trasferisce formalmente la propria residenza in altro comune corrispondendo il normale canone di affitto: si chiede di sapere se la persona ha o mantiene il diritto al Cas.

Si, mantiene il diritto al Nuovo Cas.

Un nucleo familiare che chiede la conferma del CRas ma si scopre che è tornato nella propria abitazione dato che hanno un esito "B": viene riconosciuto il contributo dell'autonoma sistemazione?

Il quesito non è chiaro. Se sono stati fatti i lavori prescritti dai tecnici, l’inagibilità è superata ed anche il diritto a percepire il Cas.

E’ viceversa riconosciuto il contributo, nelle more dei lavori di ripristino. Resta fermo che finché l’abitazione è inagibile, qualunque sia l’esito (B, C, D, E, F), è responsabilità ed obbligo del Comune sgomberarla e far rispettare l’ordine di sgombero.

Il Contributo per l'autonoma sistemazione (Cas) spetta anche a chi è affittuario?

Si, purchè l’affitto non sia carico della Pubblica amministrazione (tramite programma alloggi in affitto dell’ordinanza 25) ma sia pagato direttamente dal beneficiario.

L'affittuario può mantenere la residenza nell'immobile inagibile?

Secondo le ordinanze commissariali (24 e 32) il contributo spetta al nucleo familiare che è stato sgomberato dall’abitazione inagibile e che abbia provveduto autonomamente alla propria sistemazione, indipendentemente dalla sede comunale della nuova sistemazione e dal trasferimento della residenza in tale sede.

Se l'affittuario trova un appartamento in affitto e deve stipulare nuovo contratto di affitto in altro immobile anche fuori dalla prov. di Residenza (nel caso specifico da Carpi (Mo) a Correggio (RE) deve comunicare la variazione o mantiene comunque il beneficio del Cas?

Secondo le ordinanze commissariali (24 e 32) il contributo spetta al nucleo familiare che è stato sgomberato dall’abitazione inagibile e che abbia provveduto autonomamente alla propria sistemazione, indipendentemente dalla sede comunale della nuova sistemazione e dal trasferimento della residenza in tale sede.

L'affittuario che vuole ritornare nell’app.to attualmente inagibile per terremoto, puo' stipulare contratto di affitto in altro temporaneo immobile anche fuori provincia di residenza (nel caso specifico da Carpi (Mo) a Correggio (RE) con qualsiasi tipo di forma contratto: agevolato 3+2 oppure normale 4+4 oppure temporaneo e mantenere sempre il beneficio del Cas?

Secondo le ordinanze commissariali (24 e 32) il contributo spetta al nucleo familiare che è stato sgomberato dall’abitazione inagibile e che abbia provveduto autonomamente alla propria sistemazione, indipendentemente dalla sede comunale della nuova sistemazione e dal trasferimento della residenza in tale sede.


Alloggi in affitto (Ordinanza 25)

Punto 1 dell'Ordinanza: ruolo del commissario delegato e del sindaco in merito al reperimento alloggi in locazione, cioè chi reperisce gli alloggi? Ci sarà un unico elenco regionale di disponibilità degli alloggi da cui i singoli comuni possono attingere indipendentemente dalla residenza?

Il Comune reperisce la disponibilità di alloggi sul proprio territorio. Ogni Comune dispone di un proprio elenco.

Punto 5 dell'Ordinanza: i bandi per raccogliere le manifestazioni di interesse dei cittadini ad ottenere un alloggio in locazione devono avere un termine di scadenza o il termine è a discrezione di ogni Comune e comunque non oltre il 31/05/2013?

L’Ordinanza 25 del 14/08/2012 prevede al punto 5 che “i sindaci dei comuni emanano un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse dei cittadini e dei nuclei familiari ad ottenere un alloggio in locazione”, sarà pertanto nel bando che verrà previsto tale termine, se ritenuto opportuno.

In caso di assegnazione di alloggio in locazione, gli assegnatari possono/devono/non devono prendere la residenza negli alloggi assegnati (viste le conseguenza del cambio di residenza sui documenti, accesso all'Erp, seguimento sevizio sociale, etc....).

All’interno dell’Ordinanza non è previsto alcun obbligo relativo alla residenza negli alloggi in locazione. Tale decisione spetta al nucleo interessato.

