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Recovery Fund: iniziate le consultazioni parlamentari

Individuare le priorità per l'utilizzo delle risorse europee

Sono iniziate le audizioni parlamentari su un tema fondamentale per dare una scossa al Paese: l’individuazione delle priorità nell’utilizzo dei 208 miliardi del Recovery Fund. I temi finora toccati dalle audizioni hanno riguardato diversi settori.

Cultura e Turismo, dove sono arrivate risorse importanti per affrontare la fase dell'emergenza, circa 6 miliardi sia per le imprese, che per i lavoratori e anche per incentivare la domanda.

Il Recovery Plan, proposto in sede governativa dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti, prende origine dalla definizione degli obiettivi e strategie che definiscono la vision di medio-lungo periodo verso cui far convergere la politica nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, che sono contenuti nell'allegato al DEF 2020 “Italia veloce” approvato dal Consiglio dei Ministri nello scorso mese di luglio.

La ministra della Pubblica Amministrazione ha affermato che il primo tassello del percorso di riforma deve passare per il rilancio del sistema di reclutamento, innalzandone il livello, cambiandone sistemi e modalità. Ha poi sottolineato che la PA deve diventare attraente per i giovani, ponendosi come un’ambizione di successo personale, appagante e creativa. Una direttrice dell’azione di Governo sarà quella di motivare e valorizzare chi in questi anni ha lavorato nella PA, attraverso la formazione continua che possa colmare il gap di competenza e ridurre il senso di inadeguatezza, oltre che riaccendere la voglia di migliorarsi per supportare l’innovazione organizzativa ed amministrativa, indirizzata in senso digitale e tecnologico, che sarà una delle direttrici fondamentali del Piano. Partendo da questo presupposto vuole investire su modelli di lavoro flessibile che non si reggano necessariamente sulla presenza fisica per un quantitativo determinato di ore del dipendente all'interno dell'ufficio.

Sul fronte dell'innovazione tecnologica e digitalizzazione, la ministra vorrebbe assicurare una maggiore efficacia dell'azione amministrativa attraverso l'interoperabilità dei dati, che renderà più semplice e veloce le risposte ai cittadini e alle imprese che utilizzano i servizi della PA. Altri interventi basilari dovranno essere attuati implementando infrastrutture e loro sicurezza e nonchè su nuove piattaforme per offrire servizi.

Ascoltato anche il ministro dello Sviluppo economico che per l’utilizzo di queste risorse mette al centro della politica industriale, da un lato la crescita sostenibile e inclusiva, dall'altro la centralità dell'impresa.

Nelle prossime giornate verranno ascoltati altri ministri per completare il quadro da presentare al Parlamento.

Riguardo all’iter ricordiamo che i governi dovranno inviare alla Commissione europea i Piani di ripresa e di resilienza entro fine aprile 2021. Il Governo italiano ha anticipato che l’obiettivo è quello di inviarlo prima di quella scadenza, all’inizio del prossimo anno. L’UE ha invitato gli Stati membri a sottoporle i programmi preliminari da metà ottobre. I piani nazionali saranno negoziati con le autorità comunitarie e dovranno essere oggetto di un graduale via libera.

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pubblicato il 2020/09/29 08:44:59 GMT+2 ultima modifica 2020-09-29T08:44:59+02:00

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