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Divari di genere nell'anno della pandemia

Presentata la Relazione sul Bilancio di genere, riferita all’anno 2020 a cura del Ministero economia e finanza

Presentato il 19 gennaio 2022 dal Sottosegretario all’Economia e finanze, Cecilia Guerra, Il Bilancio di genere, conto del bilancio dello Stato, anno 2020, predisposto annualmente al Ministero economia e finanza e che viene portato all'attenzione della Commissione Bilancio di Camera e Senato.

Il Bilancio di Genere è uno strumento di analisi e valutazione delle politiche pubbliche e finanziarie e dell’impatto che queste producono sulle donne e sugli uomini.

A livello europeo la risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2019 sull'integrazione della dimensione di genere nelle politiche fiscali nell'Unione europea, invita gli Stati membri ad attuare il bilancio di genere per identificare la quota di fondi pubblici destinati alle donne e garantire che le politiche per la mobilitazione delle risorse e l'assegnazione della spesa promuovano l'uguaglianza di genere.

La Commissione europea a marzo 2020 ha presentato la Strategia per la parità di genere 2020 - 2025, con l’obiettivo di conseguire progressi significativi in tema di parità di genere attraverso una maggiore integrazione della dimensione di genere in ogni fase dell'elaborazione delle politiche e in tutti i settori di azione.

A livello nazionale il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (cosiddetto Decreto Brunetta) inserisce il Bilancio di Genere tra gli strumenti per migliorare le performance delle amministrazioni pubbliche. Il Ministero Economia e finanza da 5 anni predispone il Bilancio di genere dello Stato con l'obiettivo di rendere trasparente la destinazione delle risorse di bilancio e l'impatto delle scelte di politica finanziaria sugli uomini e sulle donne.

Un’analisi di questo tipo appare ancor più opportuna nel 2020, anno segnato dall'emergenza pandemica da Covid-19, anche per approntare le prossime politiche di destinazione delle risorse utili a ridurre i divari di genere acuiti dalla pandemia. 

Alcune evidenze della Relazione di Bilancio di genere 2020

La situazione determinata dal Covid-19 relativamente alle restrizioni e al lavoro da casa hanno determinato per le donne carichi di cura addizionali, dovuti ad esempio all’interruzione di servizi per l’infanzia e della scuola. Il lavoro retribuito per le donne si è spesso realizzato in uno spazio-tempo coincidente con quello del lavoro non retribuito di cura. Nella relazione si parla di “fallimento redistributivo” del tempo di lavoro e di cura tra uomini e donne: le donne dedicano un numero maggiore di ore al lavoro domestico e familiare rispetto agli uomini sia prima dell’emergenza Covid-19 che durante la prima e la seconda ondata della pandemia.

Le donne sono risultate le principali utilizzatrici dei congedi Covid-19, del bonus baby-sitting e del lavoro agile, evidenziando ancora la permanenza della tradizionale divisione dei ruoli all’interno delle coppie. Inoltre, hanno sofferto più degli uomini della perdita di posti di lavoro, a volte senza poter usufruire di misure di sostegno poiché impiegate nell’economica informale. I dati del mercato del lavoro lo dimostrano: nel 2020 si registra un tasso di occupazione femminile sceso al 49% (quando per la prima volta nel 2019 aveva superato il 50%) mentre il divario rispetto a quello maschile è salito a 18,2 punti percentuali (contro il 17,9% del 2019). L’impatto maggiore c’è stato dove già erano presenti criticità: le giovani (33,5%), le donne residenti nel Mezzogiorno (32,5%) e le donne con figli (il tasso di occupazione delle madri è il 73,4% di quello delle donne senza figli con un peggioramento di quasi l’1% rispetto al 2019). 

La sottosegretaria Guerra nel presentare i risultati della relazione ricorda che “non si può affrontare il tema dell’occupazione femminile senza considerare contemporaneamente quello del lavoro di cura domestica e familiare, senza prevedere strumenti per la promozione di una piena condivisione tra uomini e donne del carico di responsabilità associato a quest’ultimo”. Per questo – prosegue la Guerra – il Bilancio di genere costituisce uno strumento di conoscenza e di partenza di fondamentale importanza per approntare le politiche, progettare i servizi e le infrastrutture pubbliche che tengano conto delle esigenze delle donne e degli uomini.

 

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pubblicato il 2022/01/20 14:15:00 GMT+2 ultima modifica 2022-01-20T14:35:45+02:00

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