Punto 6 dell'Ordinanza : se si è valutata la possibilità di individuare criteri di uniformi a livello o regionale o provinciale per la formazione della graduatoria delle suddette manifestazione di interesse o se è a discrezione di ogni comune.

L’Ordinanza 25 del 14/08/2012 al punto 6 prevede “i criteri di priorità per la formazione della graduatoria delle manifestazioni di interesse pervenute che devono essere utilizzati sono: considerando la vicinanza degli alloggi ai loro comuni di residenza, il numero dei componenti del nucleo familiare, la presenza di persone disabili, di anziani e di minori di età, di persone con patologie croniche gravi ed altre condizioni specifiche individuate dai sindaci”, quindi sussistono dei criteri generali uguali per tutti e poi è prevista la possibilità per i Comuni di inserire ulteriori criteri di priorità.

Punto 12 dell'Ordinanza: riconsegna dell'alloggio nuovo del programma affitti: riguarda solo i proprietari che hanno ristrutturato l'alloggio e che hanno avuto la dichiarazione di agibilità dell' abitazione principale?
Chi aveva un contratto d'affitto precedente ormai decaduto continua nel programma fino alla scadenza del contratto per tutto il periodo dei 18 mesi e cosa succede dopo?

I soggetti interessati devono liberare l’alloggio assegnato dopo aver ottenuto la dichiarazione di agibilità dell’abitazione. In ogni caso la durata massima del contratto è di 18 mesi successivamente ai quali i beneficiari (siano stati essi in precedenza proprietari o affittuari) al momento si ritiene debbano dovranno provvedere autonomamente a proprie spese a reperire altra soluzione abitativa.

Una Asp proprietaria di alloggi può mettere a disposizioni gli alloggi partecipando all’avviso pubblico comunale (ordinanza 25/2012)?

Sì può farlo.

Una famiglia può rifiutare l’alloggio offerto? Se si quante volte? (ordinanza 25/2012)

Il nucleo può rifiutare la sistemazione proposta, giustificando la rinuncia, rientra nelle competenze comunali stabilire cosa succede in caso di rifiuto.

 

Ricostruzione

Danno B e C    Ord. n. 29/28 agosto 2012 e s.m.i (pdf66.78 KB) (testo coordinato con modifiche dell'ord. 72)

Danno Eo        Ord. n. 51/5 ottobre 2012 e s.m.i (pdf119.59 KB) (testo coordinato con modifiche dell'ord. 73)

Ordinanza 93 (apporta modifiche alle ordinanze 3, 29, 51, 86) (pdf165.4 KB)

 

 

Abitazione con danno “A”

È possibile chiedere un contributo in caso di immobile classificato A? Quali procedure o accortezze seguire in previsione di un’eventuale normativa che lo preveda?
Al momento non è possibile richiedere un contributo e non vi sono in previsione disposizioni che lo prevedano.

Abitazione non principale

Nel caso di un alloggio vuoto alla data del sisma, quale contributo si può chiedere?

Pari al 50% sulle strutture, parti comuni e finiture interne se l’edificio è composto solo di abitazioni non principali.
Pari all’80% su strutture e parti comuni e al 50% sulle finiture interne se nell’edificio vi è almeno un’abitazione principale o attività produttiva in esercizio.
La domanda di contributo deve essere unica per tutte le unità immobiliari e l’intervento unitario.
(Ord. 29, art. 3, commi 4-ter e 4-quater; Ord. 51, art. 3, comma 5 e 16° cpv Premesse).
I proprietari di abitazioni non principali che beneficiano del contributo sono tenuti ad affittarle entro 6 mesi dall’ultimazione dei lavori per almeno 4 anni a canone concordato o a cederle in comodato con priorità a soggetti temporaneamente privi di abitazione per effetto del sisma. Analogamente per i proprietari di unità destinate ad attività produttiva (affitto o utilizzo entro 2 anni dall’ultimazione lavori).

Abitazioni principali e secondarie

Sono ammesse a contributo solo le abitazioni principali?

