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L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile

Secondo il rapporto dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile i progressi sono insufficienti

Giovedì 19 ottobre 2023 si è tenuto a Roma l'evento di presentazione dell'ottava edizione del rapporto “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” a cura dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASvisS).

Giunto alla sua ottava edizione, il Rapporto ASviS evidenzia progressi e ritardi dell'Italia verso il raggiungimento dei 17 Goal dell’Agenda 2030 e identifica gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo.

Secondo il rapporto, i progressi nel nostro Paese sono decisamente insufficienti. Sui 17 goals dell'Agenda, sei sono peggiorati rispetto al 2010: povertà (Goal 1), sistemi idrici e sociosanitari (Goal 6), qualità degli ecosistemi terrestri e marini (Goal 14 e 15), governance (Goal 16) e partnership (Goal 17). Tre si dimostrano sostanzialmente stabili: cibo (Goal 2), disuguaglianze (Goal 10) e città sostenibili (Goal 11). Sei registrano miglioramenti molto contenuti: istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), energia rinnovabile (Goal 7), lavoro dignitoso (Goal 8), innovazione e infrastrutture (Goal 9), lotta al cambiamento climatico (Goal 13). Infine, due Obiettivi (salute, Goal 3, ed economia circolare, Goal 12) mostrano segnali più incoraggianti. Per nove Obiettivi sui 14 per cui sono disponibili dati, le disuguaglianze tra Regioni sono in aumento.

Il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini, nel presentare il rapporto, ha ricordato che questi dati corrispondono a una condizione nazionale critica: dal punto di vista sociale quasi due milioni di famiglie, al cui interno vivono 1,4 milioni di minori, sono in condizione di povertà assoluta; le disuguaglianze sono in crescita e quasi cinque milioni di giovani 18-34enni (quasi uno su due) presentano almeno un segnale di deprivazione; la spesa pubblica sanitaria e per l’istruzione è inferiore a quella europea; l’abbandono scolastico è pari all’11,5% e tocca il 36,5% tra i ragazzi stranieri; la disoccupazione giovanile è superiore al 20% e 1,7 milioni di giovani non studiano e non lavorano (Neet); le disuguaglianze di genere sono ancora forti e non diminuiscono le violenze nei confronti delle donne. Ma anche sul fronte ambientale la situazione non migliora: in Italia si registra il 42% di perdite dei sistemi idrici e solo il 21,7% delle aree terrestri e il 6,9% di quelle marine sono protette. Sul lato economico rimane forte la componente del lavoro irregolare (tre milioni di unità), ma migliora l’economia circolare e cresce il tasso di innovazione (anche se molte imprese mostrano resistenze a investire sulle trasformazioni digitale ed ecologica, e più in generale sulla sostenibilità). 

Il Rapporto di quest’anno presenta anche un’analisi delle opinioni della popolazione italiana (raccolte sulla base delle ricerche condotte da Ipsos) su una serie di aspetti connessi alle dimensioni dell’Agenda 2030. L’importanza di imboccare un percorso sostenibile è presente tra gli italiani e le italiane: circa un terzo delle persone conosce l’Agenda 2030, percentuale che sale al 58% tra gli studenti (era il 43% nel 2019).  Aumenta però anche la quota degli scettici, cresciuta dal 13% di tre anni fa al 22%, anche a causa di una crescente percezione di fenomeni di "greenwashing".

L’Alleanza ha anche realizzato delle proposte di politiche pubbliche per permettere al Paese di arrivare preparato al 2030, alcune delle quali implicano risorse finanziarie significative, mentre altre sono a “costo zero” o quasi. Le azioni riguardano 13 linee di intervento:

  • contrastare la povertà, la precarietà e il lavoro povero, assicurare l’assistenza agli anziani non autosufficienti, redistribuire il carico fiscale per ridurre le disuguaglianze, gestire i flussi migratori e promuovere l’integrazione degli immigrati;
  • accelerare l’innovazione tecnologica, organizzativa e sociale del settore agricolo, potenziare la responsabilità sociale delle aziende agricole;
  • ottimizzare le risorse e l’organizzazione dei servizi sanitari, mitigare l’impatto della crisi climatica sulla salute, combattere il disagio psichico, le dipendenze e la violenza familiare e sociale;
  • migliorare la qualità degli apprendimenti, contrastare la dispersione, assicurare l’inclusione, potenziare i servizi per l’infanzia, educare allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale;
  • aumentare l’occupazione femminile, assicurare servizi e condivisione del lavoro di cura, prevenire e combattere le discriminazioni multiple;
  • mettere la protezione e il ripristino della natura al centro delle politiche, rispettare gli accordi internazionali in materia, assicurare la tutela e la gestione sostenibile degli ecosistemi;
  • aumentare al massimo la produzione di energia elettrica rinnovabile e rendere più ambizioso il Pniec;
  • ridurre la fragilità sul mercato del lavoro di donne, giovani e immigrati, potenziare le politiche attive e migliorare le condizioni di lavoro;
  • investire in infrastrutture sostenibili, orientare il sistema produttivo verso l’Industria 5.0, potenziare la ricerca e l’innovazione;
  • migliorare il governo del territorio, investire nella rigenerazione urbana e nella transizione ecologica delle città e delle altre aree territoriali;
  • promuovere la sostenibilità ambientale e sociale nella Pubblica amministrazione, coinvolgere maggiormente i consumatori nell’adozione di comportamenti virtuosi;
  • migliorare il sistema giudiziario, sviluppare un’etica dell’Intelligenza Artificiale, rafforzare la partecipazione democratica;
  • promuovere la pace, rafforzare la coerenza delle politiche di assistenza allo sviluppo e migliorarne l’efficacia, assicurando la partecipazione della società civile alle scelte.

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ultima modifica 2023-10-20T09:45:53+01:00
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