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Rigenerazione urbana: una politica trasversale

Un'analisi del quadro normativo europeo e nazionale e degli impatti sul territorio a cura del centro Studi della Camera dei deputati

Il Dossier dal titolo le Politiche di rigenerazione urbana è stato elaborato dal Centro studi della Camera dei deputati a giugno 2022 su indicazione dalla VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) con l'obiettivo di approfondire i temi della rigenerazione urbana quale politica di carattere trasversale che si colloca, cioè, all’incrocio di una pluralità di politiche pubbliche: sostenibilità, ambiente, beni culturali.

Lo studio prende le mosse dalla constatazione che gli interventi legislativi degli ultimi tempi – con maggiore evidenza a livello regionale piuttosto che a livello statale – sostengono pratiche di ristrutturazione e sostituzione edilizia secondo criteri di maggiore sostenibilità energetica, ambientale ed urbanistica e azzeramento del consumo del suolo per successivamente realizzare interventi di rigenerazione urbana di più vasta portata.

Un capitolo è dedicato agli approfondimenti del contesto internazionale ed europeo e delle competenze legislative tra Stato e Regioni, essendo - come detto - la materia trasversale per definizione. Essa afferisce al governo del territorio che la Costituzione all’art. 117 attribuisce alla potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni, ma interessa fortemente anche la materia ambiente, ecosistema e beni culturali che sono di competenza esclusiva dello Stato, mentre la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali sono materia concorrente.

Uno sguardo alle Regioni

In assenza di un’organica legislazione statale l’analisi del centro Studi della Camera si concentra sulle principali direttrici di intervento che hanno ispirato la legislazione regionale a sostegno della rigenerazione urbana. Due, fondamentalmente, i modelli di regolamentazione:

  • il primo che propone un sistema di premialità urbanistiche ed edilizie e di incentivi, in alcuni casi previa definizione in ambito regionale di quantità massime di suolo consumabile a fini edificatori;
  • il secondo maggiormente incline a considerare prioritari i processi di riuso e sostituzione edilizia senza consumo di nuovo suolo e orientato a garantire una più netta perimetrazione dei margini di confine dei centri abitati, configurando l’espansione edilizia come eccezione.

I progetti di rigenerazione urbana in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna la legge regionale n.24 del 21 dicembre 2017 che disciplina la tutela e l’uso del territorio ha permesso, dalla sua entrata in vigore ad oggi, di assegnare oltre 90 milioni di euro a beneficio di circa 130 interventi di rigenerazione, riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio esistente.

Recentemente la Regione Emilia-Romagna ha finanziato con 47 milioni di euro 80 interventi di rigenerazione urbana proposti dai Comuni con meno di 60mila abitanti ed anche grazie al cofinanziamento degli Enti locali l’investimento sul territorio ammonta ad oltre 75 milioni di euro.   

Gli interventi finanziati dal bando regionale riguardano sia il recupero fisico degli immobili e degli edifici, ma anche la capacità di generare nuove funzioni e ospitare nuove attività - anche attraverso forme di partecipazione - e di relazionarsi in maniera ampia con il contesto e con gli spazi esterni come giardini, parcheggi, aree verdi.

Il bando ha distribuito ai comuni più piccoli il 42% delle risorse disponibili e a quelli montani e delle aree interne, il 46% con l’obiettivo di far nascere spazi di comunità ed offrire nuove opportunità di valorizzazione del territorio coinvolgendo quei comuni, fino ai 5mila abitanti, che si trovano nelle aree disagiate o ancora poco sviluppate. 

Per approfondire

 

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pubblicato il 2022/08/24 13:07:00 GMT+2 ultima modifica 2022-08-31T09:35:06+02:00

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