Anche per le unità immobiliari inagibili non destinate ad abitazione principale o ad attività produttiva in esercizio (alla data del 20 maggio 2012) è previsto:
- se in edificio con almeno una abitazione principale o attività produttiva in esercizio: un contributo pari all’80% per ripristino di parti comuni (facciate esterne, scale, androni, ecc.) e al 50% sulle opere di finitura interne
- se in edificio con solo unità inagibili non destinate ad abitazione principale: un contributo pari al 50% su tutto (parti comuni e finiture interne).
(Ord. 29, art. 3, commi 4-ter e 4-quater; Ord. 51, art. 3, comma 5 e 16° cpv Premesse).
I proprietari di “seconde case” beneficiari dei contributi sono tenuti ad affittarle entro 6 mesi dall’ultimazione dei lavori per almeno 4 anni a canone concordato o a cederle in comodato con priorità a soggetti temporaneamente privi di abitazione per effetto del sisma. Analogamente per i proprietari di unità destinate ad attività produttiva (affitto o utilizzo entro 2 anni dall’ultimazione lavori).
(Ord. 29, art. 6, comma 4; Ord. 51, art. 6, comma 4).

Adeguamento sismico

Edificio con danno “E”. Lavori ultimati. Agibilità per ripristino statico riconosciuta dal Comune. Occorreva fare anche interventi per l’adeguamento sismico previsto dal DL 74/2012?

Se l’edificio era classificato “E” è obbligatorio che vengano effettuati anche lavori di miglioramento sismico, salvo i casi previsti dall’art. 2 comma 5bis dell’Ord. 51.

Anticipi/1

E’ possibile anticipare all’impresa e/o ai progettisti somme dovute per lavori già svolti?Solo in caso di interventi iniziati prima del 14 novembre 2012 e se non si è ancora fatta la domanda di contributo (Rcr, richiesta contributo ricostruzione) tramite il MUDE (Ordd. 29 e 51, art. 9, comma 1).

Pertanto, qualora i lavori siano iniziati prima del 14 novembre il proprietario ha facoltà di anticipare i pagamenti per i lavori svolti fino al momento e non oltre la presentazione della domanda di contributo. Le somme anticipate dovranno essere riportate nell’apposito spazio della modulistica MUDE (Tabella B). Il Comune delibererà di rimborsare le somme anticipate solo a fine lavori e non al SAL del 50% per evitare di dover richiedere la restituzione di somme in caso di minor costo dell’intervento.

Anticipi/2

In assenza di amministratore, i condomini che hanno già saldato all’impresa acconti in base al Sal (stato avanzamento lavori) con bonifici successivi all’entrata in vigore dell’ordinanza, ma prima dell’accettazione della Rcr come possono ottenere il rimborso di questi importi?

Occorre individuare un condomino (o altro soggetto) che li rappresenti perché la Richiesta contributo ricostruzione è unica per tutto l’edificio. Sarà lui, in qualità di beneficiario delegato, a restituire a ciascun condomino gli importi dovuti.

Anticipi/3

È necessario ricorrere ad una scrittura privata tra proprietario e impresa nel caso in cui il primo abbia già saldato i lavori?

No. Perché in tal caso non sarà l’impresa a ricevere il contributo bensì è possibile il pagamento in un’unica soluzione al richiedente che abbia saldato i lavori prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza 29 o 51 (Ord. 29, art. 8, comma 3 bis, art. 9, comma 4; Ord. 51, art. 8, comma 4, art. 9, comma 5).

Attività agricola

Per attività agricola si intende anche l’attività di chi utilizza macchine agricole per lavori conto terzi o che hanno frutteti?

Si. Anche le aziende agromeccaniche e gli operatori dell’ortofrutta.

Cassa Edile. Iscrizione

Imprese individuali che presentano il Durc ai fini previdenziali (Inps e Inail) ma in cui non è citata la cassa edile sono in regola?

L’iscrizione alla Cassa edile è richiesta solo per imprese che applicano il Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’edilizia (Ord. N. 46/2012). I lavoratori autonomi non sono tenuti all’iscrizione alle Casse edili. Nel caso non si applichi il Contratto nazionale dell’edilizia, nel sistema informativo MUDE, per poter procedere con la richiesta di contributo, in corrispondenza del campo obbligatorio che prevede il numero di iscrizione alla cassa edile, occorre scrivere “Non applica”.

