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Rapporto FAO-WFP sull'insicurezza alimentare acuta

La carestia incombe e 19 "hotspots della fame" sono già in grave difficoltà

Mercoledì 21 settembre L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e il Programma alimentare mondiale (WFP) hanno pubblicato il rapporto ‘Hunger Hotspots – FAO-WFP early warnings on acute food insecurity".

Il rapporto avverte che è probabile che l'insicurezza alimentare peggiori ulteriormente in 19 “hotspot della fame” a causa di conflitti crescenti, condizioni climatiche estreme e instabilità economica aggravata dalla pandemia e dagli effetti a catena della crisi in Ucraina. Identificati attraverso un’analisi previsionale, gli hotspot sono aree che mostrano il potenziale aumento dell’insicurezza alimentare acuta durante il periodo di previsione da ottobre 2022 a gennaio 2023. Gli hotspot sono selezionati attraverso un processo di consenso collegiale che coinvolge i team tecnici e sul campo del WFP e della FAO, insieme ad analisti specializzati in conflitti, rischi economici e naturali.

Il rapporto mette in luce la crisi della fame nel Corno d’Africa, dove si prevede il protrarsi della siccità più lunga degli ultimi 40 anni – con la quinta stagione delle piogge fallita all’orizzonte – che si aggiungerà agli effetti cumulativi e devastanti della mancanza di precipitazioni, delle crisi economiche e dei conflitti che hanno colpito le famiglie vulnerabili dal 2020.  A livello globale, senza interventi immediati, saranno 970.000un massimo storico - le persone che affronteranno una fame catastrofica (livello IPC5) in Afghanistan, Etiopia, Sud Sudan, Somalia e Yemen. 

I conflitti continuano ad essere la causa principale della fame acuta e l’analisi indica una continuazione di questa tendenza nel 2022. Condizioni climatiche estreme come inondazioni, tempeste tropicali e siccità rimangono fattori critici in molte parti del pianeta e si sta evidenziando una “nuova normalità” di eventi meteorologici consecutivi ed estremi, in particolare negli hotspot. Sul fronte economico, la persistenza di alti prezzi globali di cibo, carburante e fertilizzanti continuano a causare alti prezzi a livello interno e instabilità economica. L’aumento dei tassi di inflazione ha costretto i governi ad adottare misure di inasprimento monetario nelle economie avanzate che hanno anche aumentato il costo del credito dei paesi a basso reddito. Ciò sta limitando la capacità dei paesi fortemente indebitati, il cui numero è aumentato in modo significativo negli ultimi anni, di finanziare l’importazione di beni essenziali. Di fronte a queste sfide macroeconomiche, molti governi sono costretti a introdurre misure di austerità che incidono sui redditi e sul potere d’acquisto, in particolare tra le famiglie più vulnerabili. Si prevede che queste tendenze aumenteranno nei prossimi mesi con un ulteriore peggioramento della povertà e dell’insicurezza alimentare acuta, nonché di rischi di disordini civili causati da crescenti difficoltà socioeconomiche.

Il rapporto evidenzia l'importanza dell'assistenza umanitaria e rileva come l’insicurezza, gli impedimenti amministrativi e burocratici, le restrizioni ai movimenti e le barriere fisiche limitino gravemente l’accesso degli operatori umanitari alle persone che soffrono la fame acuta in undici dei paesi hotspot. Sono formulate, infine, specifiche raccomandazioni sulle priorità per un’azione preventiva e sulla risposta alle emergenze.

Il rapporto fa parte di una serie di prodotti analitici prodotti nell’ambito del Global Network Against Food Crises, per migliorare e coordinare la creazione e la condivisione di informazioni e analisi basate sull’evidenza per prevenire e affrontare le crisi alimentari.

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pubblicato il 2022/09/26 15:43:52 GMT+1 ultima modifica 2022-09-26T15:43:52+01:00

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