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Riparte al Senato la discussione sul consumo del suolo italiano

Entro il mese di Aprile le Regioni in audizione dinanzi alle Commissioni Agricoltura e Ambiente e territorio

La Conferenza delle Regioni entro il mese di aprile sarà audita dalle Commissioni 9ª e 13ª (Agricoltura e Ambiente/Territorio) nell’ambito dell’esame dei disegni di legge in materia di consumo del suolo. Parliamo di cinque distinti disegni di legge, confluiti in un unico testo (S.86 e connessi). L'argomento non è certamente nuovo. Inizia il suo iter ad ogni legislatura, ma non riesce mai a terminarlo, probabilmente a causa della complessità e degli interessi economici legati alla tematica.

L’Italia ha il 7,6% di area cementificata sul totale del territorio, una percentuale che supera in maniera decisa la media europea. Nonostante ciò, sono altri i Paesi europei ad aver già preso delle misure. Per rimanere sugli stati più importanti, la Gran Bretagna ha stabilito che almeno il 60% delle nuove urbanizzazioni debba avvenire su aree già urbanizzate e dismesse, mentre la Germania ha fissato un target decrescente che parte dai 30 ettari/giorno di oggi per arrivare allo zero nel 2050.

Allo stato attuale anche l'Italia si attesta attualmente su un consumo di quasi 30 ettari di suolo al giorno. Siamo ai livelli della Germania, anche se per la Germania il dato è meno eclatante perché la nazione tedesca ha una superficie del 20% superiore rispetto alla nostra e un 35% in più di popolazione residente. A questo dobbiamo aggiungere che il territorio italiano ha equilibri geofisici più fragili rispetto a quello tedesco, francese ed anche britannico.

I danni principali dell’eccessivo consumo di suolo sono di ordine ambientale (perdita di habitat naturali), agricolo e quelli relativi ai disastri da cataclismi. Una corretta regolazione del ciclo dell’acqua, infatti, sulla nostra penisola risulta fortemente compromessa dalle trasformazioni urbanistiche sempre più estese degli ultimi 40 anni. Da qui le esondazioni dei fiumi, gli sprechi delle riserve idriche, ecc. Sul fronte agricolo, invece, il danno è legato alla perdita di produzione, visto che le trasformazioni urbanistiche solitamente coinvolgono i terreni pianeggianti, solitamente quelle a migliore vocazione agricola.

Uno studio realizzato da ISPRASNPA (Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente) ha verificato che le aree maggiormente coinvolte sono le cosiddette “urban sprawl”, una sorta di periferia diffusa che si spalma sul territorio ed origina fenomeni insediativi molto impattanti sul suolo, dispersivi e privi di identità, con miscelazioni di stabilimenti produttivi e insediamenti residenziali. In un decennio sono nate oltre 4 milioni di abitazioni, senza che ci sia stato un miglioramento della tensione abitativa, ed il numero di sfratti è rimasto sempre alto.

Uno dei disegni di legge in oggetto, che vede tra i quattro firmatari anche il già presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, in coerenza con l'obiettivo stabilito dall'Unione europea del consumo di suolo pari a zero da raggiungere entro il 2050, prevede che la riduzione progressiva del consumo di suolo debba essere definita a livello regionale. Prevede un limite di almeno il 20 per cento di riduzione ogni tre anni rispetto ai tre anni precedenti.

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pubblicato il 2019/03/04 13:55:00 GMT+2 ultima modifica 2019-04-08T11:59:08+02:00

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