Computo metrico. Abitazione principale e secondaria in unico edificio

In edificio con abitazioni principali e secondarie il computo è unico anche per le opere strutturali interne alle unità e per le finiture?

Si. Unico edificio, unico computo metrico, unica domanda (Rcr). Solo successivamente saranno distinte le aliquote di contribuzione per ciascuna unità immobiliare: 80% per le abitazioni principali e 50% per le altre.

Computo metrico. Parti comuni

In caso di condominio, occorre fare un computo per le singole abitazioni e uno per le parti comuni? Oppure quello per l’abitazione deve comprendere i millesimi delle parti comuni di spettanza? In quest’ultimo caso come conciliare due codici fiscali diversi (abitazione e parti comuni)?

Il computo metrico è unico perché la domanda è una sola e non si riferisce alle singole parti di proprietà ma all’intero edificio. Al suo interno il computo può essere articolato nelle varie parti ma intervento, computo e domanda sono unici per tutto l’edificio.

Cosa si intende per finitura, rispetto a struttura o impianto?

La normativa vigente e la pratica professionale inducono a rimandare ai tecnici stessi l'individuazione delle une e delle altre caso per caso. A oggi, se il ripristino del danno che ha coinvolto la struttura comporta anche un'opera di finitura, questa può essere ricompresa nelle spese strutturali. Sarà il Comune a chiedere eventuali chiarimenti nel caso ritenga che la lavorazione non sia stata giustamente attribuita.

A titolo esemplificativo, una classificazione può essere la seguente:
- massetti di sottofondo delle pavimentazioni e riempimenti sottostanti: finiture;
- intonaci esterni ed interni: finiture;
- tinteggi: finiture;
- tubazioni sottotraccia, canaline esterne: impianti;
- frutti impianto elettrico: impianti;
- pavimenti e rivestimenti finiture; 
- murature faccia a vista e murature di tamponamento sia esterne che interne: struttura;
- tramezze interne alle unità immobiliari: finiture;
- serramenti esterni (telai a vetro e sistema oscurante): finiture;
- serramenti interni (porte interne all'U.I. e porta caposcala, nel caso di condominio): finiture. 

Congruità tra mano d’opera impiegata e importo delle opere

A chi compete la verifica della congruità dell’incidenza del costo della mano d’opera sul valore complessivo dei lavori? Alla Cassa Edile che la certificherà rilasciando un DURC integrato con queste informazioni?

Il termine di entrata in vigore della verifica di congruità è stato prorogato quindi tale verifica non si applica per rilasciare il DURC. Ciò nonostante è in corso, da parte delle Casse Edili, la sperimentazione per la verifica di congruità che viene utilizzata anche per segnalare eventuali anomalie agli organi competenti per la vigilanza e il controllo dei cantieri.

Contratto di comodato gratuito

Equivale ad un contratto di locazione? Può bastare per ottenere il contributo?

Anche se non registrato, ma è necessario che il comodatario abbia la residenza anagrafica nell’immobile per ottenere il contributo pari all’80%.
(Ord. 29, art. 2, comma 3; Ord. 51, art. 2, comma 6).

Costo convenzionale. Abitazioni rurali

Il calcolo penalizza le abitazioni di campagna (che hanno superfici molto ampie, anche di 500 mq), rispetto ai condomini urbani.

Per venire incontro a tali fattispecie nella modifica dell’ordinanza n. 51 (E0) è stato aumentato per le superfici oltre i 120 mq il costo parametrico, proprio per ricomprendere i maggiori costi del miglioramento sismico su ampie metrature.
(Ord. 51, art. 3, comma 2).

Costo dell’intervento inferiore al preventivo

Come viene gestita la rimanenza del contributo non utilizzata?

Rimane disponibile nel plafond dei 6 miliardi di mutui concedibili dalle banche per ulteriori interventi.

Danno diverso nello stesso edificio/1

Abitazione principale con inagibilità “E”. Garage pertinente con inagibilità “B”. È possibile presentare domande separate?

Come previsto dall’art. 2 c. 5 dell’ord. 29 e dall’art. 2 c. 8 dell’ord. 51, qualora, per lo stesso edificio o unità strutturale, siano state emesse una o più ordinanze di inagibilità con esito diverso, il tecnico incaricato del progetto verifica l’effettivo livello di danno e propone al Comune il riesame degli esiti delle ordinanze al fine di pervenire ad un’unica classificazione.

Danno diverso nello stesso edificio/2

Abitazione principale con danno “A”. Cantina-lavanderia, staccata dall’abitazione, con danno “B”. Si può beneficiare del contributo per il ripristino della cantina?

L’immobile accessorio deve essere all’interno di un edificio in cui è presente almeno un’abitazione principale o un’attività produttiva in esercizio inagibili. Pertanto, nel caso di specie, non esiste il titolo per la richiesta di contributo.

Demolizione di edificio rurale

Fabbricato in zona agricola, completamente da demolire. Il proprietario può demolire e costruirne uno nuovo con tipologia diversa (quattro fabbricati a schiera) mantenendo invariata la superficie complessiva?

Per queste tipologie di interventi occorre attendere l’emanazione dell’ordinanza relativa agli immobili classificati E “pesanti” nella quale saranno disciplinate anche le demolizioni e ricostruzioni.

Edifici carenti ma privi di danni

Carenze dovute ad una eccessiva snellezza delle murature non dovrebbero produrre una dichiarazione di inagibilità per il rischio di dissesto o di crollo?

Il contributo è destinato alla riparazione del danno effettivo ed accertato. Deve sussistere un nesso di causalità con il sisma. (Ord. 29, art. 1; Ord. 51, art. 1).

Edifici contigui con danno diverso

Due unità terra-cielo con muro centrale in comune. Se una delle due dovesse essere demolita e ricostruita come comportarsi col muro in comune?

Si possono fare due domande di contributo separate se gli edifici sono strutturalmente distinti (come definiti da art. 2, comma 4 dell’Ord. 29 e art. 2, comma 7 dell’Ord. 51,). La demolizione del muro in comune richiede comunque l’accordo tra i proprietari.

Edifici in centro storico

Per gli interventi nei centri storici Occorre attendere l’emanazione della legge regionale “Norme per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma”?

In attesa della legge, attualmente in via di approvazione, non è precluso l’intervento diretto e autonomo in attuazione delle ordinanze emanate.

Immobile affittato in corso di compravendita

Immobile con danno B concesso in locazione ad un nucleo familiare ivi residente anagraficamente. In presenza di preliminare di vendita non registrato, il nuovo acquirente può richiedere il contributo o può richiederlo il proprietario non residente?

Il contributo può essere richiesto dal proprietario (o dai soggetti di cui all’articolo 2 commi 1 e 3 dell’Ord. 29) se l’alloggio era affittato con contratto di locazione registrato (o ceduto in comodato) a nucleo residente. Successivamente per il trasferimento della proprietà è necessario rispettare le disposizioni contenute nell’art. 6 dell’ord. 29 (o art. 6 dell’ord. 51 nel caso di immobili classificati E0) per cui non è possibile alienare l’immobile a soggetti diversi da parenti o affini fino al quarto grado o dall’affittuario prima del termine dei lavori e per due anni successivi all’ultimazione dei lavori.

Immobile in locazione. Entità del contributo

Il contributo dell’80% per un immobile concesso in locazione è concesso anche per le parti comuni?

Se l’immobile ha diritto al contributo all’80% vuol dire che l’affittuario (o il comodatario) abbiano, alla data del sisma, residenza anagrafica nell’immobile danneggiato. Pertanto anche per le parti comuni è concesso un contributo pari all’80%.
Nel caso in cui l’affittuario (o il comodatario) non abbia la residenza anagrafica nell’immobile danneggiato si avrebbe diritto ad un contributo pari al 50%, mentre per le parti comuni all’80% nel caso in cui nello stesso edificio sia presente un’unità adibita ad abitazione principale o attività produttiva in esercizio, altrimenti anche per le parti comuni il contributo è pari al 50%.
(Ord. 29, art. 2, comma 3; Ord. 51, art. 2, comma 6).

Impresa esecutrice

I lavori possono essere effettuati da più di un’impresa?

Si. La domanda deve indicare un’unica impresa che però può subappaltare parte dei lavori.

Interventi eseguiti senza scheda AeDES subito dopo il sisma

Ai fini della Rcr è sufficiente la perizia asseverata del professionista che dichiara di aver effettuato gli interventi per recuperare l’agibilità?

Si. Ma occorre attenersi alle disposizioni dell’art. 9 comma 1bis delle ordinanze 29 e 51.

Interventi iniziati

Come sono disciplinati?

Secondo le disposizioni del DL 74/2012 (conv. L. 122/2012), art. 3, comma 5 e dall’art. 9 delle ordinanze 29 e 51.

Istruttoria del Comune

Nei 60 giorni successivi alla presentazione della domanda di contributo (RCR, richiesta contributo per la ricostruzione) il Comune verifica il progetto degli interventi strutturali oppure la documentazione allegata?

Il Comune verifica tutto, salvo il controllo sul progetto delle opere strutturali che, se sorteggiato, viene sottoposto al controllo a campione delle STB o delle strutture tecniche dello stesso comune, in attuazione della l.r. 19/2008.

IVA

Quale aliquota applicare per opere di ristrutturazione?

Il 10%. 21% per le spese tecniche.

Miglioramento sismico. Livello di sicurezza pari almeno al 60% (Ord. 51)

In riferimento all’art. 2, comma 5, nel caso di edificio già sopra il 60% del livello di sicurezza richiesto per le nuove costruzioni, è possibile conseguire un ulteriore incremento regolamentato dall’ordinanza 51 e con gli stessi parametri di contributo?

Il contributo è previsto solo per edifici che abbiano subito danni col sisma. Se il danno non è significativo perché non abbassa il livello di sicurezza sotto il 60% significa che non sono presenti danni strutturali tali da inserire l’edificio nella classe E; si rientra quindi nella classificazione “B” o “C” (Ordinanza 29). Qualora il livello di sicurezza sia già superiore al 60% di quello richiesto per nuove costruzioni il contributo potrà essere utilizzato solo per riparazioni del danno e per eventuali rafforzamenti puntuali delle strutture danneggiate. Non c’è bisogno di miglioramento sismico.

Miglioramento sismico in danno “B”

Se si prevede miglioramento sismico in un intervento per un immobile classificato B si può accedere comunque al contributo?

Non è richiesto dalla normativa, ma non è vietato. Il parametro contributivo di 370 Euro/mq + IVA resta invariato e nel computo metrico-estimativo non devono rientrare i costi per tale maggiore lavoro.

MUDE = CIL (Comunicazione di Inizio Lavori)

Il titolo abilitativo è comunque da richiedere? Deposito ai sensi dell’art. 3, comma 6 del DL 74/2012?

La RCR presentata tramite il MUDE costituisce CIL e le opere sono assimilate ad interventi di manutenzione straordinaria. Ma se l’intervento che si vuole attuare prevede opere aggiuntive rispetto a quelle obbligatoriamente previste dall’ordinanza e i lavori che così si intende attuare eccedono la manutenzione straordinaria e quindi necessitano di un diverso titolo abilitativo (Dia, Scia o permesso di costruire) l’intervento viene assoggettato a tale titolo abilitativo e deve ottemperare a quanto previsto dal DPR 380/2001 e dalla LR 31/2002

MUDE. Variazioni

Cosa accade se nel corso dei lavori variano i soggetti indicati nella Rcr?

Se varia il professionista: siccome ha ricevuto dal titolare una procura speciale occorre rifare la Rcr e ricominciare da zero, vale a dire che il nuovo progettista rifarà la RCR uguale alla precedente ma variando il nome del progettista delegato.
Se varia l’impresa: la pubblica amministrazione non prenderà atto di questa modifica fino al mandato di pagamento; il professionista modificherà la RCR tramite il MUDE senza ricominciare da zero, il DURC sarà allegato solo a fine lavori e il cambio dell’impresa non pregiudicherà la validità di questo documento.
Se varia il progetto: se ne invierà un altro inserendolo nel MUDE in un “allegato documentale” (integrazione documentale alla pratica).

Opere ammissibili

Rifacimento del manto di copertura, impermeabilizzazione e muratura delle tegole, rifacimento delle canne fumarie e relative cappe terminali sono da ritenersi opere di riparazione dei danni o opere di finitura?

Se sono opere di riparazione dei danni non rientrano tra quelle di finitura, e fanno parte dell’intervento di recupero. In caso contrario non sono opere ammissibili.

Opere ammissibili. Messa in sicurezza (pronto intervento)

Le opere di messa in sicurezza sono ammesse a contributo o sono a carico della proprietà?

Si, Le opere di pronto intervento sono previste nel costo dell’intervento ammesso a contributo (Ord. 29, art. 3, comma 4; Ord. 51, art. 3, comma 3).

Opere ammissibili. Ponteggio

E’ opera strutturale?

Sì, rientra nel 70% dei lavori destinati alla riparazione dei danni.

Opere di impiantistica. Imprese esecutrici diverse

Sarà possibile il pagamento diretto ai vari artigiani/imprese (elettricista, idraulico, imbianchino)?

Tutti i pagamenti dovranno essere gestiti dall’impresa capofila.

Notifica preliminare. Mancato invio

Opere di messa in sicurezza eseguite con urgenza subito dopo il sisma senza titolo abilitativo e notifica preliminare. Come compilare il campo della Rcr tramite il MUDE relativo alla notifica?

Procedere con la richiesta di contributo e anche se i lavori sono già terminati, compilare il modulo della notifica preliminare sul sito del “Progetto Sico”, stamparla e inviare le tre copie come previsto dalla normativa (d.lgs 81/2008) a: Comune, Ausl e Direzione Territoriale del Lavoro, indicando le date di inizio e di fine dei lavori. Riportare infine il numero del “protocollo Sico” nell’apposita sezione del MUDE.

Notifica preliminare. Procedura di dematerializzazione

La procedura MUDE sostituisce quella ordinaria prevista dal d.lgs 81/2008?

No. La compilazione sul sito www.progettosico.it contestuale al MUDE non sostituisce la normale procedura di invio dei modelli cartacei agli enti previsti dal d.lgs (Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro). I dati inseriti saranno utilizzati dalla Regione Emilia-Romagna e messi a disposizione del Gruppo Interforze Ricostruzione Emilia Romagna. La definitiva dematerializzazione della notifica preliminare si realizzerà nel corso del 2013, indipendentemente dalla contingenza dell’emergenza sismica quando il “Progetto S.I.CO-Sistema Informativo Costruzioni, la cui sperimentazione è in corso da alcuni anni, sarà ultimato.

Perizia estimativa

Il costo dei lavori ammissibili devono essere a misura o a corpo?

A misura.

Pertinenze

Le opere di riparazione e ripristino danni per edifici (magazzini, rimesse, capanne, barchesse, etc.) sia pertinenze di abitazioni limitrofi alle stesse, che staccate ed a sé stanti, rappresentanti beni strumentali di imprenditori ed aziende agricole, censiti al Nceu come categoria D10, possono usufruire dei contributi di cui all’ordinanza 29 e 51/2012?

No, tale tipologia rientra nei provvedimenti relativi alle attività produttive Ord. 57/2012 e s.m.i..

Pertinenza danneggiata/Abitazione no

Il danno è limitato ai garage sottostanti le abitazioni. Possono beneficiare del contributo?

Solo se i danni hanno comportato l’inagibilità dell’abitazione principale che è presupposto necessario.

Prefabbricati Modulari Abitativi Rimovibili (Pmar) e Prefabbricati Modulari Rurali Rimovibili (Pmrr)

Se collocati all’interno dell’azienda agricola le opere di urbanizzazione e di allacciamento alle forniture spettano all’agricoltore?

No. Sono a carico del Fondo per la ricostruzione.

Prefabbricati Modulari Abitativi Rimovibili (Pmar) e Prefabbricati Modulari Rurali Rimovibili (Pmrr). Risparmio energetico

Struttura in prefabbricato metallico e pannelli sandwich. Collocazione e permessi già concordati col Comune. Per quanto riguarda il risparmio energetico si può procedere in deroga alla legge 10/1991 (Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia)?

Non è necessaria una deroga in quanto l’adeguamento non è dovuto. Gli interventi sono infatti identificabili come “installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee” e quindi non soggetti al rispetto dei requisiti minimi di rendimento energetico previsti dalle disposizioni vigenti nella regione Emilia-Romagna e specificate nella DAL 156/08 e s.m.i. (DGR 1366/2011) che disciplinano gli interventi finalizzati alla realizzazione di nuovi edifici. Del resto, anche l’Allegato alla legge regionale 31/2002 e s.m. (punto g. 5) riconosce come interventi di nuova costruzione quelli in cui l’“installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, … non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”.

Residenza anagrafica

È essenziale la residenza anagrafica o è sufficiente anche la residenza di fatto (domicilio)?

È indispensabile la residenza anagrafica ad eccezione del caso previsto dall’art. 2 comma 3 bis dell’Ord. 29 e dall’art. 2 comma 6 bis dell’Ord. 51.

Scheda AeDES. Assenza

Si può comunque chiedere il contributo?

Il contributo può essere chiesto purché il Comune abbia emesso un’ordinanza di inagibilità parziale o totale. La scheda o una valutazione effettuata dai tecnici comunali o regionali è necessaria per stabilire la tipologia del danno e le modalità di intervento.
(Ord. 29, art. 2, comma 2; Ord. 51, art. 2, comma 4).

Soa. Assenza

Una ditta priva di Soa (società organismi di attestazione), ma appartenente ad una Ati (associazione temporanea di imprese) con altre ditte che la possiedono può realizzare lavori di importo superiore a 150mila (Ord. 29) e 258mila Euro?

Sì, se non è la capogruppo, o nel caso lo sia utilizza l’istituto dell’avvalimento.

Soa. Superamento del limite

Cosa accade se in corso d’opera i lavori superano gli importi limite previsti dalle ordinanze (150mila Ord. 29 e 258mila Ord. 51)?

Non succede nulla perché i limiti erano riferiti all’importo dei lavori ammessi a contributo.

Spese tecniche

Nel costo convenzionale, le spese tecniche sono ricomprese nei 370 Euro/mq + IVA se non recuperabile?

Le spese tecniche sono ricomprese nei 370 Euro/mq. In ogni caso non si riconoscono spese tecniche superiori al 10% del totale del costo dell’importo dei lavori ammessi a contributo.

Spese tecniche. Calcolo entità ammissibile

L’onorario dei professionisti è considerato ammissibile fino al 10% del totale dei lavori. Come conteggiarlo?

Se l’importo dei lavori ammissibili è 100, nella RCR l’importo complessivo ammissibile (lavori + spese tecniche) sarà 110. Di conseguenza il contributo concedibile sarà 88.

Spese tecniche. Onorari

È stato segnalato dai cittadini che vengono richiesti dai professionisti compensi molto alti con la giustificazione che i conteggi richiesti dalla procedura delle Ordinanze 29 e 51 sono complicati.

Si consiglia di chiedere sempre preventivi dettagliati e, possibilmente, più di uno. Il limite ammesso a contributo per le spese tecniche è comunque quello del 10% dell’importo dei lavori ammessi a contributo. È ovviamente possibile che siano concordati onorari più alti degli importi per spese tecniche ammesse a contributo.

Superficie complessiva

Come è composta la superficie complessiva?

È la somma della Su (superficie utile) e della Sa (superficie accessoria) dell’abitazione e delle pertinenze senza riduzione alcuna per la Sa. (Ord. 29, art. 3, commi 2 e 2 bis; Ord. 51, art. 3, commi 2 e 2 bis).

Su (superficie utile)

Negozio in edificio con abitazioni al piano superiore. Nel calcolo della Su si deve considerare l’intera superficie compresi i tramezzi interni?

La Su è quella calpestabile, senza murature e senza tramezzi.
La Su è la superficie di pavimento di tutti i locali dell’unità immobiliare escluse le murature, i pilastri, i tramezzi, gli sguinci, i vani di porte e finestre. Si ricorda inoltre che nella superficie complessiva deve essere computata anche la superficie accessoria.

Tamponature

Le tamponature sono assimilabili alle strutture o alle finiture?

Sono strutture e non finiture. Le opere di “scuci-cuci” sono strutturali.

Varianti in corso d’opera

Sono ammesse?

SI’ fermo restando il limite del contributo concesso per ogni unità immobiliare.
(Ord. 29, art. 3, comma 10; Ord. 51, art. 3, comma 12).

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pubblicato il 2012/10/03 14:45:00 GMT+2 ultima modifica 2013-04-08T15:12:00+02:00

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